lunedì 3 dicembre 2007

La Duma di Putin, la partita di Kasparov.

Ieri i russi hanno votato per rinnovare la Duma, ossia la camera bassa del Parlamento, composta da 450 deputati aventi un mandato di 4 anni. Per la prima volta essi sono stati eletti con un sistema interamente proporzionale poiché la recente riforma, voluta da Putin, ha eliminato i 225 seggi uninominali che, fino al 2003, favorivano candidati indipendenti e ha innalzato la soglia di sbarramento dal 5 al 7%. I partiti ammessi dal Cremlino in questa tornata elettorare sono 11: il Partito agrario di Russia, Forza civile, il Partito democratico russo, il Partito comunista della Federazione Russa, l'Unione delle forze di destra, il Partito della giustizia sociale, il Partito liberaldemocratico, Russia giusta, Patrioti di Russia, il Partito repubblicano (Jabloko) e il partito del Presidente Russia unita.
I risultati hanno consacrato Russia unita come il partito del popolo con il 64,1% dei voti, corrispondente a 315 seggi su 450, superando la soglia necessaria per emendare la Costituzione. Gli altri partiti che hanno superato la soglia di sbarramento sono quello comunista (11,7%), il liberaldemocratico (8,4%) e, l'altro partito filogovernativo, Russia giusta (8%).
Quasi tutti i partiti di opposizione, tra cui Altra Russia dell'ex-campione del mondo di scacchi Garry Kasparov, il quale ha definito queste elezioni «le più sporche della storia della Russia moderna», hanno denunciato brogli elettorali e, con loro, anche diversi osservatori esterni. L'OSCE ha dichiarato che le elezioni per la Duma russa «non si sono svolte in modo corretto e non hanno rispettato molti degli impegni presi a livello di Osce e di Consiglio d’Europa né gli standard democratici»; stessa perplessità è stata sollevata dagli Stati Uniti, dall'Unione Europea e dal Consiglio d'Europa (di cui la stessa Russia fa parte).

Del resto la battaglia che i partiti dell'opposizione russa stanno portando avanti da tempo, aveva già messo in evidenza la possibilità di tali brogli e aveva denunciato irregolarità commesse già durante la campagna elettorale. Kasparov è stato arrestato il 25 novembre nel corso di una manifestazione organizzata da Altra Russia a Mosca e San Pietroburgo e condannato a 5 giorni di reclusione con l'accusa di aver organizzato manifestazioni non autorizzate e per resistenza a pubblico ufficiale. Questa azione è stata solo uno dei tanti tentativi di neutralizzare l'opposizione al Cremlino: Kasparov è praticamente scomparso dalla televisione di Stato, quando si parla di lui, si cerca di farlo passare per un idiota, trasmettendo immagini in cui parla in inglese per farlo sembrare un alieno agli occhi del popolo russo, una marionetta incaricata dalle potenze occidentali di destabilizzare il governo di Putin.
Infatti, la politica messa in atto dal Presidente russo è stata quella di trovare ovunque nemici e di far credere alla propria popolazione che la Russia deve farsi valere per non cadere nelle trame degli stranieri. Dalla maggioranza dei russi, Kasparov è identificato come un leader fantoccio che agisce per ordine degli occidentali, i quali, così facendo, tentano di subordinare la Russia sotto la propria influenza. Da qui le varie ideologie che spingono la Russia a muoversi pesantemente in ambito internazionale (si vedano le reazioni avute dal Cremlino per la questione dello scudo spaziale e per la possibilità da parte di Ucraina e Georgia di entrare a far parte della NATO).

Garry Kasparov, nonostante l'impossibilità di giungere al successo, ha deciso di candidarsi alle elezioni presidenziali di marzo 2008, alle quali non potrà più presentarsi Vladimir Putin (il quale ha, però, scelto di continuare la sua attività politica ed, eventualmente, ricandidarsi nel 2012).
La reale intenzione dell'alleanza Altra Russia è far conoscere le proprie idee e denunciare gli abusi del Cremlino ai danni della popolazione russa, ciò che si vuol dire agli elettori è: questa volta non vinceremo, ma sappiate che quando il regime crollerà, noi ci saremo.

16 commenti:

Antonio Candeliere ha detto...

Putin è stato premiato dai suoi cittadini. Un motivo ci sarà!

superg52 ha detto...

