mercoledì 13 febbraio 2008

La «presunta colpevolezza» di Olmert.

Ieri, a conclusione della sua visita in Germania, il premier israeliano Ehud Olmert ha tenuto a Berlino una conferenza stampa insieme alla cancelliera tedesca Angela Merkel. L'argomento di discussione che ha attirato l'attenzione della stampa e della comunità internazionale è stato l'Iran ed il suo presunto progetto di dotarsi, segretamente, della bomba atomica.
Secondo Olmert, l'Iran sta lavorando incessantemente per costruire armi nucleari e si sta dotando di missili balistici in grado di coprire distanze sempre più ampie. Per questo motivo, ha aggiunto il premier, Israele vuole tenere aperta ogni opzione per impedire la realizzazione di questo piano (dunque anche l'opzione di un attacco militare preventivo) poiché il mondo non può permettersi di titubare su un problema di tale gravità.

Per convincere l'opinione pubblica tedesca (ed europea) Olmert ha dichiarato di essere in possesso di prove. In realtà, Olmert ha specificato che quanto in loro possesso finora «non [li] convince del contrario»: per Israele l'Iran vuole dotarsi della bomba atomica, fino a prova contraria. In questa maniera, Olmert ha improvvisamente rovesciato il concetto della presunta innocenza in presunta colpevolezza.

Come spiegare una dichiarazione tanto radicale e sovversiva rispetto alla nozione condivisa di giustizia (il tentativo di modificare la nozione di giustizia è sempre stata considerata un'azione pericolosissima che in passato è stata causa di guerre civili)?

Le cause sono diverse e possono essere innanzitutto ricercate nella conclusione dell'era Bush. Olmert, infatti, è chiaramente scosso dall'imminente passaggio di consegne alla Casa Bianca e non ritiene di potersi fidare di nessuno dei potenziali candidati alla presidenza. George W. Bush è stato, fino ad oggi, il Presidente più filo-israeliano di sempre ed Olmert è ovviamente preoccupato dal vuoto che potrebbe crearsi intorno ad Israele, a partire da dicembre 2008.
Da qui la chiara esigenza palesata dal governo israeliano di premere a fondo sull'acceleratore, in modo tale da poter scrivere la parola fine sulla pratica iraniana entro la fine dell'anno. Spingersi oltre potrebbe voler dire fare un salto nel vuoto per Israele, soprattutto nel caso di una possibile presidenza Obama, il quale ha sempre dichiarato che, per sedare la polveriera mediorientale, si deve coinvolgere tutti gli attori della regione, «inclusi coloro che non vorremmo» (si legga Iran e Siria).

Per capire come evolverà la situazione bisognerà aspettare le prossime settimane, quando sarà più chiaro chi potrebbe essere il futuro inquilino della Casa Bianca ma, soprattutto, quali saranno le prossime azioni dell'attuale amministrazione americana: approfittare della libertà derivante dai mesi di fine mandato (ossia fare tutto ciò che non si è fatto finora per salvaguardare la popolarità) o tentare di lasciare un ricordo di sé più positivo, ossia degno di uno statista che ha tentato il tutto e per tutto per lasciare il mondo in pace?

4 commenti:

Franca ha detto...

Il fatto che invece loro (gli israeliani) ce l'abbiamo ci fa stare tranquilli?

freenfo ha detto...

Complimenti, ottimo articolo. Qualcuno dice che nelle prossime 48 ore ci sarà un'offensiva israeliana. Staremo a vedere, le pedine sono tutte al loro posto.

Ciao

tommi ha detto...

grazie mille freenfo.
io spero proprio che qualche buon consigliere tenterà di fermare ogni possibile gesto aggressivo nei confronti dell'iran.
l'iran non è nessuno degli stati finora invasi o attaccati ed una guerra potrebbe veramente causare danni finora inespressi ed impensabili: l'iran non è l'iraq.

guerrilla radio ha detto...

Hola Tommi,
se sei a favore del boicottaggio scrivine anche solo due righi che ti aggrego fra gli altri bloggers sul mio post

salutationsss
http://guerrillaradio.iobloggo.com/archive.php?eid=1653

guerrilla radio