lunedì 28 luglio 2008

È tempo di diventare vegetariani?

Immaginate il mondo come un enorme frigorifero. I piani superiori, riservati ai Paesi ricchi, saranno pieni di braciolie, quarti di prosciutto, bistecche e cosce di pollo. In quelli di mezzo, destinati alle economie emergenti come la Cina, si inizierà ad impilare qualche confezione di hamburger. Sui ripiani più bassi, quelli dei Paesi poveri come il Bangladesh, non solo non ci sarà carne ma mancheranno le proteine.
Sono gli abitanti di questi Paesi le vittime principali del rincaro globale (del 40%) degli alimenti, come dimostrano le recenti rivolte di Dhaka. In genere, l'aumento dei prezzi è attribuito ai biocarburanti.
Qualche settimana fa anche il Premier britannico Gordon Brown ne ha parlato e, prontamente, Ingrid Newkirk, presidente di People for ethical treatment of animals (PETA), ha colto l'occasione per suggerirgli di diventare vegetariano. Un consiglio sensato visto che gli animali allevati consumano 760 milioni di tonnellate di cereali all'anno, sette volte di più di quelli destinati a produrre biocarburanti.

Il 30% della superficie terrestre non coperta dai ghiacci è direttamente o indirettamente coinvolta nell'allevamento di bestiame, generando il 18% delle emissioni di gas serra - più di quelle generate dal settore dei trasporti. Forse per questo motivo i ricercatori di Chicago hanno dichiarato che diventare vegani è più utile per combattere il riscaldamento globale che comprarsi una Prius. Questo mi rende nervosa, perchè sembra che se mangi tofu sei libero di girare in Porsche. Non è così. E bisogna ricordare, inoltre, che alcuni vegetariani mangiano pesce non-sostenibile (i pescherecci consumano circa 3,4 litri di carburante per 1 kg di pesce), formaggi ricavati da latte di mucca (che ha un'impronta ecologica tra le 9 e le 21 volte più alta di quella dei formaggi vegani) e frutta od ortaggi importati in aereo (il trasporto aereo di 1 kg di alimenti ha quasi lo stesso impatto della produzione di 1 kg di carne).
Quindi questa tipologia di vegetariani non sono più ecosostenibili di carnivori attenti e scrupolosi - in particolare di quelli che mangiano carne biologica; e anche le verdure congelate possono risultare peggiori (in termini di impatto ambientale) della carne biologica proveniente da un allevamento locale. Ma le statistiche in favore del (corretto) vegetarianesimo parlano chiaro: in media, per produrre 1 grammo di proteine animali ne servono 10 di proteine vegetali, allora perchè continuo ad avere voglia di un panino al prosciutto per cibarmi? Forse perchè - ironia della sorte - mi piacciono gli animali e se sparissero gli allevamenti non vedremmo più maiali, né pecore, né mucche intorno a noi.

Ma con essi, potrà esserci in giro qualcos'altro? La maggior parte delle specie a rischio d'estinzione nel mondo (presenti nella World Conservation Union's Red List) sono minacciate dall'erosione dei loro habitat naturali divorati - come definito da Henning Steinfeld, esperto delle Nazioni Unite - dalla "irrefrenabile crescita del settore zootecnico". A ciò va aggiunto che la produzione di carne raddoppierà entro il 2050 e la mia voglia di farmi un panino al prosciutto diventerà insostenibile. Sì, è il momento di diventare vegetariani. O meglio, lo diverrò solo se voi lo diverrete. So yes, now is the time to go vegetarian. At least I will if you will.

Lucy Siegle, It is time to become vegeterian? - giornalista britannica e specializzata su questioni ambientali. Tiene dal 2004 su The Observer una rubrica settimanale chiamata Ethical living e tradotta per l'Italia da Internazionale. La traduzione di questo articolo è, però, personale.

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26 commenti:

Alzata con pugno ha detto...