1) dal momento che tutti i sondaggi d'opinione, compresi quelli americani , registravano un consenso all'operato di Putin fra il 70 e l'80%, come si fa a sotenere che ha ottenuto il 64% dei voti grazie a brogli?

2)Kasparov (che detto per inciso non è neppure nato in una delle 15repubbliche della Federazione Russa e parla russo con forte accento azerbajgiano), sarebbe potuto andare in televisione anche tutti i giorni senza per questo ottenere un risultato molto diverso di quello dello zero virgola che ha raggiunto

tommi ha detto...

Che la maggioranza dei cittadini russi sostenga Putin è fuori di dubbio. Il problema è come il Presidente sia riuscito a raggiungere tale consenso. In Russia non esiste una vera opposizione libera ed indipendente, l'informazione di giornali e televisioni è sotto il completo controllo statale. Anche in Italia abbiamo avuto esempi di condizionamenti in tal senso, però questo non ha impedito al "condizionatore" di essere eletto più o meno legittimamente. Solitamente i plebisciti sono sintomo di un Paese che non vive libero da condizionamenti (io ricordo solo plebisciti sotto dittature, aiutatemi a trovarne sotto democrazie realmente tali).

P.s. il fatto che Kasparov sia nato in Azerbaijan (una delle ex-repubbliche sovietiche) nel 1963 non fa di lui un russo? Quando l'URSS crollò, non era forse il suo esercito a controllare che tra Armenia e Azerbaijan non ci fossero scontri per eliminare le rispettive minoranze? Oltretutto Kasparov ha vissuto la maggior parte del suo tempo a Mosca facendo vincere a URSS/Russia diversi titoli internazionali di scacchi. Descrivere Kasparov come un non-russo è proprio la strategia di Putin per toglierlo dalla partita verso il Cremlino.

Mario ha detto...

E' chiaro che c'è un motivo se Putin è stato premiato dai russi. Il problema è proprio lì: i cittadini del più grande Paese del mondo hanno deciso che c'è bisogno di forza, di sicurezza, di candidati forti. A me non interessa la vittoria del "candidato debole". Il governo italiano dimostra che non si riesce a governare con maggioranze risicate. Però è chiaro che la "forza" di certe proposte risiede unicamente nel suo essere conformi alle linee guida oggi predominanti: sicurezza, eserciti, obbedienza al paradigma della crescita economica (più o meno liberista), nonostante il mondo sia sempre più minacciato.
Ci sarà un motivo se i russi hanno premiato Putin?

Alzata con pugno ha detto...

La situazione in Russia non credo possa essere vista e analizzata come quella di uno stato di dimensioni medie, per esempio uno europe.
La Russia è enorme e sinceramente non credo che una democrazia "normale" gioverebbe alla popolazione. Durante il comunismo ci sono stati tanti orrori, ma non esisteva che una persona morisse di stenti abbandonata in un vicolo, non esistevano i bambni delle fogature, non c'era tutta la delinquenza organizzata che viene chiamata mafia russa.
Lo stato accompagnava il cittadino dalla nascita alla morte, gli studi erano pagati e il lavoro era un obbligo per la nazione, era un dovere.
Ora, non sostengo che questo fosse pienamente giusto, perchè una vita indirizzata dall'alto credo che piaccia veramente a pochi, ma uno stato come la Russia se non fosse forte sarebbe ingovernabile. D'altro canto in un'epoca così agitata, dove gli unici ad essere abbastanza forti per imporre la loro volontà al mondo intero sono gli USA, credo serva un contrappeso. E vedo meglio la Russia come contrappeso, piuttosto che la Cina.

superg52 ha detto...

la guerra fra Armenia e Azerbaijan, formalmente per il controllo dell'enclave del Nagorno Karabah, fu in realtà un conflitto che la rivista Limes definirebbe una "guerra dei tubi"

Exxon e BP avevano interesse a far passare per quelle zone un importante pipeline petrolifera,
così la Russia soffiava sul fuoco degli odi etnici per impedire la realizzazione del progetto angloamericano

la Russia infatti aveva interesse a far passare la pipeline a nord attraverso il suo territorio: scoppiò quindi la prima guerra cecena, per impedire la realizzazione del progetto russo

e chi soffiava su questo fuoco lo capite da soli...

Kasparov, sarà anche una bravissima persona, ma in Russia non è nessuno: è un personaggio mediatico inventato dagli occidentali che serve precisi interessi ben più grandi di una semplice pipeline

Franca ha detto...

