domenica 9 dicembre 2007

La vittoria del Venezuela.

Il 2 dicembre scorso i venezuelani sono stati chiamati a votare per un referendum incentrato sulla richiesta di modifica di diversi articoli della Costituzione bolivariana, promossa dallo stesso Presidente Hugo Chávez per rafforzare i propri poteri in vista della costruzione di un "socialismo adatto al XXI secolo".
Come risaputo, hanno vinto i sostenitori del 'NO', ossia i contrari a tali modifiche, con il 50,7% dei voti totali.
La spiegazione più ovvia che ha portato alla sconfitta del Presidente è da riscontrare nella scelta di circa 3 milioni di elettori chavisti di votare, in questo caso, in maniera disgiunta dalla logica di partito.

La domanda reale da farsi è, quindi, come mai? Perchè anche gli elettori venezuelani hanno sviluppato, col tempo, una coscienza critica, più lucida e meno ingenua, che gli ha permesso di giudicare obbiettivamente le proposte del Presidente, senza farsi da esse persuadere.
Le anime della Sinistra venezuelana che si sono distinte dalla massa sono diverse; in primo luogo bisogna citare gli studenti che, distinguendosi in maniera netta dai partiti, hanno portato un contributo notevole alla vittoria del 'NO'. Essi hanno mostrato tutta la loro cultura e proiezione internazionale invocando un tipo di socialismo diverso, più equo e meno radicale, di stampo, per così dire, "europeo".
In secondo luogo bisogna citare quella parte di Sinistra che si è astenuta dal voto per ragioni che spaziano dalla contestazione verso il modo con cui il Presidente ha deciso di riformare la Costituzione ai contenuti stessi della riforma (l'aspetto più controverso era quello per cui il Presidente non avrebbe più avuto limiti di candidature), favorendo i reali partiti dell'opposizione.

L'aspetto che, però, mi è parso avere maggiore rilievo e che vorrei mettere in risalto è il fatto che questo risultato ha smentito tutti i sondaggi (interni ed internazionali) che davano per scontata una vittoria del 'SI'. Sui giornali di mezzo mondo, la vigilia del voto, si sono potuti leggere articoli che annunciavano la svolta autoritaria del governo venezuelano come se il referendum si fosse già svolto. La forza di persuasione dei mezzi di comunicazione statali veniva data come "invincibile". Dagli Stati Uniti all'Italia si pensava già a come risolvere la situazione, a come ridare la "libertà" al povero popolo venezuelano.
Per questo motivo mi sento di dire che in realtà, l'esito del referendum, è stata una vittoria. Una vittoria nei confronti di coloro che, facendo il gioco del governo americano, hanno voluto esprimere giudizi avventati e prevenuti. Una vittoria nei confronti di chi considerava il Venezuela un Paese sotto dittatura e antidemocratico. Una vittoria dello stesso Chávez che ora può sbandierare a tutto il mondo un risultato che gli conferisce autorità morale e legittimità poiché fa sembrare ancora più forte e sentita la sua vittoria alle Presidenziali del 2006.

Chi pensava si fosse di fronte ad una votazione alla russa, con un esito scontato ancor prima dell'apertura dei seggi, si sbagliava. Un gesto di vera democrazia sarebbe quello di ammettere l'errore.

11 commenti:

salpetti ha detto...

Non è detto che la la vittoria del NO, sia una sconfitta per Chavez che già sta preparando qualche contro-mossa. Tuttavia concordo pienamente con te quando dici che tutti i giornali europei e americani davano per scontata la vittoria del SI.
Ha vinto il NO (seppur di poco) e ciò la dice lunga sulla considerazioen che le "mature democrazie" hanno del popolo venezuelano e sugli esiti delle attente analisi di studiosi e politologi di tutto il Mondo. Certi discorsi si possono fare quando c'è di mezzo il nuovo Zar Putin, in altri contesti gli esiti non sono scontati come potrebbe sembrare...

salpetti.wordpresscom

Camminare domandando ha detto...