Sono vegetariana da più di dieci anni ormai, ho tolto dalla mia alimentazione le proteine animali a poco a poco, e il processo è durato un paio di anni, per abituare il mio fisico, prima le carni rosse, poi quelle bianche, poi il pesce. Continuo a mangiare però latticini e uova, che per lo meno non bisogna uccidere gli animali per procurarseli.
Quando tempo fa sono venuta a conoscenza della quantità di metri quadrati utilizzati per coltivare foraggio piuttosto che cereali per l'alimentazione umana per ottenere un chilo di manzo sono rimasta impressionata e la mia posizione si è ancor più radicalizzata.
In molti mi dicono che hanno provato ad essere vegetariani ma che sono stati male dopo appena un mese, valori del sangue crollati, pressione a terra. A tutti vorrei rispondere che la carne è come un veleno (e se pensiamo alla quantità di anabolizzanti che contiene non è una metafora) e che il corpo deve disabituarsi poco a poco e trovare le sostanze da qualche altra parte, dunque integrare la propria dieta con soya e semi e cereali, tutto quello che insomma può dare proteine vegetali e ferro, e che le uova, se di galline allevate a terra, possono essere mangiate senza troppe remore.

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Io amo mangiare di tutto o quasi... quindi anche la carne.

Credo che la carne come molti altri prodotti oggi non sempre sia sana. (ma anche il latte a meno che non lo prendiamo dalla mucca e sempre che alla mucca non abbiano fatto mangiare transgenico).

Credo anche che un'alimentazione corretta debba avere tutto quello che ci serve comprese le proteine della carne.

Io rispetto chi è vegetariano e rispetto la sua scelta di campo. Chiedo che valga anche per me lo stesso.

Credo che i biocarburanti siano la ragione principale dell'aumento di certi beni primari.
D'altronde un rapporto recentemente venuto fuori e tenuto nascosto, conteneva queste affermazioni.

Forse in tutto questo marasma, tornare a mangiare le cose di stagione e possibilmente dove sono genuine, ritengo sia, o forse sarebbe, la soluzione ideale.

Mi rendo conto che vivendo in città la cosa è ardua...

anna ha detto...

Ciao Tommi bello il tuo post come sempre! :)

Aeris* ha detto...

Ciao.. anche io sono vegetariana (da qualche anno)sostanzialmente perché non sopporto l'idea che per il "gusto di mangiare la carne" si debba arrecare danno o morte ad un povero ed innocente essere vivente. Tra l'altro ne guadagneremmo tutti anche in salute.

In ogni caso, non mi importa cosa faranno gli altri (giusto per citare l'ultima frase dell'articolo), io ho sempre a mente un bellissimo insegnamento di Gandhi: "Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo".

Andrew ha detto...

ottimo post Tommi;-)

buone vacanze!

ale1980italy ha detto...

Ottimo articolo. Complimenti.
A mio avviso... SI.. e' proprio tempo di scelte "drastiche", "rivoluzionarie", come il cambiare la nostra dieta.
Io ho iniziato. Spero saremo sempre di piu'. Il tempo stringe...

Franca ha detto...

Intanto si potrebbe cominciare a ridurre i consumi (e di conseguenza i costi) per il trasporto...

Andrew ha detto...

ciao Tommi, sono passato per un saluto. Ti aspetto sul blog, c'è un post molto critico ma sono curioso di sapere cio che pensi

ale1980italy ha detto...

Franca ha ragione.
Consumare prodotti locali e' importantissimo.

[Alessio]

salpetti ha detto...

Ciao Tommi, anche io sono in vacanza (si vede dalla lentezza con cui aggiorno il blog ;-)). Sono passato per augurarti buone vacanza ricambinado il tuo saluto...

salpetti

pabi71 ha detto...

Bel post,concordo con Daniele.
Complimenti e buone vacanze,beato te,mi manca ancora un pochettino.
Un saluto a presto.

dario ha detto...