Quando parliamo di Russia siamo tutti portati a ragionare come se fosse il male peggiore esistente al mondo, ma dall’ultimo rapporto di Amnesty International è emerso che gli Stati Uniti sono oggi il principale violatore dei diritti umani e delle libertà nel mondo.
Però questo non ci fa lo stesso effetto, perchè degli Stati Uniti abbiamo una visione pregiudizialmente diversa…

superg52 ha detto...

se si vuole ragionare seriamente di geopolitica, ed in questo blog mi pare che ci si provi, bisogna dimenticare pregiudizi e simpatie: il Grande Gioco è molto bravo a diffondere percezioni illusorie...

tommi ha detto...

Credo che si sia perso di vista il tema principale. Qui non si sta parlando di chi commette errori più grandi, di quali siano le giustificazioni o altro. Qui si sta analizzando un fatto: ci sono stati dei brogli e la campagna elettorale non è stata libera. Esattamente come andavano denunciati e perseguiti per legge i brogli avutisi per le presidenziali americane in Florida nel 2000 e ad altre situazioni antidemocratiche. Non bisogna fare paragoni quando uno sbaglia (si ma l'altro fa peggio), bisogna solo ammettere di avere sbagliato.
A superg52 suggerisco di leggere l'articolo di INTERNAZIONALE di questa settimana riguardante Kasparov.
A Alzata con pugno volevo chiedere, secondo te quando l'UE diventerà sovrana, pensi avrà bisogno di derive autoritarie per essere governata?

superg52 ha detto...

l'articolo di INTERNAZIONALE di questa settimana, scrive: "Oggi (Kasparov ndr) è il principale oppositore di Putin" scusate ma mi pare quanto meno una baggianata, e mi meraviglio che una rivista così seria che seguo, stimo e ammiro dica una cosa del genere

tommi ha detto...

L'autore di quell'articolo è DAVID REMNICK, direttore del New Yorker e ex corrispondente a Mosca del Washington Post. Vincitore del premio Pulitzer nel 1994.
Internazionale l'ha tradotto.

superg52 ha detto...

dovere di cronaca, insomma, ma a questo punto mi meraviglio del New Yorker, peraltro prestigioso e blasonato magazine, spesso controcorrente, ma in questo specifico caso aggregato al gregge

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Il nocciolo del problema è che anche l'occidente dovrebbe esserci....

Anche l'occidente dovrebbe sostenere Kasparov e non lasciarlo solo.

Ma a questo occidente Putin va benissimo...

superg52 ha detto...

perché l'occidente dovrebbe sostenere Kasparov, se i cittadini russi non lo considerano neppure?

andrebbe bene che la Russia sostenesse in Belgio un signor Dupont che i belgi non vogliono?

tommi ha detto...

Andrebbe bene se questo signor Dupont venisse tagliato fuori in maniera illegittima dalla campagna elettorale belga e venisse boicottato dal proprio governo. Mi sembra più grave il sostegno di dittatori da parte di Stati terzi, in questo caso, il sostegno (puramente mediatico, non governativo) è a favore di una persona indipendente e che cerca di denunciare delle irregolarità.
Non capisco questa ostinazione contro tutto e tutti, ma soprattutto contro Kasparov.

superg52 ha detto...

un chiarimento, tanto per chiudere una discussione gustosamente animata:

1) personalmente non parteggio né per Putin né per Kasparov, sono un osservatore non un militante, ma non sopporto la disinformazione: fa parte del mio dna di analista finazario

2) al di là di ogni polemica, Altra Russia di Kasparov è un movimento extraparlamentare

3) in Italia a Roberto Fiore (leader del movimento di estrema destra Forza Nuova) o a Luca Casarini (leader dei Disobbedienti, ala di estrema sinistra del movimento No-Global)sarebbe normale offrire in patria lo stesso spazio mediatico riservato a Prodi, a Berlusconi o a tutti gli altri leader di partiti di governo e di opposizione già presenti in parlamento, in occasione di una campagna elettorale?

4) in Italia come agisce la forza pubblica in occasioni di manifestazioni non autorizzate di movimenti extraparlamentari?

a mio avviso, su due pesi, non si debbono usare due misure: altrimenti si rischia di capire poco

l'analisi deve essere neutra, le opinioni vengono dopo; se invece le opinioni sono pregiudizio all'analisi, allora la falsano in partenza