mercoledì 26 marzo 2008

L'Antartide sull'orlo del collasso.



Un iceberg di 415 km quadrati (appartenente alla banchisa antartica) si è staccato dall'area dello Wilkins Ice Shelf.
Il fenomeno non è da considerarsi come qualcosa d'improvviso poichè era un processo già noto agli scienziati americani, la straordinarietà dell'evento consiste nella rapidità con cui tale processo si è sviluppato. Essi, infatti, ritenevano che il collasso sarebbe avvenuto tra 15 anni.
L'Asse di Wilkins (così si chiama la parte staccatasi) è paragonabile, come ampiezza, all'intera isola d'Elba, o se si vuole, a 7 volte l'isola di Manhattan!
Il fenomeno è stato fotografato e ripreso (video sopra riportato) da un aereo mandato appositamente sul posto. Gli scienziati hanno dichiarato che quanto avvenuto è rarissimo anche perchè l'Asse di Wilkins esisteva da almeno 1500 anni. Il fenomeno è certamente dovuto agli effetti del surriscaldamento globale. Se il fenomeno continua, questa porzione ghiacciata potrebbe completamente disintegrarsi e nel corso dei prossimi anni potremmo perdere la metà della banchisa ghiacciata in questa regione.

E noi cosa dobbiamo fare in tutto ciò? Rimanere inermi e impassibili non può che essere equiparato ad una gravissima violazione del diritto internazionale, il peggiore dei crimini contro l'umanità. Qualcuno ci dica come possiamo renderci utili.

12 commenti:

Franca ha detto...

Bella domanda!

BC. Bruno Carioli ha detto...

Quando un iceberg si stacca il rumore è assordante.
Ma i potenti al solito sono sordi.
L'ambiente lo scoprono solo per fini strumentali.

suburbia ha detto...

Il comportamento individuale non basta. Forse anche le risorse rinnovabili non consentiranno di garantire un benessere, come ora il nostro, per tutta l'umanita'.
Pero' anche la nostra classe dirigente e' una risorsa rinnovabile. Fra meno di un mese, :-)
ciao

rudyguevara ha detto...

ci vuole sinergia tra comportamenti individuali e interventi dei governi contro il riscaldamento globale,di cui tanto parlano ma contro il quale si fa poco e nulla.

Andrew ha detto...

E' impressionante la grandezza di questo enorme pezzo di iceberg che si è staccato dall'Antartide. Non è certamente un evento banale. E' uno dei tanti effetti del surriscaldamento globale...
I potenti se ne fregano caro Tommi, e giocano conl nostro caro pianeta :(

NonSoloZapatero ha detto...

Questo post è stato aggregato su NonSoloZapatero.it, l'aggregatore del web sociale e socialista.

suburbia ha detto...

Non so se poi lo renderanno disponibile. Io l'ho visto e e' molto bello e istruttivo, qui
ciao

Anonimo ha detto...

Quante stupidate che si leggono!

La gente credulona ci casca e non riflette, non studia per pigrizia. L'estensione dei ghiacci marini antartici è da parecchi mesi oltre la media trentennale presa come riferimento dall'uomo (con picchi recenti di + 2.000.000 di kmq). Studiate ed informatevi!

tommi ha detto...

@anonimo: Forse ti stai confondendo con il Polo Nord. Qui non si parla dello scioglimento totale dell'Antartide (ovviamente) ma semplicemente di un distacco di una banchina di grandi proporzioni che era previsto fra 15 anni anziché quest'anno.
Inoltre le dichiarazioni riportate sono da attribuire a scienziati che stanno studiando il fenomeno.
Dire che non si studia per pigrizia proprio in una situazione in cui cerca le informazioni per fame di conoscenza è ridicolo.
Per un dialogo o una discussione costruttiva sarebbe opportuno che lasciassi un tuo pseudonimo e link ove verificare la tua informazione.

Anonimo ha detto...

@tommi

LOL...

Ma come fai a dire che "mi sto confondendo con il Polo Nord"?!

Credo che tu non abbia ben "inquadrato" l'argomento. Sono proprio i ghiacci marini dell'Artico ad essere in una situazione di deficit prolungato, non i ghiacci marini del Polo Sud. Titoli roboanti come "l'Antartide sull'orlo del collasso" rappresentano l'essenza della falsità, e la gente non si scandalizza. A ben guardare non ha nemmeno senso parlare di media trentennale nell'estensione dei ghiacci marini, in quanto 30 anni rappresentano un arco di tempo ridicolo per la natura, abituata a ragionare in migliaia, milioni e miliardi di anni. Del resto vi sono stati periodi in cui non vigeva la "variabile uomo" e durante i quali le calotte polari si sono sciolte completamente, od hanno subito fasi di profonda regressione. Peccato che allora nessuno si allarmasse e nessuno aveva la necessità di diffondere un panico ingiustificato con l'unico obiettivo di racimolare fondi e soldi da destinare ad altro.

