sabato 19 gennaio 2008

La Sapienza e la Scienza.

Nonostante il ritardo volevo dedicare un post sulla vicenda che ha visto coinvolti Papa Benedetto XVI e l'Università "La Sapienza" di Roma. La cronaca della vicenda si è conclusa con l'annullamento da parte del Vaticano della visita in programma all'Università degli studi di Roma (dichiarazione di oggi: «ho soprasseduto mio malgrado ... Il clima che si era creato ha reso inopportuna la mia visita all'università») in occasione delle celebrazioni per l'apertura dell'anno accademico a causa delle proteste sollevate da parte di un gruppo di professori (66) e di studenti alquanto radicali. Essi hanno accusato Benedetto XVI di essere un nemico della scienza poiché reo di aver difeso la condanna inflitta dal tribunale dell'inquisizione a Galileo, il papa della scienza.
Credo che la vicenda abbia un doppio risvolto: il primo vede l'ingiusta vittoria da parte di minoranze interne all'Università che, tramite forti e sentite proteste, hanno fatto sì che la vicenda si risolvesse a loro favore. In generale, e non solo per questa occasione, un atteggiamento simile non è plausibile poiché impone la volontà di pochi su molti.
Il secondo e più importante risvolto della vicenda è quello scaturito dal clamoroso ed ingenuo errore del rettore, vero (se non unico) colpevole dell'intera vicenda: a mio parere, infatti, non è plausibile ed in linea con i principi di una Università statale e laica invitare un esponente religioso con marcate idee conservatrici ad una occasione ufficiale come l'apertura dell'anno accademico; questa, infatti, è una celebrazione che serve per tracciare le linee guida dell'intero anno universitario, la rotta da intraprendere per il futuro. Ecco perchè questo invito lo considero sbagliato oltre che di cattivo gusto. Specie considerando il fatto che all'interno de "La Sapienza" vi sono facoltà scientifiche che fanno della ricerca la loro ragione di vita. Le pubbliche posizioni tenute dal Papa sono state viste come un implicito segno di "censura" e di avallo alle sue idee contrarie allo sviluppo ed al progresso della ricerca scientifica. Un suo invito in una qualsiasi altra occasione (tavola rotonda, dibattito, conferenza o altro) sarebbe stato, al contrario, perfino auspicabile.
Il giorno in cui il Papa avrebbe dovuto parlare a Roma, gli studenti universitari di Comunione e Liberazione di tutta Italia (inclusi quelli della - mia - Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano) si sono mobilitati (esattamente come gli esponenti di un qualsiasi altro partito) per far ricevere ad ogni studente e professore il discorso che Benedetto XVI avrebbe dovuto pronunciare.

L'allocuzione prevedeva un'ampia discussione sulla ricerca della verità, intesa in modo cristiano come raggiungimento della fede, attraverso l'analisi dell'Università medievale dove filosofia e teologia (ai tempi vi erano quattro facoltà: filosofia, teologia, giurisprudenza e medicina) non devono scindersi se vogliono trovare il fine ultimo di ogni studio e ricerca: Teologia e filosofia formano una peculiare coppia di gemelli, nella quale nessuna delle due può essere distaccata totalmente dall'altra e, tuttavia, ciascuna deve conservare il proprio compito e la propria identità. Il discorso poi, si sarebbe dovuto evolvere e concludere con la risposta alla domanda, posta fin da principio in maniera implicita: Che cosa ha da fare o dire il Papa nell'università? Sicuramente non deve cercare di imporre ad altri in modo autoritario la fede, che può essere solo donata in libertà. Al di là del suo ministero di Pastore nella Chiesa e in base alla natura intrinseca di questo ministero pastorale è suo compito mantenere desta la sensibilità per la verità; invitare sempre di nuovo la ragione a mettersi alla ricerca del vero, del bene, di Dio e, su questo cammino, sollecitarla a scorgere le utili luci sorte lungo la storia della fede cristiana e a percepire così Gesù Cristo come la Luce che illumina la storia ed aiuta a trovare la via verso il futuro.

