
Ieri i russi hanno votato per rinnovare la
Duma, ossia la camera bassa del Parlamento, composta da 450 deputati aventi un mandato di 4 anni. Per la prima volta essi sono stati eletti con un sistema interamente proporzionale poiché la recente riforma, voluta da Putin, ha eliminato i 225 seggi uninominali che, fino al 2003, favorivano candidati indipendenti e ha innalzato la soglia di sbarramento dal 5 al 7%. I partiti ammessi dal Cremlino in questa tornata elettorare sono 11: il Partito agrario di Russia, Forza civile, il Partito democratico russo, il Partito comunista della Federazione Russa, l'Unione delle forze di destra, il Partito della giustizia sociale, il Partito liberaldemocratico, Russia giusta, Patrioti di Russia, il Partito repubblicano (Jabloko) e il partito del Presidente Russia unita.
I risultati hanno consacrato
Russia unita come il partito del popolo con il 64,1% dei voti, corrispondente a 315 seggi su 450, superando la soglia necessaria per emendare la Costituzione. Gli altri partiti che hanno superato la soglia di sbarramento sono quello comunista (11,7%), il liberaldemocratico (8,4%) e, l'altro partito filogovernativo, Russia giusta (8%).
Quasi tutti i partiti di opposizione, tra cui Altra Russia dell'ex-campione del mondo di scacchi Garry
Kasparov, il quale ha definito queste elezioni «le più sporche della storia della Russia moderna», hanno denunciato brogli elettorali e, con loro, anche diversi osservatori esterni. L'OSCE ha dichiarato che le elezioni per la Duma russa «non si sono svolte in modo corretto e non hanno rispettato molti degli impegni presi a livello di Osce e di Consiglio d’Europa né gli standard democratici»; stessa perplessità è stata sollevata dagli Stati Uniti, dall'Unione Europea e dal Consiglio d'Europa (di cui la stessa Russia fa parte).
Del resto la battaglia che i partiti dell'opposizione russa stanno portando avanti da tempo, aveva già messo in evidenza la possibilità di tali
brogli e aveva denunciato irregolarità commesse già durante la campagna elettorale. Kasparov è stato arrestato il 25 novembre nel corso di una manifestazione organizzata da Altra Russia a Mosca e San Pietroburgo e condannato a 5 giorni di reclusione con l'accusa di aver organizzato manifestazioni non autorizzate e per resistenza a pubblico ufficiale. Questa azione è stata solo uno dei tanti tentativi di neutralizzare l'opposizione al Cremlino: Kasparov è praticamente scomparso dalla televisione di Stato, quando si parla di lui, si cerca di farlo passare per un idiota, trasmettendo immagini in cui parla in inglese per farlo sembrare un
alieno agli occhi del popolo russo, una marionetta incaricata dalle potenze occidentali di destabilizzare il governo di Putin.
Infatti, la politica messa in atto dal Presidente russo è stata quella di trovare ovunque nemici e di far credere alla propria popolazione che la Russia deve farsi valere per non cadere nelle trame degli stranieri. Dalla maggioranza dei russi, Kasparov è identificato come un
leader fantoccio che agisce per ordine degli occidentali, i quali, così facendo, tentano di subordinare la Russia sotto la propria influenza. Da qui le varie ideologie che spingono la Russia a muoversi
pesantemente in ambito internazionale (si vedano le reazioni avute dal Cremlino per la questione dello scudo spaziale e per la possibilità da parte di Ucraina e Georgia di entrare a far parte della NATO).
Garry Kasparov, nonostante l'impossibilità di giungere al successo, ha deciso di candidarsi alle elezioni presidenziali di
marzo 2008, alle quali non potrà più presentarsi Vladimir Putin (il quale ha, però, scelto di continuare la sua attività politica ed, eventualmente, ricandidarsi nel 2012).
La reale intenzione dell'alleanza Altra Russia è far conoscere le proprie idee e denunciare gli abusi del Cremlino ai danni della popolazione russa, ciò che si vuol dire agli elettori è: questa volta non vinceremo, ma sappiate che quando il regime crollerà, noi
ci saremo.