domenica 23 marzo 2008

Italia, europea ma non troppo.

Ecco la nostra campagna elettorale vista con gli occhi di Michael Braun, giornalista della Tageszeitung di Berlino (traduzione in Internazionale n. 736 - 21/27 marzo 2008):

«Che noia questa campagna elettorale! Nelle ultime settimane lo dicono tutti. E basta seguire una puntata di Ballarò o di Porta a porta per capire che è vero. Due anni fa si combatteva, si urlava, tutti parlavano contemporaneamente. Oggi, invece, i contendenti sembrano avere tutti un unico scopo: dare lezioni di bon ton agli spettatori. I toni sono misurati, nessuno osa più urlare, le invettive e i colpi bassi sono banditi. Due anni fa lo spettatore era tentato di spegnere la tv perchè non ne poteva più delle urla. Oggi il problema non si pone: dopo mezz'ora si assopisce di fronte ad un dibattito che non riserva niente, né le mirabolanti promesse di una volta, né lo spettro di un orribile destino per l'Italia in caso di vittoria del nemico. Prendete Berlusconi: è l'ombra di se stesso. Non promette più "un nuovo miracolo italiano" ma tempi duri, non evoca più il "pericolo comunista". E come potrebbe con quell'avversario così educato, misurato, "yes we can"? E se proprio questa fosse la buona notizia? "Yes we can": anche in Italia si può fare una campagna elettorale noiosa, che non sia la caricatura di una guerra civile, ma un confronto pacato tra idee (neanche troppo distanti) e leader. Un confronto reso ancora più piacevole dalla semplificazione del sistema politico. Anche su questo l'Italia vive una normalità salutare e inaspettata: le forze che entreranno in Parlamento saranno cinque o sei in tutto.
Non illudiamoci: l'improvvisa normalità dello scenario italiano è effimera. Non è normale, infatti, che i due principali partiti siano partiti di nome ma non di fatto. Il Popolo della Libertà resta una formazione personale, mentre il PD è una forza in costruzione, senza vere strutture, un magma che deve ancora prendere forma. E poi resta l'anomalia più grande: la presenza di Silvio Berlusconi sulla scena politica. In Italia ci si è quasi dimenticati del fatto che è un'anomalia. Ma in Europa no. E le questioni bandite dalla campagna elettorale italiana - il conflitto d'interessi, le leggi sui mezzi d'informazione e la giustizia - saranno di nuovo sollevate a livello europeo se Berlusconi dovesse tornare al governo».

Ecco perchè Berlusconi e Veltroni non sono uguali, ecco perchè scegliere il meno peggio, anche in questo caso, significa evitare di ri-diventare lo zimbello d'Europa per altri cinque anni. Ecco il vero significato del "voto utile".

13 commenti:

Franca ha detto...

Ovviamente, non mi trovi concorde sul tuo giudizio finale.
Berlusconi e Veltroni non sono uguali, ma sono molto simili.
E il torpore della campagna elettorale è dato essenzialmente da due fattori:
1) E' difficile usare toni troppo duri nei confronti di chi dice cose dai contenuti molto simili ai propri anche se lo fa con parole diverse
2) Non conviene essere troppo duri con chi, dopo le elezioni, magari si può fare un accordo.
Il vero voto utile è solo quello che dato a chi può rappresentare le proprie idee e (perchè no?) i propri sogni...

infoviaggiare ha detto...

Concordo con Franca, non si può attaccare frontalmente soggetti coi quali è molto probabile che si farà un accordo di governo alla tedesca.
Purtroppo l'attuale legge elettorale non consente di avere la maggioranza al senato e con Casini staccatosi da Berlusconi questa sarà la realta del 14 aprile. Ecco perchè non si urla.
A me sarebbe piaciuto se veltroni avesse raggiunto un accordo con Casini. Purtroppo ciò non è ancora avvenuto.
Peccato. Avremmmo assistito ad una vera campagna elettorale.

èrri ha detto...

Nella moderata Germania stanno trovando sempre maggiore spazio i neonazisti e la destra xenofoba.
Se in Italia le forze politiche si stanno spostando verso il centro ed i toni stanno divenendo sempre meno duri, in Germania sta avvenendo l'esatto contrario il contrario. Ritengo che anche questa sia una anomalia in Europa.

