domenica 12 ottobre 2014

La Ferrara della maturità

L’edizione 2014 di Internazionale a Ferrara è stata strana. Ho cominciato ad andare a Ferrara quando ancora non ero laureato per poi arrivarci da accreditato, alla ricerca di notizie da scrivere ascoltando le parole di chi fa (crea, produce) notizia per lavoro. A Ferrara sono cambiato, sono cresciuto. E sulla mia crescita personale ha inciso molto anche la crescita della rivista, Internazionale.

Chiostro Piccolo di San Paolo © Ilaria D'Ambrosi
È stata un’edizione strana da più punti di vista. Lo è stata per come ci sono arrivato io. Di venerdì, in compagnia di una persona che stima ciò che faccio (scrivere) e lo fa (scrive) a sua volta. Lo è stata perché Ferrara era diversa. Soleggiata come sempre, ma più fredda. Dentro e fuori.

lunedì 29 settembre 2014

Il discorso (tradotto) di Marina Silva che parla di quando era povera

Marina Silva

Marina Silva è la candidata del Partito socialista alle presidenziali in Brasile. Il primo turno si tiene il 5 ottobre. In questo discorso elettorale del 16 settembre, Silva parla della sua storia, della sua vita, di quando era piccola e i suoi genitori non mangiavano pur di sfamare i figli, Marina compresa. Un racconto che le è servito per rispondere all'attacco della presidente uscente Dilma Rousseff del Partito dei lavoratori, anche lei candidata, che l'ha accusata di voler eliminare il popolare programma Bolsa Familia il cui scopo è far uscire dalla povertà milioni di brasiliani. 

mercoledì 24 settembre 2014

La marcia per il clima di New York raccontata da uno di noi

La marcia per il clima di New York (People’s climate march) è stata la più grande manifestazione contro il riscaldamento globale che si sia mai vista. Vi hanno partecipato 400mila persone e la sua organizzazione è stata ripresa e raccontata dal docufilm Disruption, che è possibile vedere liberamente online. Dietro le quinte c’è stata soprattutto l’organizzazione 350.org e il suo fondatore Bill McKibben che da sempre si batte per contrastare il cambiamento climatico cercando di coinvolgere e coordinare tutte le realtà che ruotano intorno alla minaccia più grave del nostro secolo.

© egawthrop / flickr

Quando ho scoperto che un amico di vecchia data avrebbe partecipato alla marcia, il mio primo sentimento è stato l’invidia. Avrei voluto esserci anche io. Avrei voluto “marciare” al suo fianco, avrei voluto fare qualcosa, farmi prendere dall’adrenalina di chi sa che bisogna agire subito se si vuole lasciare un bel mondo alle future generazioni. Poi ho pensato a come incanalare questo sentimento in qualcosa di produttivo, qualcosa di utile per me e per chi, come me, non è potuto andare a New York, anche se avrebbe voluto. Così ho pensato di far raccontare a Michele l’esperienza che ha vissuto, di porgli qualche domanda. Perché Michele potevo essere io, potevi essere tu che stai leggendo questo post, poteva essere qualsiasi persona che avrebbe voluto partecipare alla marcia per scelta o curiosità.

giovedì 11 settembre 2014

Il video e il discorso integrale di Barack Obama sullo Stato Islamico

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha annunciato in un atteso discorso tenuto alla nazione il 10 settembre di avere autorizzato diverse attività militari per “indebolire e distruggere” lo Stato Islamico, il gruppo estremista anche noto come Isil (lo Stato islamico dell’Iraq e del Levante) che ha conquistato vaste aree di territorio in Siria e in Iraq. Obama ha detto che sarà un’operazione lunga, che potrebbe mettere a rischio la vita dei soldati americani.



martedì 1 aprile 2014

Il censimento in Birmania secondo Montessoro

La giunta birmana ha deciso di effettuare il primo censimento della popolazione da oltre trent’anni, per la precisione dal 1983. Le operazioni sono cominciate tra il 30 e il 31 marzo e dovrebbero richiedere 12 giorni di lavoro di migliaia di insegnanti e funzionari del governo. Radio Vaticana ha deciso di chiedere l'opinione di Francesco Montessoro, professore di Storia dell'Asia all'Università degli studi di Milano. Non posso che riproporla anche qui visto che Montessoro è stato anche il mio professore facendomi imparare cose sul continente asiatico, e in particolare sull'impero cinese, che mai avrei potuto scoprire altrimenti. Vi segnalo anche un approfondimento sulla questione del popolo rohingya perché c'entra molto con questa cosa del censimento in Birmania (Myanmar).

sabato 29 marzo 2014

Perché il Texas andrebbe abolito

In questi giorni si è parlato tanto di annessioni di territori, identità nazionali, sovranità statali. Così anche io ho deciso di lanciare la mia provocazione ben più che fondata.