21 commenti:

Terra Marique ha detto...

Vietare ad un uomo, di manifestare il proprio pensiero non è Laicità!è solo stupidità.
P.S. Ti volevo chiedere se gentilmente puoi cambiare il link Civitaweb con il nuovo blog Terra marique.
Buona domenica a tutti

ericablogger ha detto...

io ho riflettuto sullo stato laico in un mio post e sul xchè si è arrivati alla contestazione al papa
concordo con te sull'errore madornale del rettore
bel post, complimenti !

Andrew ha detto...

Io il mio pensiero già l'ho espresso sul nostro blog..anzi ne approfitto per dirti di venire a visitarlo cosi vedrai la mia opinione.
Sono e rimango contrario alla visita del Papa

www.diegogarciablog.blogspot.com

Francesco Candeliere ha detto...

Io non vedo niente di male che il Papa,la massima autorità religiosa,venga invitato da un'università.Peraltro il Prof. Ratzinger è un illustre professore universitario.....
Mi chiedo:se ci fosse stato il rifiuto di un'altra autorità religiosa, come ad esempio di un semplice Imam,come avrebbero reagito i c.d laici che non volevano la visita del Papa?Forse si sarebbero fatti paladini della libertà religiosa.
Inoltre c'è un discorso culturale di fondo.Abbiamo visto dare lauree honoris causa a personaggi inqualificabili ,ad esempio Valentino Rossi e vediamo tutti i giorni professori universitari non degni di insegnare all'università.Manca solo che alla prossima inagurazione dell'anno accademico La Sapienza inviti Maria De Filippi.....magari perchè da voce a tutti i giovani,un esempio di pluralismo contemporaneo.
Uno Stato veramente laico non ha paura di dar voce anche a posizioni che possono sembrare estreme come quelle della Chiesa.
Complimenti per il post.

tommi ha detto...

io avrei reagito alla stessa maniera se un'altra autorità di qualsiasi religione, invitata, si fosse contrapposta agli scopi tipici universitari.
Al contrario sarebbe auspicabile che ora l'università di roma, rettore in primis, organizzasse una conferenza/dibattito con il papa e altri esponenti religiosi e del settore della ricerca scientifica per parlare di temi inerenti al progresso, alla scienza e alla ricerca universitaria.

p.s. se in futuro venisse invitata maria de filippi probabilmente lascerei l'università dopo proteste non consone alla situazione.

Anonimo ha detto...

io sono d'accordo che la cazzata maggiore l'ha fatta il rettore. ma sono con gli scienziati. dobbiamo smettere di dire che il papa "dice la sua opinione". il papa fa politica. e fa un politica nemica della scienza. quindi mi sembra il caso che qualcuno si alzi in piedi e dica che a lui non va bene
fede mello

superg52 ha detto...

l'universo è infinito ed infiniti sono gli universi,
di conseguenza infiniti sono i possibili punti di vista di chi osserva

fu per una verità così elementare che Giordano Bruno
venne torturato e quindi bruciato vivo sul rogo il 17 febbraio 1600 a Roma in Campo dei Fiori,
con la lingua trafitta da un chiodo di ferro perché non potesse parlare al pubblico che assisteva, come era diritto di ogni condannato

ricordatevi di questo, quando ascoltate il Papa che condanna il relativismo...

Daniele Verzetti, Rockpoeta ha detto...

Concordo che il Rettore sia il maggior responsabile. Credo che oramai a quel punto era giusto protestare ma non impedire che parlasse.

Credo che però coniditio sine qua non doveva esseres la possibilità di dibattito dopo il suo intervento. Negato quello allora era giusto chiedere che non fosse presente.

I toni sono stati da parte di alcuni forse un po' più forti ma non vedo nella lettera (che ho potuto leggere personalmente on line) dei docenti nulla di sbagliato o aggressivo.

