domenica 17 febbraio 2008

Lo Stato del Kosovo.

Finalmente dopo tante attese, smentite, promesse, minacce e quant'altro, il Parlamento di Pristina ha ufficializzato la proclamazione di indipendenza della (ex) provincia serba, a maggioranza albanese, da Belgrado.

Sembrano passati secoli dal precedente post (il Kosovo della discordia), ma in realtà sono passati solo poco più di 60 giorni da quando la situazione sembrava destinata ad uno stallo senza fine (il riferimento è al fallimento consumatosi lo scorso 10 dicembre quando il Consiglio di Sicurezza dell'ONU prese atto dell'impossibilità di giungere ad un compromesso fra la Serbia ed il Kosovo), entro i quali l'Alleanza Atlantica ha deciso di portare a termine la propria missione (per lasciare il posto a quella europea EULEX, post-indipendenza). E, infatti, fu proprio la constatazione di questa situazione senza uscita che spinse il premier Thaci ed i suoi sostenitori (USA e UE) a decidere per la via unilaterale che non considerasse più le posizioni della controparte: la Serbia. In ogni caso quest'azione comporterà diversi problemi per il nuovo Stato nell'ambito delle relazioni internazionali; il fatto di non essere riusciti a trovare un accordo né con il Consiglio di Sicurezza, né con il Gruppo di contatto delle Nazioni Unite precluderà la possibilità al Kosovo di diventare membro dell'ONU stessa.

Al fianco di Belgrado hanno continuato a schierarsi (e continuano ad esserlo tutt'ora) tutti quegli Stati che non condividono l'iter che ha portato alla proclamazione dell'indipendenza e che temono che il modello utilizzato dagli ex guerriglieri dell'UÇK (ora al potere) possa essere emulato dai separatisti sparsi per il globo. Russia, Cina, ma anche Spagna, Romania, Cipro. Tutti questi Stati temono che l'esempio del Kosovo possa provocare innalzamenti della tensione nei rapporti fra governi centrali e regioni all'interno dei confini statali che rivendicano, nei casi migliori, la propria autonomia, altrimenti l'indipendenza.

Fin dai bombardamenti del 1999, del resto, la situazione kosovara è sempre stata gestita al di fuori del diritto internazionale convenzionale e le stesse Nazioni Unite hanno assistito inermi ai bombardamenti NATO prima e alla proclamazione dell'indipendenza oggi. Sembra alquanto improbabile, infatti, che la convocazione del Consiglio di Sicurezza, richiesta d'urgenza da Russia e Serbia, possa revocare la decisione. E così, in un clima in cui i veri sconfitti sono la diplomazia ed il compromesso, le uniche strade che si sono potute perseguire da ambo gli schieramenti sono state quelle della chiusura e dell'unilateralità. In situazioni del genere non esiste una ragione ed un torto: tutti sono colpevoli in egual misura; il muro contro muro creatosi non poteva che avere come via d'uscita una decisione che andasse contro le richieste dell'altra parte.

La speranza è che la situazione non degeneri e che le manifestazioni varie (di assenso e dissenso) non sfocino in atti di violenza che vedano coinvolta la parte debole: la popolazione civile. Notizia di questi minuti l'esplosione di una bomba a mano nei pressi degli edifici di ONU e Unione Europea a Mitrovica (città del Kosovo a maggioranza serba). Chi vince non deve cedere al trionfalismo, chi perde non deve scadere in ritorsioni.

3 commenti:

Franca ha detto...

Pronti ad una nuova missione di “pace”?

L’Europa sarà così pronta a riconoscere l’indipendenza di altre realtà, ad esempio i Paesi Baschi e via discorrendo?

rudyguevara ha detto...

IO LA VEDO MALE,MOLTO MALE.SONO GIA' COMINCIATI GLI ATTENTATI,COME QUELLO DA TE CITATO E CHE HO LETTO ANCH'IO SU REPUBBLICA,LA SERBIA NN NE VUOL SAPERE DI RICONOSCERE IL KOSOVO,LA RUSSIA L'APPOGGIA,E COSI' VIA.I BALCANI SONO SEMPRE STATI UNA POLVERIERA,SPERIAMO CHE LA SITUAZIONE NN DEGENERI,PENSO CHE DOVREBBERO AVERNE ABBASTANZA DI ORRORI E VIOLENZE.DA AMBO LE PARTI.MA SPESSO LA STORIA NN INSEGNA NIENTE,ANCHE SE E' UNA STORIA RECENTE COME IN QUESTO CASO.I PAESI EUROPEI SI DOVRANNO IMPEGNARE XCHE' NN SI RIPETA L'ORRORE E LE MINORANZE VENGANO TUTELATE.

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Faccio mia la speranza finale del tuo post. Mi auguro sinceramente che non cadano in atteggiamenti controproducenti e bestiali.