domenica 13 gennaio 2008

Che ne sarà di te?

Su consiglio di mio cugino Michelangelo, ho deciso di dedicare un post al film che ho visto oggi al cinema: Leoni per Agnelli (regia di Robert Redford, con Robert Redford, Meryl Streep e Tom Cruise).

Il film si sviluppa attraverso tre ambientazioni: un dialogo fra una un'esperta giornalista (Streep) ed un rampante governatore/senatore repubblicano (Cruise), uno fra un professore universitario (Redford) ed un suo studente ed, infine, una battaglia combattuta da due marines/studenti sul fronte afghano; tutti e tre gli "episodi" si svolgono nell'arco della stessa ora.

Tra i diversi spunti che si possono cogliere durante i velocissimi 90 minuti di pellicola, un paio sono degni di nota e di essere affrontati anche in questa sede.

Innanzitutto la capacità di descrivere tramite le parole di diversi esponenti della sua società il malessere attraversato dall'America in questi anni. Essa infatti starebbe vivendo uno dei periodi peggiori della sua storia. La domanda chiave è: com'è stato possibile passare dall'avere l'intera comunità internazionale al proprio fianco dopo l'11 settembre ad essere rimasti soli e malvisti dalla maggior parte degli Stati, anche alleati?
Un altro spunto, il migliore, è quello che si tenta di suscitare, positivamente, all'interno dello spettatore. Ogni uomo deve, nel possibile, tentare, provare a migliorare la situazione in cui vive perchè "è meglio fallire avendoci provato piuttosto che non averci tentato affatto". A questo proposito viene chiaramente evocato il problema dei nostri governanti (gli agnelli del titolo) che si arricchiscono (in tutti i sensi) sulle spalle del coraggio della gente (i leoni). Non bisogna rassegnarsi all'evidenza constatando l'incapacità e la malafede di chi ci governa, al contrario, bisogna tentare di reagire perchè è proprio sull'indifferenza e sulla rassegnazione che questi costruiscono le proprie impopolari strategie.

Infine è da notare il particolare effetto che il film ha sui giovani, specie sugli universitari: mai adagiarsi sugli allori di una vita agiata e tranquilla restando ai margini della vita sociale; è proprio quando le difficoltà si fanno più forti e la situazione più grave che bisogna tentare di inserirsi per vivere in pieno il momento che in futuro sarà considerato storia: è dalle nostre azioni di oggi che si costruisce il domani. Da qui la domanda finale, dal profumo epico (così come la colonna sonora) che assilla lo studente protagonista «hai deciso il tuo futuro? che ne sarà di te


P.S. Ultima notazione: la Streep/giornalista che, all'interno dello studio del suo caporedattore, abbassa ripetutamente la rotella del termostato domandando «ma come fai a sopportare questo caldo?». Dettaglio ambientalista da non sottovalutare, specie se all'interno di un film hollywoodiano.

7 commenti:

Andrew ha detto...

dovrebbe essere davvero un gran bel film, poi Redford è un grande attore

www.diegogarciablog.blogspot.com

Giovanna Alborino ha detto...

da vedere allora!

buon pomeriggio

Simona ha detto...

pensavo già di andarlo a vedere. grazie per il consiglio

ruyguevara-simona ha detto...

anche io ho visto il film e ho scritto un post al proposito,è un vero capolavoro e dice il vero,purtroppo!senti,volevo dirti che se vuoi contribuire al blog bloggers for burma puoi unirti a noi!fa sempre piacere avere collaborazione,per tenere viva l'attenzione!

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

L'ho visto, peccato non poter raccontare il finale perchè è da li che si potrebbe aprire un dibattito davvero interessante e complesso...

ericablogger ha detto...

x aprire un dibattito complesso e sicuramente interessante varebbe forse la pena svelare il finale
così anche chi non lo ha visto potrebbe magari intervenire più concretamente

Francesco Candeliere ha detto...

Non ho ancora visto il film ma da ciò che descrivi mi sembra interessante.Appena lo vedrò commenterò le mie sensazioni.
Un saluto