Avremmo il conflitto d'interessi, le leggi sui mezzi d'informazione e la giustizia, ma, i nostri armadi rimangono più puliti di quelli tedeschi.

Per il resto condivido il parere espresso da franca.

Peppe ha detto...

CONCORDO con Franca,
comunque voglio sottolineare che l'asse, come si dice in queste situazioni, non si è spostato al centro bensì totalmente a destra.
Il voto non è scegliere il meno peggio è SCEGLIERE, siccome non si può scegliere io non voto.

tommi ha detto...

In una situazione "normale", anche io avrei scelto diversamente. Anche se, in realtà, non ho ancora scelto chiaramente. Ma in una situazione anomala come quella italiana di questo periodo, non ci si può mettere i paraocchi e far finta che la politica sia un unico grosso contenitore di idee uguali e sbagliate. Nella scala delle urgenze, ve n'è una che continua a persistere e bisogna risolvere. Solo una volta risolta la "suprema emergenza" ci si potrà concentrare sulle altre "sussidiarie" come, ad esempio, cosa è meglio per il futuro della sinistra. Non votare il meno peggio per non tradire i propri ideali potrebbe voler dire, in questo caso, far vincere colui che il peggio lo è per davvero.
So che molti non sono d'accordo con questa teoria, lo capisco e lo rispetto, ma non lo condivido.
I sogni, oggi (purtroppo), non fanno la felicità.

Franca ha detto...

Abbiamo già votato con Prodi il meno peggio al grido non bisogna far vincere Berlusconi e si è visto come è andata a finire

tommi ha detto...

è vero, ma col senno di poi cosa avresti fatto? E cosa proponi oggi? preferisci veramente i 5 anni di Berlusconi ai 2 di Prodi che, nonostante non sia durato, aveva al suo interno formazioni a noi "affini"? preferisci una sinistra in opposizione forte ma con Berlusconi e i fascisti al governo?

musa capricciosa ha detto...

...la voglia di saltare al di là di qualunque euro-frontiera (verso la Francia, l'Austria, la Finlandia e financo verso puffolandia si fa sempre più forte.

suburbia ha detto...

Anche io sono stanca del meno peggio. E poi questo meno peggio mi piace anche meno del solito. Se per il senato mi uniformero' al "voto utile", per la camera voto chi si avvicina di piu' a cio che penso. anche se probabilemnte non riuscira' a superare lo sbarramento; ed in fondo se arriva all'1% almeno avra' diritto (che sia giusto o meno e' un altro paio di maniche) ad un rimborso elettorale che sara' il meglio speso di sicuro dalla "casta"
ciao

Donna Cannone ha detto...

Non so...messi come siam messi, il voto utile mi sembra quasi la prevalenza del berlüsca, così il mondo saprà e ci verrà a salvare.
Cito Mente Critica: fratelli europei invadeteci, e manifesto il mio sogno: Raúl castro, fai cooperazione internazionale Cuba-Italia!

Siamo quasi al conto alla rovescia, si aprono le scommesse? o facciamo i bagagli?

Portiamo le nostre facce italiane all'estero, e facciamo la nostra sporca figura

Franca ha detto...

Se dobbiamo portare avanti le stesse politiche neo-liberiste, meglio che i danni li facciano loro con il loro nome e la loro faccia.
Se li faremo noi, non ci sarà più speranza di cambiamento futuro.
In tutta onestà tu potresti dire di aver visto discontinuità rispetto al predente governo nei due anni di Prodi?

tommi ha detto...

dipende che cosa intendi per discontinuità.
Io so solo che durante i 2 anni del governo Prodi Provenzano, Lo Piccolo e 90 boss mafiosi in contatto con gli USA sono stati arrestati, i conti italiani sono stati rimessi in ordine (con conseguente apprezzamento dell'UE) liberalizzazioni necessarie (scontate nel resto d'Europa) sono state fatte (benzina e cellulari in primis), SIAMO USCITI DALL'IRAQ! Zapatero è stato idolatrato per questo, da noi sembrava scontato.
In 2 anni non mi sembra poco. E' vero, molte altre cose (conflitto d'interessi su tutte) si sono perse, ma purtroppo qualcuno ha impedito la continuazione del processo.
Per me questa è discontinuità.

Franca ha detto...

Per fare alcuni esempi:
Abolizione della legge 30?
Abolizione della legge Bossi-Fini?
Protocollo per il welfare?
Basi americane?