Era una civile lettera di sdegno con motivazioni anche coerenti a mio avviso per spiegare il loro dissenso sulla visita del Pontefice, o per essere più corretti sulla sua apertura dell'Anno Accademico.

Al riguardo aggiungo che poichè l'apertura delll'Anno Accademico serve per tracciare le linee guida dell'Ateneo nel corso dell'anno di studi, dovrebbe secondo me essere fatta da un membro interno della Facoltà e soprattutto non dal Papa data la presenza e l'esistenza di facoltà scientifiche in detto Ateneo.

Concludo infine che una giornata da leoni non vuol dire nulla e che i 200.000 se tali erano all'Angelus non significa avere dalla propria parte davvero tutta quella gente.

Aggiungo infine che se il Papa è contento di avere tra i suoi sostenitori divorziati come Casini e personaggi come Mastella..... ma forse sì dato che a loro si appoggia per far applicare la sola libertà possibile per lui: quella Vaticano-evangelica.

Con buona pace della laciità dello Stato e della gente...

Amen.

rodocrosite ha detto...

Sono d'accordo con te: il dialogo deve esserci, ma ci sono tempi e modi. Invitare il papa all'inugurazione dell'anno accademico è come dargli un'importanza particolare che non deve avere e in effetti non ha.

Franca ha detto...

Dico da te ciò che ho già detto in altri blog.
Premesso che tutti concordiamo che lo sbaglio primario è stato fatto dal Rettore, secondo me la questione sta nel termine “dialogo”.
In questa occasione non ci sarebbe stato dialogo.
Se è vero quello che si è letto (ma questo non posso giurarci) il Papa si presentava come capo di Stato e non era previsto nè dibattito nè contraddittorio.
Io penso, dunque, che la contestazione sia stata legittima.
La libertà deve essere tale per tutte le parti in causa: se il Papa è libero di andare a parlare all’università (e nessuno lo ha impedito con la forza) io vorrei essere ugualmente libera di manifestare la mia contrarietà.
Poi c'è chi si aspetta di parlare solo davanti a folle osannanti...

Lele ha detto...

Ciao Tommi....!Sai,ho letto una moltitudine di commenti riguardo la vicenda e devo dire che condivido la ragione di ognuno....o di quasi tutti....!
Il rettore a pensarci bene é davvero il maggior responsabile.....Sono daccordo anchio sul fatto che gli studenti in disaccordo potevano manifestare con l'assenza e cosi permettere alla maggioranza favorevole di avere l'incontro....!
Posso immaginare il disagio creato per i più....!
Il mio dubbio che fosse un "dibattito" e non un monologo rimane sempre.....!
Ho letto anchio la lettera degli studenti,e nonostante la chiara allusione a Galileo,a mio parere le ragioni sono altre...!Non sono convinto sia un problema di "Cattolicesimo contro Laici"....!E nemmeno di cultura...!Ritengo nonostante le varie opinioni,che il papa paghi per le cose dette,sempre più politiche,e fatte in passato.....!
Al suo predecessore non sarebbe successo.
Complimenti per la tua riflessione.....!

gianluca ha detto...

ciao, dato che ho comprato un dominio personale; ti volevo chiedere di cambiare l'indirizzo del blog [R]EVOLUTION da gianluca-revolution.blogspot.com a:

www.gianlucapistore.com

grazie ciao :)

Roberto ha detto...

la libertà di potersi esprimere è sacrosanta ma è universale,la può esercitare chiunque abbia qualcosa da dire,sia esso il papa o uno studente.oggi il cardinale Bagnasco ha mostrato il vero volto della chiesa,sempre più temporale e sempre più invischiata negli affari dello stato italiano e dei suoi cittadini.ratzinger non si sarebbe presentato alla sapienza ne come illustre professore ne come vicario di cristo ma come capo di stato,di uno stato assolutista mentre noi,purtroppo per lui e per i suoi vassalli,da circa 50 anni siamo abituati alla DEMOCRAZIA

Giovanna Alborino ha detto...

dal primo momento non ho apprezzato il gesto degli universitari, se avevano qualcosa da direr potevano accettare la visita del papa e confrontarsi, non dire le cose solo davanti alle telecamere..

