mercoledì 21 maggio 2008

La questione tibetana: le conclusioni.

L'immagine mostra l'estensione dell'Impero cinese sotto la dinastia Qing (la dinastia più splendente della sua storia) nel 1892.

E così si arriva, finalmente, alle conclusioni inerenti all'attuale possibilità occidentale di boicottare le Olimpiadi di Pechino 2008.
Le riflessioni da fare a tal proposito sono due:
  • contare esclusivamente sugli effetti mediatici per attirare l'attenzione dell'opinione pubblica occidentale non fa che banalizzare e confinare il problema reale al solo periodo dell'evento, convincendo i cinesi ad aspettare il prossimo autunno per compiere ciò che han sempre fatto: reprimere;
  • boicottare oggi è ipocrito ed ambiguo poiché prima delle Olimpiadi c'è stata la designazione di Pechino da parte del Comitato Olimpico che, dal punto di vista politico era un elemento di scandalo molto più importante. «Chi avesse voluto veramente rappresentare il proprio punto di vista e denunciare la Cina per i diritti umani [a prescindere dalla questione tibetana] avrebbe dovuto mobilitarsi in quell'occasione e non permettere che le fosse assegnato il mandato olimpico. Farlo ora, dopo aver aspettato sette anni, dopo aver permesso che il governo cinese si svenasse per la costruzione delle infrastrutture, dopo aver guardato con indifferenza alle misure di sicurezza che il regime stava preparando proprio nei confronti delle minoranze dissidenti e secessioniste e dopo aver fatto soffrire per sette anni il popolo tibetano, sembra ai cinesi (e non solo) più una vigliaccheria e una dimostrazione di cinismo che un'astuta mossa mediatica».
Dunque, lo spunto che si può trarre da questo saggio (dal titolo Dalla Cina con furore di Fabio Mini che ricordo essere all'interno del Quaderno speciale di Limes - Tibet, la Cina è fragile) è evitare semplificazioni che, invece di aiutare, rischiano di rendere ancor più critica una situazione già grave di per sé.

Infatti, la popolazione tibetana non è la sola a soffrire le continue violazioni dei diritti umani da parte del governo cinese (perché questa soffre, eccome! Mi dispiace se qualcuno, come Carmen, abbia interpretato i miei post in senso "negativo", contro la povera gente del Tibet); esistono più di 50 minoranze etniche in Cina che ultimamente stanno soffrendo un'irrigidimento della posizione del Partito Comunista Cinese. Perciò la discussione non deve essere impostata sulla veridicità o meno delle sofferenze (non solo culturali) subite dai tibetani, ma su come queste devono essere concepite all'interno di un complesso di situazioni più vasto (comprendente la stessa Cina e l'intera comunità internazionale) ed intricato.
Da qui, la seconda e fondamentale riflessione riguarda l'ambiguità e l'ipocrisia della comunità occidentale, U.S.A. in primis. Non è eticamente comprensibile, infatti, come Stati che violano costantemente diritti umani e norme del diritto internazionale consuetudinario (Guantanamo, crimini inumani e degradanti - tortura, violazione del diritto ad un equo processo, occupazioni territoriali in veri e propri Stati sovrani - Afghanistan, Iraq etc...) possano ergersi a paladini degli stessi, al di fuori dei propri confini, per di più se si considera, come giustamente hanno osservato Franca e Superg52, che il Tibet non è mai stato conquistato militarmente dalla Cina (intendendo con ciò, ad esempio, le guerre europee per zone strategicamente importanti avutesi a partire dal 1648) e non hai mai nemmeno avuto una propria sovranità in senso moderno. Anzi, fin da tempi non sospetti, la regione è sempre stata subordinata alla (se non addirittura dipendente dalla) influenza dell'immenso vicino, al quale è stata più volte indebitamente sottratta. Da ciò deriva che la questione tibetana rientra effettivamente all'interno della sfera Affari Interni, diritto derivante dal principio statuale della sovranità (capitolo a parte la recente e non consolidata possibilità derivante dalla dottrina dell'intervento d'umanità, si veda ad esempio l'intervento NATO del 1999 contro la Serbia di Milošević).
Infine, ritengo che le Olimpiadi (evento che in teoria è da concepire come unificante e utile a far dialogare tutti i popoli della Terra anche in situazioni di forte tensione) debbano considerarsi come un'occasione unica per spingere la Cina a rendersi più aperta e disponibile nei confronti di tutto ciò che proviene dall'esterno dei suoi confini.
Le Olimpiadi di Pechino di quest'estate porteranno all'interno del colosso economico, politico e finanziario decine di migliaia fra giornalisti e turisti stranieri, i quali (legittimamente o meno) avranno l'opportunità di raccontare, scoprire e denunciare situazioni altrimenti sconosciute e nascoste. Boicottarle significherebbe assecondare la strategia del silenzio da sempre perseguita dal PCC.

