venerdì 9 novembre 2007

Le fortune del Pakistan.


La crisi che sta attraversando il Pakistan non è figlia di un reale disagio della popolazione, ma deriva da una endemica incapacità del governo pakistano di saper fare il proprio lavoro.
Il Pakistan nacque all'incirca 60 anni fa da una scissione della regione a prevalenza musulmana dalla penisola indiana. In realtà la popolazione non percepì mai l'esigenza di un nuovo Stato, ma le ali estreme, sia religiose che politiche, maggioritarie nella regione, riuscirono a creare una nuova entità statale, nel tentativo di isolare la propria cultura da quella indiana.

Questa scissione forzata provoca ripercussioni forti ancora oggi, specialmente nel difficile cammino verso una forma democratica di governo.
Le tappe fondamentali che hanno interessato la crisi dello Stato pakistano vedono l'annuncio da parte del Presidente Musharraf della proclamazione dello stato di emergenza con conseguente sospensione della Costituzione, delle sue leggi e dei suoi diritti fondamentali. Il motivo di tale gesto è da ricercare nella paura da parte dello stesso Presidente di non vedere rinnovato il suo terzo mandato (approvato dal Parlamento ma preventivamente declinato dalla Corte Suprema).
La Corte Suprema ha risposto usando i propri poteri e dichiarando illegale la decisione di Musharraf, il quale ha deciso di destituire il presidente della Corte Chaudhry, già precedentemente allontanato e riabilitato per le forti ed inaspettate proteste della popolazione, e metterlo agli arresti.
Da questo momento in poi, si sono accese in tutto il Paese proteste da parte della classe degli avvocati, puntualmente represse con centinaia di arresti. Anche la comunità internazionale non si è fatta attendere, specie tramite la voce di Condoleeza Rice e del Presidente americano, i quali hanno manifestato un forte disappunto per la decisione di Musharraf e hanno chiesto che questa venisse revocata in favore di elezioni legittime (già ampiemente promesse e ripromesse entro febbraio 2008) e che lo stesso Presidente si dimettesse dalla duplice carica di capo dell'esercito. Dopo un periodo di esitazione, anche la ex-Premier Benazir Bhutto ha deciso di unirsi alle proteste, proclamando la presenza alla manifestazione prevista oggi a Rawalpindi. Ma è notizia di poche ore fa che la leader del Partito Popolare è stata costretta agli arresti domiciliari per motivi di sicurezza, impedendo la sua partecipazione alla manifestazione.

Se non fosse per il forte attaccamento americano ad avere un partner importante al suo fianco per mantenere un già precario equilibrio nella regione e per quello pakistano ai soldi statunitensi, probabilmente il Pakistan sarebbe già scivolato in una dittatura simile ad altre nella regione (si veda ad esempio la Birmania/Myanmar, la cui situazione potrebbe essere presa ad esempio negativo: tra le tante similarità, sorprendente è il parallelo Suu Kyi/Bhutto, specie dopo gli arresti di oggi), con il completo accentramento del potere militare nelle mani del governo.
Ma proprio prendendo spunto dal parallelo Pakistan/Birmania è ancora più evidente come la comunità internazionale e gli Stati Uniti, in particolar modo, si muovano solo quando vengono minacciati i propri interessi e la propria sicurezza. Fintanto che sono i diritti umani ad essere minacciati si può sempre aspettare.

La popolazione pakistana deve ringraziare il terrorismo internazionale se può ancora sperare in futuro democratico e rispettoso dei diritti fondamentali.

9 commenti:

ericablogger ha detto...

molto bello questo post
anch'io stasera vedendo il TG ho pensato subito a ciò che è successo in Birmania ed ora in Pakistan
un mondo fragile in balia di dittature ed i grandi che non fanno nulla per le popolazioni xchè hanno interessi economici troppo vasti

Duccio ha detto...

Erica, ma ci ritroviamo dovunque! Il nostro è proprio un bloggamore! Scusate lo scherzo pubblico. Credo che in tutti i paesi dove nel secolo lungo, il 900, il primo mondo abbia imposto i confini ad altri, oggi ci sono gravi problemi sociali, economici, politici. La globalizzazione non è nata da poco, ma è figlia del colonialismo, dello sfruttamento indiscriminato delle risorse per soddisfare i propri capricci. Ti verrò a visitare, tu fatti vivo. Duccio

BC. Bruno Carioli ha detto...

ti ringrazio per la visita.Mi complimento per i tuopi post, che trovo di assoluto interesse, e di pregnante attualità.Non mancherò di tornare a farti visita

Franca ha detto...

C'è da ricordare che Musharraf è salito al potere con un colpo di Stato.
Gli Stati Uniti che vanno esportando la loro democrazia ovunque faccia loro comodo, come mai non l'hanno messo nell'elenco degli Stati canaglia?
La possibilità di mantenere basi militari e truppe in una regione a loro strategica evidentemente vale la deroga!

Davide ha detto...

Complimenti per il blog, ottimi argomenti.
La questione pakistana è una evidente dimostrazione di come siano gli interessi economici a muovere le cose.
Ciò avviene non tanto per interessi europei, quanto per interessi Americani, o meglio per interessi di Bush.
Quest'uomo con la sua politica ha gettato del fango sul sistema politico americano ed internazionale, facendo venire meno tutti i valori contenuti nella parola democrazia.
Speriamo in un futuro migliore, senza economisti al potere.

Andrea ha detto...

Salve, voglio invitare te e i tuoi lettori a leggere il mio articolo di oggi, parla dell'uccisione di oltre 22mila delfini ogni anno nella baia di Taiji. E' fondamentale che si sappiano queste cose!!
Buona Domenica a tutti.
www.civitaweb.blogspot.com

Daniele Verzetti, Rockpoeta ha detto...

Eccomi qui, mi piace il tuo blog se è uno scambio link quello che proponevi ok.

Io verrò sicuramente anche a leggerti ed a postare visti i temi interessanti che tratti

Perdona l'off topic, il primo ed ultimo che vedrai da parte mia

Daniele

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Ahimè una disamina amara ma altrettanto lucida e veritiera.

E purtroppo l'ONU ormai non conta più nulla.

ArabaFenice ha detto...

Ciao Tommi, ho colto il tuo invito sul mio blog a venirti a trovare. QVedo che tratti temi piuttosto impegnativi e sono sicura che sarà interessante leggere il tuo punto di vista, a maggior ragione per le competenze da te acquisite (che ho visto nel profilo).
Purtroppo, oggi sono reduce da una giornata frenetica e i tuoi post meritano di essere letti con calma. Mi riprometto di ripassare da te per una lettura approfondita.