martedì 1 aprile 2014

Il censimento in Birmania secondo Montessoro

La giunta birmana ha deciso di effettuare il primo censimento della popolazione da oltre trent’anni, per la precisione dal 1983. Le operazioni sono cominciate tra il 30 e il 31 marzo e dovrebbero richiedere 12 giorni di lavoro di migliaia di insegnanti e funzionari del governo. Radio Vaticana ha deciso di chiedere l'opinione di Francesco Montessoro, professore di Storia dell'Asia all'Università degli studi di Milano. Non posso che riproporla anche qui visto che Montessoro è stato anche il mio professore facendomi imparare cose sul continente asiatico, e in particolare sull'impero cinese, che mai avrei potuto scoprire altrimenti. Vi segnalo anche un approfondimento sulla questione del popolo rohingya perché c'entra molto con questa cosa del censimento in Birmania (Myanmar).

sabato 29 marzo 2014

Perché il Texas andrebbe abolito

In questi giorni si è parlato tanto di annessioni di territori, identità nazionali, sovranità statali. Così anche io ho deciso di lanciare la mia provocazione ben più che fondata.

Questa settimana ho trattato diversi argomenti sul sito di LifeGate, molti erano accomunati da una parola chiave: il Texas. A un certo punto, un bel giorno, di fronte all’ennesimo fatto, a mio parere negativo, che riguardava lo stato meridionale degli Stati Uniti, quello che confina con il Messico, detto anche Lone star state, mi è venuta un’illuminazione. Come San Paolo sulla via di Damasco ho gridato ad alta voce ai colleghi della redazione: “Ho capito! Il Texas va abolito!”.



Ovviamente potete immaginare le facce sgomente di coloro che, presi su altro, hanno dovuto alzare la testa per capire a cosa diavolo mi riferissi. E io ho continuato la mia dissertazione: “Sì, diamine! Non è possibile che un unico stato sia fonte di così tanti mali”. Il bello, però, è arrivato quando ho spiegato quali fossero questi mali, tanto che alla fine ho ricevuto anche l’approvazione di coloro che, inizialmente, mi stavano ascoltando solo per gentilezza ed educazione. Eccoli:

  • In Texas ogni anno viene eseguito il 41 per cento delle condanne a morte di tutti gli Stati Uniti, che nel 2013 sono state 39. Una situazione ancora più grave e assurda se si considera che gli Stati Uniti sono l’unico paese delle Americhe ad aver eseguito la pena di morte lo scorso anno. Anzi, l’unico paese del mondo occidentale. Quindi in Texas è stato eseguito il 41 per cento di tutte le condanne a morte dell’America del Nord, dell’America del Sud e dell’Europa;
  • il Texas è lo stato dei pozzi di petrolio e delle raffinerie di bitume. È lo stato dove dovrebbe arrivare tutto il petrolio sporco estratto dalle sabbie bituminose dell’Alberta, in Canada. È lo stato di destinazione dell’oleodotto Keystone. Oleodotto che sta mettendo in crisi il presidente americano Barack Obama e la sua amministrazione perché obbligati a decidere su una sua espansione (Keystone XL) contestata da ambientalisti e politici perché metterebbe a rischio l’intera politica di lotta al cambiamento climatico degli Stati Uniti, l’ambiente nordamericano e la salute dei cittadini. È lo stato che più di ogni altro viene associato all’inquinamento, quello degli anni Ottanta e Novanta. Quello brutto, sporco e cattivo;
  • in Texas, per la precisione a Dallas, il 22 novembre 1963 viene assassinato il presidente americano John Fitzgerald Kennedy, 46 anni, uno dei più amati della storia degli Stati Uniti. Quello che per primo ha cercato di cambiare le cose in America in tema di diritti umani. 

Forse non vi ho convinto fino in fondo sulla necessità di abolire il Texas dalle cartine geografiche degli Stati Uniti, magari sostituendolo con un altro stato, un Illinois del Sud per esempio, più liberal e democratico. Però di sicuro vi ho dato una chiave di lettura nuova. Prometto che, se dovessi trovare altri punti da aggiungere alla lista, non tarderò a farlo e a condividere nuovamente questo post che spero possa incontrare molti sostenitori.

giovedì 13 marzo 2014

Il selfie di Colin Powell di 60 anni fa che ha molto da insegnare



Colin Powell, segretario di Stato americano sotto la presidenza di George W. Bush, ha pubblicato sulla sua pagina Facebook un autoscatto davanti allo specchio di 60 anni fa con il seguente commento:

I was doing selfies 60 years before you Facebook folks. Eat your heart out Ellen!