Non prendiamo passivamente tutto ciò che ci viene raccontato come la verità assoluta ed indiscutibile, anche se certe affermazioni provengono da personalità stimate a livello nazionale: la politica internazionale non è una semplice estensione di quella interna e per essere capita necessita dello stesso impegno
Molte volte la verità risiede in lidi che hanno bisogno di essere ricercati attivamente per essere scovati.

Ringrazio vivamente tutti coloro che hanno contribuito tramite commenti alla nascita di queste considerazioni finali.

14 commenti:

fermoimmagine ha detto...

Pezzo molto interessante! Approfitto di questo commento per salutarti come Fermoimmagine visto che tra pochi giorni chiuderò il blog!

AlexilGrande ha detto...

Ciao!

Sabato vado a Tehran. Passa sul mio blog a salutarmi se vuoi!

Mark ha detto...

k mondo...speriamo si concluda in positivo qusta storia

ps:ho creato un nuovo sito e vorrei chiederti se ti va uno scambio link con quest’ultimo…fammi sapere
www.nonsolomusic.com

Franca ha detto...

Un paio di veloci considerazioni.
La prima. Siamo sempre pronti a lamentarci della qualità della nostra informazione, poi su alcune questioni (quella tibetana è una di queste) siamo disponibili ad assimilare acriticamente tutto quello che i media ci propinano.
La seconda. In tema di diritti civili gli USA non sono titolati ad insegnare niente a nessuno. Pensino prima a sistemare le loro faccende.
La terza. Come hai giù giustamente sottolineato tu, se c'era da prendere una decisione questa era da prendere quando le Olimpiadi sono state assegnate. La Cina di oggi non è peggiore di quella di sette anni fa, anzi qualche timido passo in avanti lo ha fatto. Per questo va semmai incoraggiata e non punita. Tra l'altro, chi conosce (è per conoscere intendo è veramente addentro) alla realtà cinese?

pabi71 ha detto...

...sono temi importantissimi e molto grandi,le cose sono molte e i pareri ovviamente sono diversi e anche quelli che si avvicinano,molte volte possono trovare divergenze.
la cosa più importante,sia per la Cina che per il Tibet,credo sia quella di discuterne e anche a volte scontrarsi con le idee...
Credo che le riflessioni di Franca siano molto interessanti e che tu,Tommi fai sempre un grande lavoro.
PS
sono 2 giorni che mi sono iscritto al sito di current,Tommi,te lo consiglio,sicuramente ti piacerà,piano piano è una cosa che si arriverà a fare in tantissimi,con i tuoi temi e la tua passione,non puoi aspettare,iscriviti,un consiglio entra,in 2 giorni riesco ad orientarmi un'attimino adesso,ma ne vale veramente la pena.
Si possono anche caricare video da youtube o da videocamera,si ha un proprio canale e la possibilità di fare anche articoli.
Se ti iscrivi,dimmelo che ci votiamo i video,quelli più votati vanno nella home del sito....e se uno ne realizza dei propri,si ha la possibilità di andare su sky,è una bella comunità,almeno per adesso,ma credo che rimanga così....te lo consiglio.
il mio profilo è current.com/people/pabi71,
solo che quello che si trova nella mia pagina non è tutto quello che ho caricato,ci va automaticamente anche gli articoli o video che voti o commenti,sono riconoscibili dal fatto che quelli votati hanno una V in fondo,quelli commentati "il fumetto" e quelli che carichi il disegno della macchina da presa.
Tommi ti aspetto.
Ciao a presto.

tommi ha detto...

