lunedì 26 maggio 2008

Siamo tutti di Pigneto.


"Non sono i criminali rumeni i veri responsabili dei problemi che affliggono l'Italia di oggi. Nella penisola la delinquenza straniera ha solo trovato un terreno fertile per le sue attività illecite, senza incontrare un adeguato contrasto da parte delle autorità.
In nessun Paese europeo l'insediamento di campi nomadi è avvenuto senza creare tensioni, ma è impossibile trovare altrove tanta tolleranza per le attività illegali dei rom, dal furto all'accattonaggio.
A Napoli le comunità rom hanno avuto anche l'appoggio dei padroni di casa, i camorristi, a cui pagavano una tassa per assicurarsi protezione ed impunità. E quando i napoletani hanno deciso di non voler più convivere con gli stranieri, la criminalità organizzata ha preso l'iniziativa e la polizia si è fatta da parte.
Oggi l'Italia è un Paese che ha serie difficoltà a far rispettare la legge, con o senza gli immigrati rumeni. Il suo problema è strutturale. E gli immigrati sono solo una piccola parte di questo problema, non certo la sua causa principale. Non significa che i rumeni colpevoli di reati siano delle vittime. Ma anche se gli italiani riusciranno a cacciarli tutti, non risolveranno la crisi in cui si trova il Paese".

Laura Cernahoschi - Cotidianul (Romania), traduzione su Internazionale n. 745.

"Se il governo Berlusconi non dovesse adottare dei provvedimenti seri per combattere la camorra napoletana, Bruxelles dovrebbe assumere verso Roma lo stesso atteggiamento intransigente che ha nei confronti di Sofia [La Commissione europea sta valutando la possibilità di applicare misure drastiche contro la Bulgaria, colpevole di non essere riuscita a ridurre il peso della criminalità organizzata nella vita pubblica del Paese]. È una vergogna che Napoli soffochi sotto una cortina di fumo e xenofobia provocata da un'organizzazione criminale che il governo non ha il coraggio di sfidare".

Misha Glenny - The Guardian (Gran Bretagna), traduzione su Internazionale n. 745.

Ultima e personale osservazione: oggi pomeriggio si è svolto a Roma nel quartiere Pigneto, ove sabato si è verificata un'aggressione squadrista di stampo neonazista ai danni di negozi gestiti da lavorati immigrati (dal Bangladesh, ma non solo), un corteo colorato e pacifico a cui hanno partecipato migliaia di cittadini per protestare e salvaguardare i valori fondanti della democrazia, condannare con fermezza ogni azione di violenza e garantire per tutti i cittadini il rispetto delle regole.
La destra italiana si è affrettata a negare un movente di tipo politico dietro la spedizione punitiva. Allora come si spiega la reazione, stonata quanto isolata, di Forza Nuova contraria al risarcimento dei danni subiti dai negozianti?
Nemmeno in Sudafrica, dove un'ondata di xenofobia ha provocato la morte di diverse decine di immigrati provenienti da Stati vicini (in primis, il martoriato Zimbabwe) accusati di rubare il lavoro ai sudafricani, i leader politici sono arrivati a tanto: infatti sia governo che opposizione si sono uniti nel condannare questa tragica ondata.
Se fossi di Roma (o di Johannesburg) sarei stato in prima fila al corteo, per ora posso solo esserlo ideologicamente.

9 commenti:

Killo ha detto...

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Alzata con pugno ha detto...

Quello ce scrivi è verissimo, è dura ma dobbiamo riconoscere che lo Stato sul territorio italiano conta poco e niente, non solo in Sicilia, o in Calabria, o in Campania. Dove la malavita italiana ha lasciato spazio perchè evidentemente gli interessi erano altri, bande di malviventi stranieri si sono insediate indisturbate (se non in accordo con la malavita locale).
Non è dicendo che i rom sono tutti buoni, puliti e pii che risolviamo la questione, non è la verità. Ma il razzismo non porta a nulla e bruciare le baracche, mi sa così tanto di azione nazista...
Io non so come si potrebbe risolvere la situazione, so che questo governo è fin troppo permissivo con le mafie locali, e questo è un grosso rischio per l'antimafia nazionale. Forse uno snellimento nelle procedure dei processi potrebbe aiutare, ma sinceramente non so fino a che punto.

Franca ha detto...

Basterebbe ricordare che la colpa è sempre individuale e non può nè deve essere attribuita ad un intero popolo.

Per quanto riguarda i fatti di Pigneto, se l’aggressione non è stata di matrice politica (anche se, guarda caso, alcuni “ragazzi” portavano le svastiche) la faccenda sarebbe ancora più grave, perchè saremmo alla giustizia fai da te e sarebbe saltato il concetto di Stato…

Killo ha detto...

Ti ho spiegato come fare sul mio sito

suburbia ha detto...

E' che spesso e' comodo dare la colpa di tutto a qualche categoria di modo che poi sempbra che risolvendo quello sia sia tutto risolto.
Ricordi i pacs? litigate manifestazioni scismi ecc... ora io mi chiedo ma erano poi davvero la causa di tutti i mali d'italia... la facevano sembrare cosi.
E anche tutta questa recrudescenza contro i rom ,non sto a difendere quelli che sono criminali, ma non si deve generalizzare .
Ma se non si generalizza poi come si giustificano queste leggi che si intendono fare?.
ciao

Giovanni Greco ha detto...

Ciao!
Ti va uno scambio link?
Se sei d'accordo contattami.

[Re]write di Giovanni Greco
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il Russo ha detto...

Ciao, anch'io sono di Pigneto!
Bravo Tommi a postare tutto ciò.

mas ha detto...

ti consiglio un film...Nazirock

come si fa a ragionare con "gente" cosi?

Crocco1830 ha detto...

Certamente, come in ogni contesto sociale, non sono tutte anime pie. Lo sappiamo e perciò è ovvio che chi commette un reato, paghi per quello che ha commesso. Però, appunto, chi e solo chi il reato lo ha commesso.
Esiste un'emergenza criminalità? Certo, di quella organizzata, che ha gioco facile nel reclutamento di "mano d'opera", quando lo Stato stesso pone intere categorie sociali nell'illegalità.