Inevitabile il riferimento al celeberrimo selfie di Ellen DeGeneres insieme ad altri attori scattato durante la cerimonia degli Oscar 2014 che si è scoperto essere stato promosso da Samsung. Come se ce ne fosse stato bisogno. Il selfie pubblicato su Twitter da DeGeneres è diventato il più popolare della storia del social network. Ma l'autoscatto di Powell vince nella sfida sullo stile.

sabato 1 marzo 2014

Di corsa, contro la fame



Oltre 870 milioni di persone nel mondo soffrono la fame. Di questi decine di milioni sono bambini. Circa una persona su sei non ha abbastanza cibo per condurre una vita sana ed attiva.

Di corsa contro la fame è la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi lanciata da Acra-Ccs per garantire il diritto al cibo e contrastare la malnutrizione in quattro paesi del continente africano. Sostegno alle organizzazioni contadine del Senegal, valorizzazione di specie vegetali locali ed empowerment delle donne in Ciad, mense scolastiche in Mozambico e centri nutrizionali in Zambia sono gli obiettivi che Acra-Ccs si propone di finanziare anche con un sms al numero 45506.

venerdì 14 febbraio 2014

La foto dell'anno è di John Stanmeyer

Questa foto di John Stanmeyer per National Geographic scattata il 26 febbraio 2013 ha vinto il World press photo 2014. Mostra dei migranti africani sulla costa di Gibuti, di notte, mentre alzano i loro cellulari al cielo per intercettare il segnale dalla vicina Somalia. Tutte le foto premiate al concorso quest'anno le trovate qui. I partecipanti sono stati 5.754 provenienti da 132 paesi.

giovedì 6 febbraio 2014

Lo slittino a due non piace a Putin, vero?



Le Olimpiadi sono iniziate e i video in difesa dei diritti dei gay si moltiplicano. C’è quello dei duemila svedesi che cantano l’inno nazionale russo allo stadio olimpico di Stoccolma. E poi c'è questo realizzato dal Canadian institute of diversity and inclusion per protestare, ma con ironia, contro la legge russa che punisce chiunque parli di omosessualità a ragazzi con meno di 18 anni o che organizzi manifestazioni a sostegno dei gay.

Chissà se al presidente russo Vladimir Putin piace lo slittino a due posti. O magari se aveva mai pensato che “i giochi sono sempre stati un po’ gay”.

domenica 2 febbraio 2014

Il genio di Philip Seymour Hoffman



Quando ho letto su Twitter della notizia della scomparsa dell'attore americano Philip Seymour Hoffman, trovato morto domenica 2 febbraio nel suo appartamento di New York, sono rimasto sconvolto per tutti quei banali motivi dovuti alla morte improvvisa di un personaggio famoso.

sabato 28 dicembre 2013

9 cose positive successe nel 2013

L’ultima settimana dell’anno è dedicata ai bilanci. Lo scorso anno avevo pubblicato la lista dei desideri del segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon. Speranze che avrebbero reso il 2013 un buon anno. La lista comprendeva “la fine della crisi economica, la ripartenza dei negoziati di pace tra israeliani e palestinesi, una soluzione diplomatica agli scontri che stanno interessando diversi paesi del continente africano” e la necessità di trovare un accordo sul cambiamento climatico.

Di questi desideri, pochi possono dirsi realizzati, ma molti sono sulla via giusta. Un editoriale di Peter Coy pubblicato sul doppio numero di fine anno di Bloomberg Businessweek dal titolo 8½ things that went right this year cerca di trovare le buone notizie, le cose che sono andate per il verso giusto quest’anno. Coy ne ha trovate nove anche se l’ultima va presa con le pinze, da qui l’8 e mezzo del titolo (e della copertina). Scopriamole insieme:

lunedì 16 dicembre 2013

Il quarto stato dell’America del Sud guidato da una donna



Michelle Bachelet è stata eletta presidente del Cile vincendo il ballottaggio che si è tenuto domenica 15 dicembre con il 63 per cento delle preferenze. Bachelet ha già governato il Cile dal 2006 al 2010. Il dato che mi interessa di più citare e che può avere una certa rilevanza geopolitica è che si tratta del quarto stato dell’America del Sud ad essere governato da una donna. Gli altri tre sono il Brasile (Dilma Rousseff) l’Argentina (Cristina Kirchner) e la Costa Rica (Laura Chincilla).

lunedì 9 dicembre 2013

Come il cambiamento climatico può portare alla fine del capitalismo (con una rivoluzione)

L'arcipelago di Kiribati


La Terra è fottuta? O siamo ancora in tempo per far partire una rivoluzione che ponga fine al capitalismo senza controllo e blocchi le estreme conseguenze del riscaldamento globale? La prospettiva sul potere rivoluzionario del cambiamento climatico ce la fornisce la giornalista canadese Naomi Klein nell’articolo How science is telling us all to revolt pubblicato su New Statesman il 29 ottobre (tradotto da Internazionale n. 1028 con il titolo Un clima rivoluzionario).