Bello il post, si'.
Pero' io non sono pronto per scelte drastiche.
Cioe'... insomma... io non sono vegetariano ne' lo voglio diventare. Ma lo sono gia'... diciamo "quasi", e cosi' voglio rimanere.
Secondo me la risposta ce l'abbiamo sotto gli occhi dalla storia. La carne e' un fatto culturale. Cioe', diventerei anche vegetariano, ma non voglio rinunciare alla tradizione.
Nel passato il consumo di carne era sostenibile. Ora non piu'. Perche'? Perche' in passato primo ne consumavano molto meno a testa, secondo c'era molta meno gente che la consumava, terzo i paesi che ora sono in via di sviluppo che si trovano sul secondo ripiano del frigo allora erano sottosviluppati, e si trovavano massimo massimo nel cestello della verdura.
E allora il problema non e' il consumo della carne, ma primo lo stile di vita ricco che facciamo che ci "impone" di assumere piu' proteine di quante riusciamo a consumarne (infatti siamo obesi - e chi non lo e' e' perche' fa sport, cioe' spreca energie in attivita' inutili con l'unico scopo di bruciare le proteine in eccesso che ha assunto). Secondo la sovrappopolazione, e mi fanno incazzare quelli che dicono che in parecchi paesi sviluppati, in testa l'italia, il problema e' che si partoriscono troppo pochi bambini, con tutti quelli gia' bell'e partoriti che ci sono al mondo e non sanno dove andare! Terzo lo sviluppo dei paesi sottosviluppati.
E qui schiaccio il freno, perche' non verro' certo a suggerire come rimedio di bloccare lo sviluppo dei paesi poveri. E' il concetto di "sviluppo sostenibile" che e' un ossimoro di natura. Almeno in un sistema capitalista come quello in cui viviamo. Sviluppo significa aumento di consumo, aumento di consumo significa riduzione di riserve e aumento di inquinanti. Al massimo potremmo parlare di "sviluppo meno-insostenibile". E allora, dovremo abituarci a diventare tutti un po' piu' poveri, dovremo abiutarci a dire basta, siamo gia' troppi e troppo ricchi. Basta, ci accontentiamo.
Se ammazzassimo meta' della popolazione mondiale e convincessimo l'altra meta' ad accontentarsi di sopravvivere il problema sarebbe bell'e risolto. Certo non possiamo ammazzare meta' della popolazione mondiale. Pero' possiamo evitare di mettere al mondo figli che il mondo non puo' sostenere, e possiamo smettere di consumare il superfluo. Dai, cominciamo per esempio a smettere di consumare le risorse che Intern...

il Russo ha detto...

Io capisco, concordo, taccio per il mio essere inguaribilmente carnivoro, ma proprio a smettere non ce la faccio....

Simona ha detto...

Difficile mi possa passare la voglia di un panino al prosciutto...
In più non ho mai avuto un grande amore per le verdure. In realtà l'uomo ha sempre mangiato gli animali, quello che si può fare però, è incentivare il consumo di prodotti locali (vedi l'iniziativa di Coldiretti "cibo a km zero"). Avete idea ad esempio di quanto produca in termini di inquinamento e di aumento dei prezzi trasportare su gomma tonnellate di bottiglie di plastica (da smaltire pure quelle) da una parte all'altra dell'Italia?

Simona ha detto...

Ah, dimenticavo, sono in partenza, buone vacanze!

Sabina ha detto...

qui in cina è praticamente impossibile evitare la carne.inoltre c'è uno spreco di cibo mai visto in vita mia.le soluzioni radicali sono inutili, basta aver buon senso. il buon senso è la modeazione nel consumo di carne e formaggio e cibo in generale, incentivare le persone ad acquistare i prodotti locali, a bere acqua anzichè i succhi di frutta confezionati (che per essere prodotti hanno bisogno di un elevata quantità d'acqua incredibile).ma forse non c'è interesse in questo.c'è interesse che la gente acquisti i salmoni affumicati dalla norvegia durante natale, il latte tedesco in cina per la produzione di formaggi (perchè è il nuovo alimento che fa bene alle ossa quindo ce lo mettono dappertutto)etc.

dario ha detto...

A proposito di consumo locale, conoscete i GAS?
Non c'e' bisogno di incentivare, perche' offrono prodotti biologici al prezzo di quelli non-biologici nella distribuzione tradizionale. Come fanno?
- diminuendo gli sprechi (sapete che i supermercati buttano dal 20 al 30 per cento dei prodotti perche' scaduti?
- saltando i passaggi intermedi.

C'e' una discussione aperta, a riguardo, sul mio blog:
http://radiciitaliane.blogspot.com/2008/06/gas.html.

Se abitate in Italia poi, scommetto che c'e' un GAS vicino a casa vostra. Ecco l'elenco:
http://www.retegas.org/

Riguardo alla alimentazione vegetariana, io farei un distinguo.