@pabi: ciao pabi, mi sono iscritto il primo in cui è stata aperta questa tv, l'8 maggio. strano che tu non abbia letto i miei diversi articoli riguardanti questa novità, mi pare di averteli segnalati anche direttamente sul tuo blog. in ogni caso è veramente una genialata!
se vuoi leggerti i post a riguardo vai nella etichetta CULTURA.

@alex: l'avevo già fatto, in ogni caso ti auguro un buon viaggio anche qui!

@franca: grazie come sempre, per tutto.

Anonimo ha detto...

Leggendo quello che scrivi viene spontaneo esclamare: ma guarda, così giovane e già cosi stupidamente inquadrato e permeato di comunistaggine!!
O ti passerai la vita a fare il "guerrigliero" (virtuale) oppure dovrai faticare 20 anni per disintossicarti.

pabi71 ha detto...

Ciao Tommi,è solo che leggo molto e giro tanto...in più faccio sempre un mucchio di cose...
bene mi fa piacere che ci ritroviamo anche li.
Sei un grande.

Andrew ha detto...

Bellissimo post caro Tommi. La questione tibetana spero si risolva al meglio e che le olimpiadi si svolgano regolarmente

Un saluto

tommi ha detto...

A tutti, ma specialmente a colui che non ha il coraggio di mostrarsi, consiglio di vedere la "guerra di charlie wilson". un film totalmente americano che dice ciò per cui sono stato tacciato (in altro ambito - invasione sovietica in afghanistan) di "comunistaggine". non sapevo che anche tom hanks e julia roberts lo fossero!
buona visione tutti

Luca ha detto...

Ciao Tommaso.
Anch'io trovo paradossale che paesi con proprie beghe interne (in tal caso mancato rispetto di alcuni diritti fondamentali dell'individuo e/o altro) si esprimano contro delle situazioni a loro esterne ma per certi versi quasi affini. Il boicottaggio non sportivo (gli atleti al 90% non c'entrano per me) ma politico ed economico, per sortire un vero effetto (su più piani) dovrebbe essere quotidiano, non contingente o a "scadenza olimpica". Non credo che l'occidente silurerà mai in modo vero e forte i Giochi cinesi. Non ha la forza per farlo. Prendiamo gli Usa: dietro la retorica ed il fumo di dichiarazioni presidenziali nulle, si cela una dipendenza netta. Consideriamo un settore, un solo settore che potrebbe estendere il discorso a molte altre variabili economiche: l'acciaio. Gli Usa nel campo siderurgico sono molto più debitori alla Cina di quanto quest'ultima lo sia nei loro confronti. Ciò tradotto significa che la Cina è un creditore netto nel campo metallurgico/siderurgico degli Usa. Per non parlare poi della svalutazione controllata del dollaro in cui la Cina sta giocando un ruolo attivo quasi "concordato". Qui si parla di "piccioli", con questi presupposti i nostri pseudo governanti come possono/potranno lanciare moniti seri e credibili (per non parlare di atti concreti)? Non so, io sono molto scettico. Concordo pienamente sul fatto che l'errore sia a monte. Per la mia piccola visione e vita olimpica il CIO non doveva assegnare i Giochi alla Cina e, non c'entra nulla ma lo dico: ho trovato quanto di più sbagliato assediare la Fiamma Olimpica. Quanto ai benefici culturali, sociali, di diritti ecc ecc che i Giochi potranno arrecare temo che molto dipenda dallo scopo che spinge a chiedere e ad avere i Giochi. Se l'obiettivo è avere un post Barcellona '92 è un conto, se il target è Atlanta, Atene, Pechino e... perchè no, IN PARTE anche la Torino olimpica nella quale ho avuto modo di operare, il discorso è un altro. I benefici sono/saranno altri e di tutt'altro tipo. A Pechino dimentichiamoci lo sport, nonostante i tanti atleti impegnati e magari, anzi, quasi sicuramente col massimo dei sentimenti nobili e l'abnegazione,
sta per andare in scena la conquista neppure troppo pioneristica di un mercato nuovo che garantirà nuova linfa a molte variabili per noi imprescindibili.
Per il bottone di ok notizie mandami una e-mail, ti manderò quanto prima le istruzioni per costruire il codice. Un saluto e complimenti per il tuo post, Luca

