di Paolo Pinzuti
C’è un silenzio sinistro che in tutto il mondo sta accompagnando la serie di autobombe che tre giorni fa ha colpito la cittadina di Reyhanli, un paesino sul confine tra Siria e Turchia, provocando la morte di circa 50 persone (il numero preciso non è chiaro). La cosa ancora più surreale è il silenzio che soprattutto in Turchia regna sovrano: la carta stampata evita accuratamente di entrare nel merito dell’attentato, anche in televisione i programmi continuano come se nulla fosse accaduto.
C’è un silenzio sinistro che in tutto il mondo sta accompagnando la serie di autobombe che tre giorni fa ha colpito la cittadina di Reyhanli, un paesino sul confine tra Siria e Turchia, provocando la morte di circa 50 persone (il numero preciso non è chiaro). La cosa ancora più surreale è il silenzio che soprattutto in Turchia regna sovrano: la carta stampata evita accuratamente di entrare nel merito dell’attentato, anche in televisione i programmi continuano come se nulla fosse accaduto.