Se si smette di mangiare carne o pesce perche' non si vuole uccidere gli animali in quanto esseri viventi e' un conto. E' un problema morale e ciascuno da' la sua risposta. Per quanto mi riguarda il problema morale e' soprattutto un problema culturale. Bene o male siamo costretti ad uccidere esseri viventi per nutrirci, foss'anche una foglia di insalata. Per di piu', convertendo la nostra alimentazione in esclusivamente vegetale si porrebbero problemi per gli animali che non troverebbero cibo a sufficienza per loro. E' una questione di apporto proteico. Se noi ci mangiamo quelle proteine, non ne avanza piu' per loro. E poi c'e' anche da dire che a noi piace il grano, il mais, il riso eccetera, che magari non e' gradito alle giraffe, ai conigli e alle foche. Se riconvertiamo la produzione vegetale a queste poche colture, la biodiversita' ne soffrirebbe. No, smettere di consumare carni animali non mi sembra molto positivo nei confronti degli animali stessi. Pero' rimane una questione morale, perche' e' indubbio che quando si mangia un panino al prosciutto bisogna in qualche modo fare i conti che quel prosciutto qualche tempo fa era una coscia di un suino che scorazzava piu' o meno liberamente.

Se invece si evitano prodotti di origine animale (carne, pesce, ma anche latticini, uova e derivati) perche' cio' implica allevamenti intensivi i quali sprecano risorse alimentari a iosa allover the world, allora e' un altro paio di maniche.
Il primo ostacolo che dobbiamo superare, secondo me, e' lo spreco di risorse. Se ho voglia di mangiare una bistecca, ad esempio, l'ipotesi di trasformare quella bistecca in vegetale ho l'impressione che non faccia risparmiare tantissimo in termini di risorse, perche' dobbiamo considerare anche lo spreco di carburanti per farla arrivare dall'argentina, lo spreco del 20-30% intrinseco nella distribuzione perche' la sua sorella bistecca, tra un paio di giorni, rimasta invenduta, verra' buttata nella discarica, lo spreco dell'imballaggio in plastica e polistirolo, lo spreco di ormoni per far gonfiare il manzo da cui e' stata estratta, lo spreco di energia elettrica per illuminare e raffreddare il bancofrigo del supermercato, lo spreco di gas per cucinarla, lo spreco di energia elettrica per la cappa aspiratrice in cucina, lo spreco di prodotti chimici per produrre lo smalto per le unghie che mia moglie si e' messa poco prima di cucinare la bistecca, e che e' andato perduto perche', rigirando la bistecca si e' rotta l'unghia...
Per farla breve, lo spreco non e' dato dal processo di trasformazione da proteine vegetali in proteine animali, ma da tutto il contorno di inutili sprechi che servono a far funzionare la nostra stupida societa' capitalista/consumistica, e che si verificherebbe comunque, anche se ci mangiassimo vegetali, insetti o polistirolo espanso.
Senza poi contare che nella gran maggioranza dei casi, quando mi mangi una bistecca in realta' non ho bisogno ne' di quelle proteine ne' delle equivalenti di origine vegetale, perche' sono gia' in abbondante sovrappeso, mentre ci sono in tanti Paesi sfigati un sacco di persone come me che muoiono di denutrizione.

Dopodiche' aggiungo anche che io la mia piccola e insignificante parte la faccio. Non sono vegetariano, ma la mia dieta e' composta per almeno il 90 per cento da frutta e verdura. Quando pero' mamma fa la cassoeula, in genere verso novembre-dicembre, invitando tutto il parentado, io ci vado, e me la magio con gusto. Cosi' come mi sbafo la costina quando l'amico D. mi invita alla grigliata annuale degli ex colleghi di lavoro, e apprezzo il Dininding che cucina mia moglie, di origine filippina. Ricetta tramandata a lei da generazioni.

Sono un goloso, si', ho la tendenza ad eccedere. Facciamo cosi'. Testamento biologico. Qui lo dico e qui lo nego. Quando muoio, potete utilizzare le mie cosce per farne dei prosciutti e sbafarveli alla mia salute. Parola di giovane marmotta.

ciao
dario

dario ha detto...

Tommi, ti linko al mio blog.
ciao

Luca ha detto...

Ciao Tommaso, ho chiuso Futuribilepassato per ferie ma continuo a passare seppur con minor costanza per i blog amici. Un caro saluto e buone vacanze,Luca

Tancredi ha detto...

