giovedì 17 aprile 2008

Il declino di Mugabe.


Il 29 marzo in Zimbabwe si è votato per eleggere il Presidente, il Parlamento e le Assemblee locali. Ma, stranamente, il Presidente in carica dal 1980, Robert Mugabe, ha bloccato la pubblicazione dei risultati creando un clima di preoccupazione e tensione nel Paese e nell'intera comunità internazionale. Per giustificare tale atto, Mugabe ha dichiarato che non esiste un vincitore "certo" e che bisognerà organizzare un secondo e decisivo turno.
Al contrario, il leader dell'opposizione, Morgan Tsvangirai (Movimento per il cambiamento democratico - MCD) afferma di aver preso il 50,3% dei voti, percentuale che lo consacrerebbe vincente già al primo turno, e che il suo partito avrebbe vinto almeno 105 seggi su 207.

Non appare difficile pensare che Mugabe stia mentendo e che l'infinito rinvio nasconda, in realtà, un chiaro tentativo di truccare l'esito elettorale che, per la prima volta da quando la lotta di liberazione lo ha portato eroicamente al potere, lo vede sconfitto nettamente.
Quello a cui si sta assistendo nella ex-colonia britannica è, dunque, un vero e proprio attacco alla democrazia. Non si spiegherebbero diversamente i carri armati per le strade e gli "inviti" a restare chiusi in casa.
La comunità internazionale che finora ha mostrato timore verso la reazione del governo, sta iniziando a perdere la pazienza e l'Unione Europea ha richiesto la pubblicazione immediata dei risultati dello scrutinio e dichiarato il ritardo "inaccettabile" e da considerare "come un tentativo di blocco del processo democratico nel Paese".
Tra i Paesi europei, in prima fila nella condanna troviamo la Gran Bretagna, la quale ha sempre tenuto una condotta accondiscendente nei confronti delle azioni di Mugabe che hanno portato il Paese dalla stabilità e dalla prosperità alla violenza ed alla povertà. Questo basso profilo, giustificabile con il senso di colpa frutto del passato coloniale, è stato ora sostituito da una forte condanna espressa nei giorni scorsi dal Primo Ministro Gordon Brown. In un discorso, pronunciato davanti al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, ha dichiarato che "nessuno pensa che Mugabe abbia vinto le elezioni del 29 marzo".

La crisi in cui si trova il Paese, inflazione che ormai ha superato il 150.000% e disoccupazione oltre l'80%, non permette ulteriori rinvii. A prescindere da quale potrà essere la prossima azione di Mugabe, attesa per domani in occasione delle celebrazioni per il 28° anniversario dell'indipendenza, la popolazione necessita di urgenti quanto improrogabili soluzioni che possano riportare le condizioni di vita a livelli umani.
Visti i precedenti fra Londra e Harare, non pare assurdo un possibile intervento (anche militare) britannico per imporre la vittoria presidenziale di Tsvangirai; ultimo atto per chiudere definitivamente la porta ad un passato (quello coloniale) che fatica ad essere dimenticato.

14 commenti:

"Anna" ha detto...

ciao a tutti,
ho messo un sondaggio sul mio blog riguardante il nuovo governo.

www.noidiabili.blogspot.com

vi aspetto numerosi

Saretta ha detto...

ciao... ascoolta non centra niente con il post, scusa...
ma il 25 sei a corteo ufficiale o a quello "abusivo"???
fammi sapere!
ciaociao

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Non ho notizie fresche, ma mi pare che la sconfitta di Mugabe sia stata dichiarata ed accertata o sbaglio?

Mi rendo conto che in luoghi come quello non bisogna dare mai nulla per scontato peraltro...

tommi ha detto...

a Sara: non so ancora, non conosco chi organizza il corteo "abusivo", ai tempi del liceo (grassi) era tutta un'altra cosa, oggi non saprei se fidarmi. Se proprio vedo che Lecco non mi soddisfa andrò a Milano.

a Daniele: magari... è stata "dichiarata" dalla comunità internazionale come ho spiegato nel post. Ma da Mugabe ancora nulla.
Aspettiamo e speriamo.

tommi ha detto...

ultima notizia sullo zimbabwe:

http://www.lemonde.fr/afrique/article/2008/04/17/zimbabwe-la-pression-internationale-s-accentue-sur-robert-mugabe_1035286_3212.html#ens_id=1009994

AlexilGrande ha detto...

Ennesima dimostrazione che per la stragrande maggiorparte dei media italiani l'emancipazione civile manca solo nei paesi che vanno contro le politiche di USA e vaticano.

ps: Ti và di mettere il link del mio blog sul tuo? Io il tuo l'ho già messo. ;) Chau.

Antonio Candeliere ha detto...

accetto volentieri lo scambio. Grazie

Franca ha detto...

Nulla giustifica la mancata pubblicazione dei risultati elettorali.
Per quanto riguarda l'ennesimo attacco militare, Dio (se c'è) ce ne scampi e liberi...

"Anna" ha detto...

Ti ho aggiunto alla mia lista

"Anna" ha detto...

Mi riferivo allo scambio link

Federico ha detto...

Interessante.
Anche la Svezia è dura nel condannare la situazione...
Vedremo gli sviluppi, sperando che non siano cruenti.
Un saluto

il Russo ha detto...

E l'Onu che sta a fa? Ah già, non ci sta niente da magnà....

suburbia ha detto...

Puntuale e preciso.
speriamo si possa avviare a "normalita'"
ciao

rudyguevara ha detto...

mah!comunque vada,finirà nel sangue.anzi,il sangue già scorre.quanti focolai di orrore nel mondo!