martedì 8 aprile 2008

La verità di Carla Del Ponte.

L'equivalente svizzero del nostro Ministero degli Affari Esteri, il Dipartimento Federale degli Affari Esteri (DFAE), ha vietato a Carla Del Ponte di presentare, ieri alla libreria Feltrinelli di via Andegari a Milano, il suo libro “La caccia. Io e i criminali di guerra”.
Il DFAE, indirizzando una missiva all'ambasciatrice svizzera a Buenos Aires, ha spiegato che la decisione deriva dal fatto che l'opera contiene «affermazioni che non possono essere fatte da un rappresentante del governo svizzero» e che la promozione del libro non è compatibile con la sua funzione.

Il libro narra di processi a decine di criminali di guerra, stupratori etnici e dell'inseguimento fallito a Karadzic e Mladic per colpa di troppi ostacoli interposti al percorso naturale della giustizia.
Ma non è tutto.
L'autobiografia di 392 pagine racconta una storia agghiacciante: secondo l'ex procuratrice generale del Tribunale Penale Internazionale per l'ex-Yugoslavia (ICTY), l'odierno Premier della neonata Repubblica del Kosovo (ed ex capo dei guerriglieri dell'Uçk), Hashim Thaci, "sarebbe" stato coinvolto in un traffico internazionale di organi. Nel 1999 i kosovari "avrebbero" prelevato da prigionieri serbi reni e organi per poi rivenderli sul mercato internazionale, facendo incassare ben 4 milioni di marchi tedeschi all'Uçk.

La reazione della Svizzera, però, è alquanto "strana". Sarà, forse, perchè essa è stata fra i primi Paesi a riconoscere l'indipendenza di Pristina ed ospitò (tramite asilo politico) Thaci proprio nel periodo in cui questo accumulava le "misteriose ricchezze"?
La lettera del DFAE si conclude invitando Carla Del Ponte ad accordarsi con il Servizio informazioni per ogni eventuale intervista, dialogo e articolo in merito al libro.
«La ringraziamo per un suo rapido rientro a Buenos Aires» conclude la missiva.

Questa non solo si chiama censura ma rivela una collusione del tanto decantanto Stato "neutrale" in azioni ed omissioni che hanno favorito crimini ed impunità.
Non ci resta che leggere quelle 392 pagine e farci un'idea nuova della recente storia dei Balcani.

10 commenti:

rodocrosite ha detto...

Terribile. Spero che questo libro comunque si trovi in libreria: mi interessa saperne di più. Grazie per la notizia.

tommi ha detto...

si il libro (almeno in italia) è tranquillamente acquistabile in libreria e costa 20€.

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Bene. Grazie per la notizia Tommi.

Incredibile, sono davvero esterrefatto.

E' facile essere neutrali fino a quando forse si riesce a nascondere il marcio sotto il tappeto...

Franca ha detto...

Concordo integralmente con la tua conclusione...

Andrew ha detto...

Davvero incredibile caro Tommi.

Ti aspetto sul blog appena puoi

Un abbraccio

tommi ha detto...

l'istituto della neutralità ha smesso la sua nozione positiva con la seconda guerra mondiale, quando il "non schierarsi" ha significato non condannare la germaania nazista e quando l'apertura indistinta (soprattutto a livello economico) a volte ha addirittura significato aiuto.
la stessa cosa è successa negli anni 90 con thaci.

rudyguevara ha detto...

la svizzera è sempre stata ipocrita,la sua presunta neutralità è solo una facciata x proteggere,spesso,criminali x il solo fatto di essere anche facoltosi.segreti bancari.segreti sui crimini.mi sembra un'equazione perfetta.

Kantor ha detto...

non capisco la fretta di far uscire delle memorie, scritte col l'aiuto di un "ghostwriter", che hanno dell'incredibile... questo libro della Del Ponte non ha nessun valore, tranne quello di metterci in guardia sulla fine di ogni etica professionale... le frustrazioni professionali si possono smerciare grazie all'aiuto dei media... in questo Carla del Ponte, è una esponente del berlusconismo, ovvero il fallimento tutto italiano di ogni sistema di valori

tommi ha detto...

Anzitutto volevo ricordare che Carla Del Ponte è svizzera e, in tanti difetti, di certo la Svizzera non pecca riguardo a valori e media.
Poi volevo rimarcare il fatto che questo libro ha un valore smisurato perchè scritto da una persona che per anni ha ricercato e tentato di colpire coloro che si sono macchiati di crimini gravissimi, tremendi: crimini contro l'umanità. Se una persona così la si definisce frustrata e senza valori, allora io non mi concepisco all'interno dell'odierno sistema di valori.
Infine la fretta (relativa) con cui sono uscite queste memorie: l'esigenza di evitare di far scoprire la verità solo a posteriori quando non si può far più niente se non distruggersi di rimorsi e di "se e di ma". La seconda guerra mondiale ha insegnato anche questo ed oggi, grazie ai media contemporanei si può tentare di indirizzare la storia verso un binario diverso. Thaci è vivo e vegeto ed appena eletto premier. Se il diritto internazionale ha un valore, le affermazioni della Del Ponte non dovrebbero passare inosservate.

Anonimo ha detto...

Per approfondire il tema...
http://www.swissinfo.ch/ita/politica/politica_interna/Occhi_puntati_sul_libro_di_Carla_Del_Ponte.html?siteSect=1511&sid=8949029&cKey=1208247176000&ty=st