Franca ha detto...

@ Giovanna:
Il dibattito non era proprio previsto.
Quello del Papa sarebbe stato un monologo.
Perchè negare la libertà del dissenso?

Quel Che Resta Del Blog ha detto...

Aspettiamo tue notizie per la blogger comitiva - Aggiungimi ai contatti e visita il post, dammi notizie!!!

rudyguevara-simona ha detto...

personalmente concordo con chi dissentiva,perchè nn volevano vietare al papa di andare,semplicemente di non andare in quella situazione a fare una lectio x l'apertura dell'anno accademico.poteva andarci in un'altro momento,magari accettando un confronto.comunque,concordo col fatto che il rettore in primis ha sbagliato.e sbaglia chi strumentaliza così la situazione,tv,giornali,radio,nn se ne può più di vedere il papa rappresentato come vittima.il papa poteva comunque andare,trovo esagerato che ritenesse la situazione così xicolosa come dicono!è assurdo che voglia il beneplacito di tutti!boh!
senti,ti comunico che c'è un meme x te!

Simona ha detto...

concordo con quello che hai detto sul rettore. hai visto il video del direttore di radio Maria? esilarante...

tommi ha detto...

@ Simona: no non l'ho visto! linkalo pure così lo vediamo tutti!

@ quel che resta del blog: dimmi pure l'indirizzo del post in modo da capire di cosa stai parlando o scrivimi una mail!

@ rudyguevara-simona: ho letto il tuo post sul tuo blog dove mi "citi" ma, non ridete, cos'è un meme? cosa dovrei fare?

grazie a tutti! e a molto presto... molti spunti interessanti mi stanno facendo venire in mente post su post...

Simona ha detto...

se vuoi puoi vedere il video sul mio post.

geronimo ha detto...

Premetto che la Sapienza è un parcheggio per cattedratici fannulloni e per studenti alternativi
A La Sapienza di scientifico e serio non c'è nulla, la formazione degli studenti è pessima ed i baroni tutto fanno tranne che scienza e ricerca.
In questo squinternato Ateneo vanno a parlare cani e porci senza che nessuno si indigni mentre proprio adesso che ad inaugurare l’Anno Accademico viene chiamato Ratzinger, quegli studenti che si ciondolano nei prati all'insegna del fancazzismo, hanno scoperto la scenza ( scritta senza I come lo striscione di uno di loro nel giorno della contestazione) e la vogliono difendere.
Alcuni dei 67 cattedratici promotori della infelice iniziativa, sono in pensione ed io mi domando come sia possibile che un impiegato pubblico quando va in pensione debba abbandonare gli uffici mentre i professori in pensione non si sbullonano dalla sedia utilizzando senza averne diritto le strutture universitarie.
Gli altri cattedratici farebbero meglio a preoccuparsi della formazione di quei somari degli studenti ( e le statistiche parlano chiaro) o a fare un pò di ricerca se ne sono capaci ( ma dubito).
La prima Università di Roma si scopre solo ora innamorata della ricerca mentre fino ad oggi non ha svolto altra attività se non quella baronale di piazzare figli ed amici nei posti di potere trasformando questa antica Istituzione in un tabacchino che si tramanda di padre in figlio.
Ultima cosa: se (giustamente) non si riconosce il Papa come autorità religiosa, lo si accolga con la buona creanza che si riserva ad un Presidente Estero che è stato professore Universitario, ha scritto libri ed è un pensatore universalmente stimato indipendentemente dal fatto che uno possa concordare con lui.Chi ha fatto sta boiata ha avvicinato la gente alla chiesa perchè il cittadino comune ha capito che i sedicenti laici e cattedratici non fanno giuste rivendicazioni sui diritti civili ma fanno politica in modo macabro oltre che incivile, violento ed illiberale… alla faccia della laicità e della tolleranza !!!


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