venerdì 4 luglio 2008

Lo Zimbabwe è di nuovo nel limbo.

Il 27 giugno si è tenuto in Zimbabwe il ballottaggio presidenziale.
Il leader del Movimento per il Cambiamento Democratico, Morgan Tsavangirai, non vi ha partecipato e Robert Mugabe è stato confermato Presidente.
Tsavangirai, inoltre, ha chiesto e ottenuto asilo politico presso l'ambasciata olandese ad Harare successivamente ad un attacco subito dai sostenitori di Mugabe durante un suo comizio elettorale. Il leader dell'opposizione ha, quindi, giustamente giustificato il suo ritiro dal ballottaggio con le diverse violenze subite da membri e simpatizzanti del suo partito da parte di sostenitori del Presidente Mugabe e con il rischio, rimanendo in corsa, di mettere in pericolo la vita di diverse migliaia di suoi supporters. Secondo l'MDC, infatti, i morti tra le sue fila sarebbero almeno 90.

Così il ballottaggio ha perso ogni valore e ha decretato la vittoria di Mugabe contro sé stesso con l'85% dei voti di cui molti "forzati".

L'Unione Africana (UA) ha sollecitato un accordo di unità nazionale come quello avutosi di recente in Kenya, ma Tsvangirai ha respinto la proposta affermando che non sussistono le condizioni necessarie. Addirittura la Southern African Development Community (SADC) - ossia l'influente associazione dei 15 Stati che persegue la cooperazione e l’integrazione socio-economica così come la cooperazione politica e nella sicurezza tra i Paesi dell'Africa meridionale - ha dichiarato che il ballottaggio non può essere considerato "legittimo".

In molti oggi si chiedono come mai le "potenze occidentali" non facciano nulla.
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si è visto bocciare una risoluzione che prevedeva una dichiarazione unanime di sdegno e che chiedeva fermamente al governo dello Zimbabwe di criticare e fermare le violenze all'interno del Paese. Il tutto per colpa del "veto" posto dal membro non permanente sudafricano. Il suo Presidente Thabo Mbeki, infatti, continua a rifiutarsi di criticare il vicino Mugabe e l'azione è stata bloccata dall'Ambasciatore di Pretoria presso il Palazzo di vetro. Per un'azione dell'ONU, dunque, bisognerà aspettare diverso tempo viste anche le posizioni non proprio favorevoli di Cina e Russia.
L'unica soluzione è procedere per gradi e tentare di creare un isolamento politico ed economico nei confronti del governo di Mugabe, evitare di riconoscere la vittoria sua e del suo partito e tentare in ogni modo di convincere i suoi vicini, Sudafrica in primis, a fare lo stesso.

10 commenti:

free online lottery ha detto...

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salpetti ha detto...

Purtroppo a pagare maggiormente le conseguenze di questa situazione saranno come sempre i poveri cittadini, anche per quanto riguarda isolamento politico ed economico nei confronti del governo di Mugabe.
E' incredibile come in ogni parte del mondo i governanti in male fede se ne infischino dei propri cittadini!!!

pabi71 ha detto...

regime,regime e regime,dove c'è rimane,dove stava scomparendo torna....dove andremo a finire...
un piccolo riconoscimento qui,senza nessun obbligo di continuarlo.

Franca ha detto...

Povera Africa, quando finirà la sua agonia?

il Russo ha detto...

L'uscita del "presidente" nei confronti del giornalista europeo che osa mettere in dubbio la di lui democraticità e da manuale del leader illiberale che insulta il cronista, qua in Europa non potrebbe mai accadere.
Al massimo in Italia, toh, ma noi in Europa ci siamo per caso...

suburbia ha detto...

Avevo seguito un po' la vicenda. Quello di non aver libere elezioni la trovo una cosa tremendamente antidemocratica.
Gia'... ovvio, scusa la banalita'.
Ciao

Antonio Candeliere ha detto...

Fino a quando il mondo ricco si preoccuperà di diventare sempre più ricco, l'Africa avrà sempre i suoi problemi.

anna ha detto...

Dove sta andando il mondo intero?
:(

Niente Barriere ha detto...

L'Africa è da sempre la cavia dell'occidente... una gran tristezza, cresciuta di molto sentendo le tante ca**ate dell'ultimo G8...
Un grande saluto :-)

Matteo L. ha detto...

Link accettato.. Ti ho già inserito tra gli amici. Arrivederci allora e grazie di avermi scelto!