mercoledì 10 settembre 2008

Elezioni in Angola: plebiscito trasparente.

La notizia è: le elezioni in Angola sono state trasparenti.
Sia gli osservatori dell'Unione Africana, sia quelli dell'Unione Europea si sono detti soddisfatti dello svolgimento delle elezioni legislative tenutesi lo scorso 5 settembre.
Secondo l'osservatrice-capo della missione europea, Luisa Morgantini, "le elezioni sono state trasparenti, la gente ha votato in tutta libertà e non abbiamo avuto alcuna segnalazione di violenze o di intimidazioni durante la campagna". Stesso tono per quanto riguarda la missione d'osservazione africana.

La non-notizia, invece, è l'esito: vittoria plebiscitaria dell'MPLA che ha vinto con oltre l'80% dei voti totali, superando la soglia dei 2/3 dei seggi del Parlamento, necessari per revisione costituzionale. Fermo a poco più del 10% il maggior partito d'opposizione, l'Unita.
Quest'ultimo, però, già il giorno successivo alle elezioni, aveva denunciato situazioni anomale, ove alcuni elettori erano stati obbligati a votare per un partito in particolare. Nonostante ciò, il leader dell'Unita, Isaias Samakuva, ha dichiarato di accettare l'esito elettorale e di augurare al partito vincitore di governare nell'interesse degli angolani.

14 commenti:

salpetti ha detto...

Spesso sono le cose più evidenti che non si vedono (o non si vogliono vedere). Gli osservatori internazionali e africani hanno scrutato tra le pieghe più oscure del voto truccato o indotto sotto la violenza e non si sono accorti quello che è più evidente: si è trattato di un plebiscito e quindi... ;-)
Insomma, per parafrasare un vecchio proverbio: non c'è più cieco di chi non vuol vedere!!!

riccardo gavioso ha detto...

i plebisciti mi insospettiscono sempre... specie quando sfiorano percentuali bulgare...

Franca ha detto...

Ormai ci vorrebbero anche in Italia gli osservatori durante le elezioni...

Sandra ha detto...

franca, mi hai tolto le parole di bocca....

il Russo ha detto...

In questo caso, come altri, mi domando a che cacchio servono gli osservatori internazionali...

Anonimo ha detto...

Tutto vero, ma in Angola la maggioranza dell'MPLA non è mai stata in discussione. E' sempre stato partito di maggioranza. Anche perchè si tratta dell'unico vero grande partito con un ideologia dietro, mentre gli altri sono nati tutti come aggregazioni etniche, comunque sia il problema non è chi vince ma chi perde, e speriamo che stavolta l'UNITA sappia perdere...
l'Angola è il primo paese produttore di petrolio d'Africa, il quarto produttore di diamanti, ed il 4ultimo paese come sviluppo umano....Salvatore

Andrew ha detto...

concordo con franca

ciao tommi

dario ha detto...

Franca, Sandra, Andrew... che qui la situazione sia allo sfacelo e' vero, ma io proprio non ci credo nei brogli elettorali.

suburbia ha detto...

Mi accodo al sentire dei tuoi commentatori.... servirebbero gli osservatori anche qua e comunque i risultati riescono sempre a stupirmi. In negativo, ahime'. Ciao

pansy ha detto...

concordo con franca! è la prima volta che passo!!
Ciao!

tommi ha detto...

benvenuta pansy, spero di rileggerti presto!

Andrea Maccarrone ha detto...

Scusa OT. ho visto solo ora i tuoi "auguri" al mio blog... intanto ti ringrazio e li ricambio e poi ti faccio i complimenti per questo tuo blog che trovo davvero interessante.
Come hai giustamente dedotto dal comune corso di studi, trovo molto appassionanti e interessnti le questioni di cui ti occupi qui e credo che tornerò a visitarti.
A presto!

Matteo L. ha detto...

Bell'articolo. Secondo me di ispettori ce ne sono sempre pochi da qualsiasi...Ti contatto anche per farti una proposta: ho bisogno cortesemente del tuo aiuto e dell'aiuto dei tuoi lettori per diffondere l'iniziativa "La Terra dei Fuochi". Trovi tutte le istruzioni da me. Hai la possibilità di inserire due banner e spero anche che, trasgredendo alle regole di questo tuo blog, vorrai pure scrivere un post sull'iniziativa. Grazie mille veramente!

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Quoto Riccardo. Non sono del tutto tranquillo sulla validità di quelle elezioni nonostante tutto.