ericablogger ha detto...

ciao Tommy, vedo che anche da te è passato l'anonimo !!!
ho risposto al tuo commento da me; purtroppo non c'è invece ciò che mi avevvi scritto sulla lettera di don Ciotti; potresti se hai voglia ricommentare???
hai ragione sul fatto che si doveva provvedere 7 anni fa x le olimpiadi; siamo sempre più inquadrati dall'economia di mercato e dal passivismo di massa comunque
Quando furono mandate quelle tremende immagini di piazza TienAn Men con i carrarmati che passarono sugli studenti facendo un massacro, chi dei nostri industriali e politici si chiese se la Cina era una dittatura ? sappiamo benissimo cosa successe con Mao, soprattutto negli anni in cui migliaia di intellettuali furono mandati nelle campagne , a morire, e sappiamo come vivono attualmente i contadini ecc ecc, ma quanti sono gli industriali italiani che fanno costruire tutto in Cina perchè conviene, perchè la manodopera viene sfruttata , si guadagna in modo vergognoso e non ci sono i sindacati? le nostre fabbriche qui chiudono e perchè ? per interessi vergognosi di guadagno ....
io non guarderò i giochi in Tv e se posso non acquisto mai il made in China, ma tutto è assurdo e lo sappiamo benissimo !!!!
come sarebbe da ipocriti non vedere cosa fa Bush che poi esporta la sua democrazia altrove, lui che negli Usa ha la pena di morte e tant'altro
ciao un saluto erica

Niente Barriere ha detto...

Ciao Tommi, prima di tutto grazie del sostegno: ora tutto sembra essersi risolto per il meglio dunque tornerò a sfornare post normalmente, comunque un periodo di riposo per me ci voleva.
Il tuo ultimo post è davvero tutto molto interessante e che condivido al 100%. Giustamente sottolinei che ci si doveva muovere prima, già prima dell'assegnazione delle olimpiadi alla cina, ma il nostro sistema economico-politico non ha permesso tutto ciò, in primis la stampa mondiale che ora più che mai è allineata ai veri padroni del mondo, le lobbies.
Mi fa un pò schifo, anzi tolgo il pò, vedere l'ipocrisia degli atleti che parteciperanno all'evento. Lo sport dovrebbe essere la spinta normale e sincera che porta a lottare verso la discriminazione, l'intolleranza e l'oppressione. Invece sembran tutti un ammasso di militari pronti ad andare al fronte senza dire una parola, leggi al dovere, riconoscenti per i soldi che riceveranno per aver partecipato.
Spero vivamente in qualche gesto eclatante di qualche atleta che ricordi al mondo che gran farabutti sono nella stanza dei bottoni della Cina.
Qualche giorno fa ho trovato una cosa interessante su Cina, censura internet, ti metto sotto il link
http://www.rainews24.rai.it/ran24/rainews24_2007/tema/21052008_dallarete_135.asp

una buona giornata da Raimondo

Sha ha detto...

perfettamente d'accordo con te.