Mangiare etico?
Mandare sul lastrico milioni di allevatori e le loro famiglie è etico?
Azzerare l'economia di intere regioni è etico?
Costringere i figli della gente ad avere una dieta priva di proteine che, sul piano nutrizionale è quantomeno dubbia e non universalmente accettata è etico?

E il bestiame che non verrà più mangiato che fine fa? Lo lasciamo pascolare libero e allo stato brado come una volta? Non credo proprio: milioni di bovini, suini e volatili inutilizzati verranno lasciati morire un poco alla volta o tutti insieme, un bel tripudio di carcasse e mosche lasciate marcire al sole se la cosa sfuggirà di mano (il che non è del tutto da escludere).

Questo non è mangiare etico, è masochismo!

Franca ha detto...

Buon ferragosto!

tommi ha detto...

Buongiorno a tutti! Immerso da qualche tempo nella macchia mediterranea, ho lasciato che il blog andasse avanti per conto suo (soprattutto per staccare ma anche per evidenti impossibilità di accesso al web). Ho notato un notevole numero di commenti che ho letto superficialmente ma ho già molto apprezzato.
Sappiate che presto tornerò fra queste e le vostre pagine. Nel frattempo vi ringrazio enormemente e vi auguro le più più rilassanti vacanze ovunque voi le trascorriate (anche a casa). Le mie, seppur piacevoli, non sono state prive di inconvenienti, ma si sa... anno bisesto, anno funesto!
Ciao a tutti!
tommi

Gaetano ha detto...

Probabilmente è giusto ma non ce la faccio :°D

dario ha detto...

Tancredi:

Mangiare vegetariano non significa affatto diminuire posti di lavoro, ma ridurre l'orario di lavoro di tutti quelli che un posto gia' ce l'hanno. Infatti gli allevatori potrebbero riconvertirsi in agricoltori, essendo che aumenterebbe il fabbisogno di verdura e frutta. Certo alcuni agricoltori che producessero mangimi per i bovini perderebbero il lavoro. Ma e' anche vero che chiunque decidesse di mangiare alimenti vegetali anziche' animali ridurrebbe i costi di produzione, e quindi risparmierebbe. Di conseguenza per avere la stessa ricchezza da utilizzare per i beni non alimentari dovrebbe lavorare di meno.

Diffiderei di chi sostiene che il consumo del bene inutile crea ricchezza perche' dalla produzione di quel bene dipende il lavoro di chi lo produce. Certo, se io utilizzo un sarchiapone che non mi serve, chi produce il sarchiapone ha del lavoro e quindi percepirebbe un reddito, dato dal prezzo che io pago con i soldi che precepisco dal mio lavoro. Ma e' anche vero che se io invece non compero alcun sarchiapone, certamente il tipo non avrebbe piu' bisogno di produrlo e quindi non avrebbe reddito, ma io, risparmiando sull'acquisto del sarchiapone avrei necessita' di lavorare di meno. Ecco, l'azienda per la quale lavoro potrebbe assumere il produttore di inutili sarchiaponi riducendo il mio orario di lavoro.
In altre parole l'economia gira con il commercio, ma nessuna ricchezza utile viene creata dal commercio di beni inutili. Ricchezza utile invece viene creata dalla produzione e commercializzazione di beni utili.
Dichiarando che possiamo fare a meno della carne implicitamente dichiariamo che tutti potremmo consumare un po' di meno a favore di una produzione inferiore, cioe' di una riduzione globale dell'orario di lavoro.

Certo sarebbe un dramma apocalittico simile a quello che tu descrivi se di botto, dall'oggi al domani, tutti i carnivori diventassero vegetariani. Ma nel pur utopico scenario in cui il processo avvenisse gradualmente nel giro di qualche generazione di bovini (una decina d'anni), gli allevatori avrebbero il tempo di ridurre la produzione controllando le nascite dei bovini a seconda del fabbisogno, come del resto hanno sempre fatto, e non ci sarebbe quell'orda di armenti vaganti lasciati drammaticamente morire di stenti, e tanto meno ci sarebbero carogne in putrefazione.

Anonimo ha detto...

Sono per un consumo moderato di carne. ma questo senza tener conto di tutte le implicazioni che svisceri nel post e che comunque non possono prescindere dagli umani presenti.
Un saluto e un augurio perche' le vacanze proseguano meglio, ciao
suburbia

pabi71 ha detto...

Buon proseguimento delle vacanze,un saluto a presto.