giovedì 19 giugno 2008

Buone Prassi. Cambiare stili di vita

Milano ha preso un impegno internazionale lo scorso 31 marzo: preparare l’EXPO 2015. Per l’occasione si è svolto il primo Festival Internazionale dell’Ambiente.
Bloginternazionale riporta il resoconto del convegno tenutosi il 10 giugno 2008 alla Triennale e organizzato da Legambiente, fatto da un lettore d'eccezione.


6 riflessioni
tratte dal convegno “Buone Prassi. Cambiare stili di vita”

di Michelangelo Ciani, Ingegnere Meccanico,
Docente di Discipline Meccaniche presso Istituti di Istruzione Superiore.


1. Cambiare stile di vita
“In marcia per il clima”, 7 giugno 2008, è stata la prima manifestazione di piazza contro i cambiamenti climatici in cui si chiedeva sia al governo che a tutti i cittadini di fare qualcosa di più per il clima.
Lo stesso Bush ha cambiato opinione sullo stile di vita americano (all’inizio del suo mandato aveva detto “lo stile di vita USA non è negoziabile”). Comprensibili questi dietrofront, perché il mandato dei politici dura mediamente cinque anni e questo è l’orizzonte temporale dei loro progetti. Mentre bisogna guardare oltre.
Bisogna puntare sui giovani, perché desiderano nuove esperienze, fanno cambiamenti più veloci, possono inventare nuovi stili di vita. E non si chiede di tornare ad uno stile di vita francescano.

2. Il picco di Hubbert
Cambiare stili di vita sarà una scelta obbligata tra alcuni anni. In media noi consumiamo 1,5 tonnellate di petrolio/anno (in dettaglio poi uno statunitense consuma 8 tonnellate mentre un abitante del terzo mondo vive praticamente senza petrolio).
L’era del petrolio sta tramontando. Il massimo della produzione di petrolio in un paese è detto picco di Hubbert . Il picco di Hubbert negli USA è stato raggiunto nel 1971. Da allora gli americani hanno cominciato ad importare massicciamente oro nero. Il picco di produzione europea (Mare del Nord) è stato raggiunto nel 1998. Il picco della produzione mondiale si prevede sarà raggiunto nel 2010/2015. E la scoperta di nuovi giacimenti non riesce a tenere il passo del consumo mondiale. È inevitabile l’aumento del prezzo del greggio, perché finora non sembra ridursi il desiderio di petrolio. Di questo passo ci si spingerà verso lo sfruttamento di giacimenti in zone impervie (tipo Canada o i poli) o l’uso di prodotti meno pregiati, finora economicamente non vantaggiosi. E dovremo rivedere la nostra opinione sugli OGM.

3. La CO2
Perché la CO2 è considerata responsabile dei cambiamenti climatici? Perché esiste una correlazione tra il grafico delle temperature medie del pianeta (nelle ultime migliaia di anni) e la concentrazione media di CO2 nell’atmosfera.
Il tasso di crescita della CO2 attuale ci impone un limite: 45 anni. Abbiamo 45 anni di tempo per contenere la CO2 nell’atmosfera, altrimenti la temperatura salirà al punto da desertificare ampie zone del pianeta oggi abitate. Bisogna almeno stabilizzare la CO2 attuale. Gli scenari previsti per raggiungere questo obiettivo si basano tutti sulla nostra capacità di diventare virtuosi: aumentare i rendimenti nell’uso dell’elettricità, nell’uso dei mezzi di trasporto, nei sistemi di riscaldamento, etc.
Questo obiettivo è possibile. Negli anni 70 è stato scoperto il buco nello strato di ozono che circonda la Terra, sopra la calotta artica. I CFC (clorofluorocarburi) contenuti nelle bombolette spray sono stati considerati i responsabili e sono stati messi al bando negli anni 80. Adesso si nota una riduzione del buco nell’ozono e si prevede una sua scomparsa in 10 anni.

4. Saper vivere con le tecnologie
La casa rappresenta il luogo dove consumiamo più energia e anche uno dei più sconosciuti.
Sappiamo tutte le caratteristiche dei cellulari che vogliamo comprare, ma conosciamo pochissimo della nostra abitazione. Eppure il costo di una casa è di molto superiore a quello di un cellulare.
Stesso confronto possiamo fare con l’automobile: facciamo un esame per guidare un'automobile, ma non facciamo un esame per comprare una casa (come gestire l’elettricità, l’acqua, il riscaldamento, gli infissi, etc.). Eppure il tempo che passiamo in casa è molte volte superiore a quello che passiamo in auto.
E’ vero che un paese sviluppato consuma più energia di uno del terzo mondo. Ma è anche vero che un paese tecnologicamente avanzato può usare molto meglio l’energia che consuma, ricorrendo alle tecnologie più efficienti. Il che significa produrre meno CO2 a parità di kWh consumato.
Incredibilmente, esaminando le scelte dei consumatori nell’acquisto di una casa (il bene più grande che mediamente si possono permettere) si scopre che non sono orientate alla migliore tecnologia. Ad esempio il riscaldamento autonomo è preferito a quello centralizzato, anche se oggi esiste il riscaldamento centralizzato con la gestione autonoma dei consumi, che costa meno. Perché si insiste con il riscaldamento autonomo? Per avere meno problemi con i vicini di casa!