Basterebbe una semplicissima e puerile ricerca in rete per verificare le mie informazioni, se non si ha voglia di studiare.

I ghiacci marini del Polo Sud hanno recentemente visto un'anomalia positiva, nella loro estensione, anche di + 2.000.000 di kmq. Attualmente viaggiano intorno alla media, ma un'eventuale fase al di sotto della stessa non mi stupirebbe in quanto farebbe parte del normale ciclo naturale. Comunque eccoti alcuni link:

http://arctic.atmos.uiuc.edu/cryosphere/IMAGES/current.365.south.jpg

Questo grafico mostra, nella sua linea nera, l'andamento dell'estensione dei ghiacci marini antartici. La linea rossa evidenzia invece lo scostamento dalla media. Da notare i picchi di + 2.000.000 di kmq registrati in Dicembre 2007 ed Aprile 2008. Nessuno però ne ha parlato ed anzi, si continua a dire sui giornali, sui forum,in TV, sui blog e chi più ne ha più ne metta che il Polo sud sta soffrendo: ma vi rendete conto?! E voi ci credete!

Questo, invece, il medesimo grafico relativo al Polo Nord:

http://arctic.atmos.uiuc.edu/cryosphere/IMAGES/current.365.jpg

La situazione dei ghiacci marini artici, tuttavia, risulta migliore rispetto a quella del 2007 a fronte delle previsioni catastrofiste ed apocalittiche del National Geographic che vedeva un totale scioglimento della banchisa artica entro quest'estate: e tanti ci hanno, ovviamente, creduto. LOL.

Ecco ora un altro link relativo ad un grafico che confronta l'andamento della massa marina glaciale del Polo Nord negl'ultimi anni. Tutti i grafici riportati sono perennemente aggiornati.

http://www.ijis.iarc.uaf.edu/en/home/seaice_extent.htm
Vi sono poi le periodiche analisi nei vari siti meteo. Le ultime hanno tutte, e giustamente, posto l’accento sulla tenuta dei ghiacci marini del Polo Nord mentre nei mesi scorsi si è manifestato stupore per la straordinaria performance del Polo Sud. Ovviamente nessuno ha ripreso la verità è l’ha riportata nel proprio spazio.

Per ora mi fermo.

tommi ha detto...

Ciao anonimo,

Cosa vuoi che ti risonda? Se vuoi ti lascio alcuni link anche io, ma considerando il tono del tuo commento e l'intensità con cui credi che questo argomento sia solo frutto dell'immaginazione di persone che vogliono racimolare fondi per "altro" (dovresti esplicare cosa intendi per altro), non credo che qualche link di risposta sia sufficiente per aprire un confronto.
Se vuoi ti posso segnalare questo link:

http://ecoalfabeta.blogosfere.it/images/settembre/calotta%20artica%2016%20settembre.jpg

che indica l'estensione della calotta artica.
oppure posso segnalarti questo link:

http://nsidc.org/arcticseaicenews/index.html

che rivela che nonostante la situazione del 2008 sia leggermente migliorata rispetto a quella del 2007 (anno incredibile) la situazione sia ancora anormale per quanto riguarda l'estensione dei ghiacci.
infine posso segnalarti quest'altro grafico riguardante l'aumento della temperatura di oceani e continenti:

http://www.ncdc.noaa.gov/img/climate/research/2008/oct/glob-jan-oct-pg.gif

preso dal sito www.kyotoclub.org
in ogni caso mi piacerebbe che ti "rivelassi" quantomeno con un nome, giusto per sapere come salutarti.

Anonimo ha detto...

Ciao tommi.

Non ti preoccupare, chiamami pure Anonimo (del resto anche Ulisse si faceva chiamare Nessuno...).

Noto con piacere che non hai più nulla da ribattere sull'Antartide. L'articolo oggetto di discussione ha solo effettuato disinformazione e la verità è che il Polo sud gode di una salute eccellente (in epoca di GW non dovrebbe essere così). Non dimenticarti che l'oggetto della discussione è proprio l’Antartide ed io mi sono espresso perché letteralmente disgustato dalle menzogne di quell'articolo.

Però nulla vieta di estendere il discorso anche all'altro emisfero, quello i cui noi viviamo.