Sono contento anch'io che abbia vinto il no, perchè il processo bolivariano - come viene chiamato il processo di cambiamento che sta investendo il Venezuela da una decina d'anni - non doveva personalizzarsi troppo nella figura di Chavez, ma doveva dimostrare di aver raggiunto la maturità sufficiente per poter proseguire con le proprie gambe anche senza il retorico e verboso presidente di Sabaneta...

Ma detto questo non credo che se anche avesse vinto il si ci sarebbe stato alcun rischio di autoritarismo. Per restare in Italia Berlusconi ha potuto ripresentarsi quattro volte alle elezioni e non mi pare che, malgrado tutto, in Italia ci sia la dittatura...(lo so , ovviamente che l'Italia non è una repubblica presidenziale come il Venerzuela...)
Ma tieni presente che il Venezuela, unico paese al mondo, ha, prevista nella costituzione, la possibilità di un referendum revocatorio nei confronti del presidente della repubblica, appena questi superi la metà del mandato (come in effetti è avvenuto nel 2004).

Quanto alla questione delle elezioni alla "russa"...secondo l'Oea, la Ue e le Nazioni Unite le elezioni venezuelane sono da anni tra le elezioni più limpide di tutto il continente americano.

Francesco

tommi ha detto...

belle osservazioni! e grazie degli ulteriori dati forniti. ci volevano proprio.

daniele Verzetti, Rockpoeta ha detto...

Quto in toto Salpetti.

Aggiungo che una volta di più questa storia dimostra che i sondaggi sono truccati.

daniele Verzetti, Rockpoeta ha detto...

PS: Tommy per pubblicizzare il mio evento è sufficiente parlarne in giro e postare sul tuo blog il mio post se lo vorrai

Grazoe delle tue parole Tommy.

Franca ha detto...

Questo risultato sfata i pregiudizi di tanti che in America latina i paesi che si ispirano al socialismo non possono essere democratici.
Comunque, anche se avessero vinto i "SI" non c'era scritto da nessuna parte che Chavez avrebbe governato a vita.
Si poteva ricandidare, ma poi il popolo avrebbe potuto votare alla fine di ogni mandato.
Eppure, anche qui i pregiudizi erano scontati...

P.S.
Visto che ci leggiamo sempre, ok per il link

anticap ha detto...

Complimenti per il post che condivido in pieno, ben arrivato!

anticap ha detto...

Sono italiano, ma boliviano di "adozione" (nel senso che sono padre adottivo di una bimba nata in Bolivia)..per il link assolutamnete d'accordo!

rudyguevara-simona ha detto...

secondo me sarebbe stato meglio che chavez nn avesse proposto un referendum come questo,comunque sono contenta che il popolo abbia potuto esprimersi liberamente.e abbia votato no.cosa che nn succede in russia,ad esempio,ed in tanti altri paesi che invece vengono portati ad esempio.nn esempio di democrazia,ovviamente,ma come buoni partner commerciali.(poco importa se i diritti civili nn vengono rispettati.se nemmeno ne esiste la concezione).talmente buoni da nn poterli mai "tradire",ad esempio ricevendo pubblicamente il dalai lama.o appoggiando concretamente il popolo birmano.basterebbe che il venezuela si piegasse all'occidente,cominciasse a rappresentare un bacino di utenza x lo sfruttamento del lavoro,dando il via ad un liberalismo selvaggio,e allora chavez verrebbe acclamato e gli usa magari avrebbero anche trovato il modo di favorire la vittoria dei sì.............ciao,come vedi sono passata.ti faccio anche io i miei complimenti.

Alzata con pugno ha detto...

Il popolo venuezelano ha capito che per continuare il suo cammino democratico non doveva identificare con una persona, un simbolo, il suo futuro, le sue speranze. Le persone sbagliano, muoiono. Quando fanno il loro tempo è giusto che ci sia un cambiamento, generazionale, di idee quando necessario.
Chavez ha insegnato qualcosa.

anticap ha detto...

Ti ho inserito tra i miei link!