5. La filiera corta
“Occorre una rivoluzione” ha detto Barroso. Cambiare stile di vita oggi non è un sacrificio. Iniziamo a pensare a come vivere senza petrolio. Ad esempio pensiamo alla filiera corta, alla riduzione dei passaggi tra produttore e consumatore. Secondo una indagine del Sole24Ore i vantaggi della filiera corta sono ambientali ed economici. Quelli ambientali sono noti: riduzione di imballaggi, riduzione dei trasporti. Quelli economici sono: la creazione di un circuito economico sul territorio, il maggiore controllo dei consumatori sui produttori, in termini di sicurezza alimentare e prezzi finali. Quindi NO al mordi e fuggi (comprare solo dove è più conveniente in quell’istante). Consideriamo che in Europa i pesticidi si usano con moderazione, mentre in altri paesi dove esistono coltivazioni estensive si diserba buttando pesticidi con gli aerei, senza tanti scrupoli.

6. Le 3R: Riduci, Riusa, Ricicla
Queste parole si spiegano da sole. Bisogna fermarsi un po’ a riflettere sui nostri consumi. Anche piccoli gesti possono servire. Per il Festival è stato proposto di misurare i consumi energetici di quest’anno e di migliorare le prestazioni nelle edizioni successive, fino al 2015. Risparmio monetario è anche risparmio di tempo. Una volta si studiava a scuola Economia domestica. E anche in ambito familiare i genitori insegnavano ai figli come risparmiare. Poi venne il consumismo …

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10 commenti:

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Tutto molto interessante, ma non credo che gli ogm siano prodotti sicuri....

Franca ha detto...

Tutto condivisibile, tranne il fatto di rivedere la nostra opinione sugli OGM...

suburbia ha detto...

Anche io sono rimasta perplessa per quanto riguarda gli ogm anche se poi le tecniche tutt'ora utilizzare (magari non qua ma comunque nei prodotti che si trovano nelle grandi catene distributive) pur non modificando il dna del prodotto in realta' lo alterano di parecchio.
Per il resto considerazioni che io condivido in pieno e in massima parte applico anche.
Non solo ma nel mio piccolo diffondo.
Bellissimo post. Da incorniciare.
Ciao e buon we

ericablogger ha detto...

ciao, se passi da me, c'è un premio x te! un saluto erica

Luca ha detto...

Punti di snodo con cui confrontarci per la nostra sopravvivenza umana ed economica. Trovo fondamentali più degli altri la filiera corta, il picco di Hubbert e il problema del Carbonio. Vivendo la montagna in ogni suo respiro sin da poppante :) sono più volte rimasto scioccato dalla progressiva variazione della quota neve. Circa gli Ogm un mio umile ma valido amico ricercatore scriveva ciò:

http://futuribilepassato.blogspot.com/2007/10/approfondimento-sulle-colture-ogm.html

Ciao Tommi, buon week end, Luca

Alzata con pugno ha detto...

no, gli ogm no, se non altro perchè sono sterili e ogni volta bisogna riaquistare le sementi.

il Russo ha detto...

E' meritorio il fatto che tu continui a divulgare un modello di vita eco-sostenibile in un paese di monnezzari, non mollare!

Andrew ha detto...

ottimo post caro Tommi

pabi71 ha detto...

a proposito del cambiare stile di vita...
circa il 30% dei disastri dipende da quello che mangiamo,esempio avere gli stessi cibi tutto l'anno,quando hai un'oretta,guarda questa puntata report,buon appetito ,ne vale veramente la pena e calza a pennello con l'argomento che hai proposto.
Un saluto e buona settimana.

Giacomo ha detto...

Anch'io sugli OGM ho un parere simile al padrone di casa (che saluto da novello ospite, spero non sgradito).
Di certo vanno regolamentati, limitati e sempre ben controllati (cosa forse più difficile del vietarli e basta), ma davvero ormai sono parte del nostro mondo ed è un fatto per molti aspetti positivo.

In campo medico sono fondametali, pensate agli antibiotici... nel settore agricolo bisogna trovare il mondo di usarli al servizio dell'uomo e del mondo, non per la loro rovina.