martedì 6 novembre 2007

Tor di quinto in Europa - 2


Dopo il post dedicato a voi e alle motivazione che hanno spinto i media a riscrivere la propria agenda, vorrei affrontare gli altri due argomenti preannunciati:

  1. L'adesione della Romania all'UE

  2. La ricezione della direttiva comunitaria in Italia

Per quanto riguarda il primo punto, dopo la caduta del muro di Berlino, l'UE ha intrapreso una politica di sicurezza riguardante la stabilizzazione di quelle aree adiacenti ai confini dell'Unione, in balia di crisi interne. In primo piano, a tal proposito, erano da considerare i cosiddetti PECO (Paesi dell'Europa Centro-Orientale), che, essendo appena stati liberati dal giogo sovietico, dovevano riscostruire le proprie istituzioni e il proprio carattere socio-economico. A questo proposito, l'UE iniziò a stipulare accordi finalizzati ad aiutare tali paesi a condizione che essi si mobilitassero per far rispettare i diritti umani al proprio interno. Col passare del tempo, oltre ad aiuti economici, si iniziò a condizionare questi sforzi alla promessa della membership all'UE.

Effettivamente tali accordi stimolarono la liberalizzazione degli scambi economici e, poi, la convergenza politica ed amministrativa dei PECO verso i paesi dell’Europa occidentale. Tale pratica venne, quindi, standardizzata tramite il varo del «Patto di stabilità» da parte del Consiglio Europeo di Copenaghen del giugno 1993, il quale fissò i principi guida e le condizioni politiche, economiche e istituzionali che i paesi candidati all’ingresso avrebbero dovuto rispettare per conquistarlo - come la presenza di istituzioni stabili e ispirate ai principi di democrazia e dello stato di diritto, il rispetto dei diritti umani e delle minoranze, un’economia di mercato funzionante e in grado di affrontare la competizione derivante dall’adesione al mercato unico, la capacità giuridica e amministrativa di recepire e rispettare gli impegni derivanti da tutti gli accordi già presi fra di loro dai membri dell’Unione Europea, il cosiddetto acquis comunitario.

Avendo chiari tali punti, diventa comprensibile capire come anche Paesi come la Romania abbiano potuto lentamente realizzare il sogno di diventare membri a 360° dell'UE. L'adesione non è mai stata vincolata ad elementi soggettivi comprendenti problemi comuni a qualsiasi Stato, anche quello più democratico al mondo. Per essere ancora più chiari, la criminalità o la presenza di gruppi organizzati di persone che commettono reati non è un criterio plausibile (altrimenti l'Italia, insieme alle sue numerose mafie esportate in un tutta Europa, non sarebbe nemmeno lontanamente vicina agli standards europei).

Il secondo punto riguarda la ricezione delle direttive comunitarie. Anche questo aspetto è diverso da come descritto in questi giorni dai media, infatti non è assolutamente vero che l'Italia non abbia recepito la direttiva dell'Ue riguardante l'allontanamento di cittadini europei che commettano reati o che non dispongano di mezzi di sussistenza. Come dichiarato dal Ministro dell'Interno, Giuliano Amato, tale direttiva (2004/38/CE) è stata recepita con il decreto legislativo del 6 febbraio 2007.

Il fatto è che tale direttiva non prevede l'espulsione definitiva, poiché a queste persone (non essendo extracomunitarie) è consentito il reingresso e poiché è difficile dimostrare che tali persone prive di mezzi di sussistenza siano in Italia da più 3 mesi (tempo minimo per imporre l'allontamento). Il problema, dunque, è rintracciabile nella mancanza di una reale messa in pratica di tale provvedimento, non nella sua totale assenza. Col decreto legislativo che si vuole approvare in questi giorni, tali questioni vengono semplicemente rafforzate e rese più severe e immediate.

Spero di aver dato un panorama generale e di aver reso più chiaro ciò che in questi giorni è stato reso pressoché incomprensibile a causa di una pluralità di interpretazioni che spesso hanno banalizzato il problema sparando a zero su tutto e su tutti.

Vorrei cogliere l'occasione per esprimere il mio sdegno per la spedizione punitiva attuata da uomini italiani incappucciati e muniti di spranghe e coltelli ai danni di 4 operai rumeni all'uscita di un supermercato a Roma.

Vorrei esprimere il mio cordoglio per la scomparsa dell'immenso Enzo Biagi.

4 commenti:

Mark ha detto...

ciao, mi piacerebbe fare uno scambio link,questo è il mio:

http://mark-be.blogspot.com/
IL BLOG DELLA SIMPATIA
fammi sapere

il-giustiziere ha detto...

Grazie della visita.
Ho lasciato un commento sul post Romania-Roma(passando pr Bruxelles).

Mark ha detto...

tutto ok,ti ho anche aggiunto tra i preferiti di tecnhnorate ;)
spero k farai lo stesso

http://ampiorespiro.myblog.it/ ha detto...

Caro tommi, ti dirò la verità, io ho abbandonato un pò questo tema dell'immigrazione perchè sinceramente sono indignato dall'"uso" mediatico che se ne sta facendo, sono passato a parlare di finanziari
grazie per avermi inserito tra i tuoi link,buona giornata