Questa settimana ho trattato diversi argomenti sul sito di LifeGate, molti erano accomunati da una parola chiave: il Texas. A un certo punto, un bel giorno, di fronte all’ennesimo fatto, a mio parere negativo, che riguardava lo stato meridionale degli Stati Uniti, quello che confina con il Messico, detto anche Lone star state, mi è venuta un’illuminazione. Come San Paolo sulla via di Damasco ho gridato ad alta voce ai colleghi della redazione: “Ho capito! Il Texas va abolito!”.



Ovviamente potete immaginare le facce sgomente di coloro che, presi su altro, hanno dovuto alzare la testa per capire a cosa diavolo mi riferissi. E io ho continuato la mia dissertazione: “Sì, diamine! Non è possibile che un unico stato sia fonte di così tanti mali”. Il bello, però, è arrivato quando ho spiegato quali fossero questi mali, tanto che alla fine ho ricevuto anche l’approvazione di coloro che, inizialmente, mi stavano ascoltando solo per gentilezza ed educazione. Eccoli:

  • In Texas ogni anno viene eseguito il 41 per cento delle condanne a morte di tutti gli Stati Uniti, che nel 2013 sono state 39. Una situazione ancora più grave e assurda se si considera che gli Stati Uniti sono l’unico paese delle Americhe ad aver eseguito la pena di morte lo scorso anno. Anzi, l’unico paese del mondo occidentale. Quindi in Texas è stato eseguito il 41 per cento di tutte le condanne a morte dell’America del Nord, dell’America del Sud e dell’Europa;
  • il Texas è lo stato dei pozzi di petrolio e delle raffinerie di bitume. È lo stato dove dovrebbe arrivare tutto il petrolio sporco estratto dalle sabbie bituminose dell’Alberta, in Canada. È lo stato di destinazione dell’oleodotto Keystone. Oleodotto che sta mettendo in crisi il presidente americano Barack Obama e la sua amministrazione perché obbligati a decidere su una sua espansione (Keystone XL) contestata da ambientalisti e politici perché metterebbe a rischio l’intera politica di lotta al cambiamento climatico degli Stati Uniti, l’ambiente nordamericano e la salute dei cittadini. È lo stato che più di ogni altro viene associato all’inquinamento, quello degli anni Ottanta e Novanta. Quello brutto, sporco e cattivo;
  • in Texas, per la precisione a Dallas, il 22 novembre 1963 viene assassinato il presidente americano John Fitzgerald Kennedy, 46 anni, uno dei più amati della storia degli Stati Uniti. Quello che per primo ha cercato di cambiare le cose in America in tema di diritti umani. 

Forse non vi ho convinto fino in fondo sulla necessità di abolire il Texas dalle cartine geografiche degli Stati Uniti, magari sostituendolo con un altro stato, un Illinois del Sud per esempio, più liberal e democratico. Però di sicuro vi ho dato una chiave di lettura nuova. Prometto che, se dovessi trovare altri punti da aggiungere alla lista, non tarderò a farlo e a condividere nuovamente questo post che spero possa incontrare molti sostenitori.

giovedì 13 marzo 2014

Il selfie di Colin Powell di 60 anni fa che ha molto da insegnare



Colin Powell, segretario di Stato americano sotto la presidenza di George W. Bush, ha pubblicato sulla sua pagina Facebook un autoscatto davanti allo specchio di 60 anni fa con il seguente commento:

I was doing selfies 60 years before you Facebook folks. Eat your heart out Ellen!

Inevitabile il riferimento al celeberrimo selfie di Ellen DeGeneres insieme ad altri attori scattato durante la cerimonia degli Oscar 2014 che si è scoperto essere stato promosso da Samsung. Come se ce ne fosse stato bisogno. Il selfie pubblicato su Twitter da DeGeneres è diventato il più popolare della storia del social network. Ma l'autoscatto di Powell vince nella sfida sullo stile.

sabato 1 marzo 2014

Di corsa, contro la fame



Oltre 870 milioni di persone nel mondo soffrono la fame. Di questi decine di milioni sono bambini. Circa una persona su sei non ha abbastanza cibo per condurre una vita sana ed attiva.

Di corsa contro la fame è la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi lanciata da Acra-Ccs per garantire il diritto al cibo e contrastare la malnutrizione in quattro paesi del continente africano. Sostegno alle organizzazioni contadine del Senegal, valorizzazione di specie vegetali locali ed empowerment delle donne in Ciad, mense scolastiche in Mozambico e centri nutrizionali in Zambia sono gli obiettivi che Acra-Ccs si propone di finanziare anche con un sms al numero 45506.

venerdì 14 febbraio 2014

La foto dell'anno è di John Stanmeyer

Questa foto di John Stanmeyer per National Geographic scattata il 26 febbraio 2013 ha vinto il World press photo 2014. Mostra dei migranti africani sulla costa di Gibuti, di notte, mentre alzano i loro cellulari al cielo per intercettare il segnale dalla vicina Somalia. Tutte le foto premiate al concorso quest'anno le trovate qui. I partecipanti sono stati 5.754 provenienti da 132 paesi.