Anche qui noto molte lacune e troppa fiducia concessa a chi pretende di indottrinarci (Al Gore, ad esempio, è uno di questi burattinai e per le sue bugie/inesattezze è stato pure condannato). La storia della Terra è fatta di periodi caldi e freddi che si alternano in modo discontinuo ed imprevedibile. Sono molte le variabili in gioco e si è capito che la CO2 gioca un ruolo trascurabile. Del resto vi sono stati periodi in cui la concentrazione di tale gas in atmosfera era ben superiore all'attuale (misurazioni effettuate in ppm) e l'uomo ancora non inquinava. Osservando l'evoluzione della curva relativa alla concentrazione di CO2 non si è notata una corrispondenza con la curva dell'andamento della temperatura. I gas serra più importanti sono altri (metano ma soprattutto vapore acqueo) e senza l'effetto serra saremmo tutti morti, non ci sarebbe vita sul nostro pianeta.

Durante il periodo dell'optimum medievale (durato all'incirca dall'800 al 1300) le temperature erano ben superiori alle attuali ed i ghiacci marini del Polo Nord avevano un'estensione più limitata. L'uomo ancora non incideva per nulla con le sue attività. Viceversa, poco dopo ed improvvisamente, si ebbe una piccola era glaciale (PEG, dal 1300 al 1800) con un'avanzata improvvisa dei ghiacci. Importanti sembrano essere le dinamiche astronomiche potenzialmente corresponsabili di tali sconvolgimenti (si tratta però di una sola delle variabili in gioco). Gli studi, in tal ambito, sono ancora in una fase primordiale e nulla sappiamo di tutto il resto che, globalmente considerato, costituisce la chiave di volta di questa impalcatura indecifrabile chiamata clima.

Che dire allora sull'"Optimum Climatico Olocenico? Un lungo lasso di tempo (dal 10.000 al 5.800 a.C.) in cui le temperature erano di gran lunga superiori alle attuali.

Come si spiega?

Si spiega con un po' di umiltà: la Natura è superiore all'uomo e segue i suoi cicli. Noi dobbiamo rispettare l'ambiente che ci circonda, inquinare sempre di meno ma non associare queste priorità al problema clima che è, di fatto, inesistente.

Chi si è mai domandato come fece Annibale ad attraversare le Alpi o il pastore che oggi chiamiamo Uomo di Similaun (5300 a.C.) a portare il suo gregge a pascolare in quei luoghi? Evidentemente faceva molto, molto più caldo di adesso.

Ma non mi dilungo troppo con esempi che potrebbero andare avanti all'infinito.

Torno ai dati più spiccioli.

L'area dei ghiacci marini antartici è ancora sopra la media trentennale di riferimento (lo è stata quasi sempre nel corso del 2008 con picchi positivi anche ragguardevoli). Tutto ciò è liberamente consultabile (come già detto, inoltre, preciso che il concetto di "media trentennale" è privo di ogni senso rispetto ai tempi con cui è solita ragionare la Natura, ma purtroppo quello è il paragone a cui l'uomo fa stupidamente riferimento).

Il Polo Nord se la cava bene e già dalla metà del mese di Ottobre aveva raggiunto, come estensione, tutti gli altri anni della serie 2000. Attualmente l'area dei suoi ghiacci marini risulta in deficit per circa 700.000 kmq. Vedremo come proseguirà la stagione. L'estensione globale (mondiale) dei ghiacci marini è pressoché nella norma (media trentennale), grazie al surplus antartico. Negl'ultimi giorni il Polo Nord ha limitato il suo ritmo di crescita (deficit cresciuto) per via di particolari condizioni meteorologiche che stanno portando, però, freddo intenso ed inusuale in parecchie zone del pianeta. Anche l'Europa (ed il Nord Italia principalmente) riceverà un "assaggio" di questo freddo a partire dal 25/26 del corrente mese.

Concludo dicendo che l'umanità deve temere il freddo più del caldo. Quest'ultimo ha sempre consentito lo sviluppo di fiorenti civiltà ed un'esplosione di vita sia in termini di flora che di fauna. il freddo, al contrario, ha sempre segnato la fine della vita per molti esseri viventi (sia del regno vegetale che animale). Stiamo andando incontro alla prossima glaciazione, non dimentichiamocelo.

Un saluto a tutti ed in particolare a te, tommi. Credimi: non vi è spirito polemico alcuno. Solo non sopporto che si tratti con superficialità l'argomento "clima" con le relative scienze annesse (che costituiscono una mia passione).

Ma non ce l'ho con te e con nessun altro, lo ribadisco.