martedì 30 settembre 2008

Il Sudafrica congeda Mbeki.

Riporto qui il primo (secondo in assoluto) articolo scritto appositamente per la testata giornalistica settimanale "Meltin'pot on web", pubblicato lunedì 29 settembre dal titolo "Il Sudafrica congeda Mbeki - Scelto come Presidente ad interim il compagno di cella di Mandela, Kgalema Motlanthe".
L'articolo originale lo trovate qui.


Il Presidente Thabo Mbeki si è dimesso dopo essere stato sfiduciato dal suo partito, l'African National Congress (ANC, al potere dal 1994). Insieme a lui si sono dimessi anche la vicepresidente Phumzile Mlambo-Ngcuka e dieci ministri.
Thabo Mbeki, in carica dal 1999, è stato accusato dalla Corte di giustizia di aver fatto pressioni sulla magistratura affinché provvedesse a colpevolizzare per corruzione il leader dell'ANC, Jacob Zuma, successivamente prosciolto per vizio di forma. Mbeki avrebbe, così, tentato di impedire la partecipazione di Zuma alle elezioni presidenziali di aprile 2009 alle quali il Presidente dimissionario non avrebbe potuto partecipare per ‘raggiunto limite di mandati’.

In realtà i motivi che hanno portato alla decisione del partito di governo di compiere un gesto così grave ed estremo per una democrazia giovane come quella sudafricana, sono diversi. Per prima cosa, Mbeki non è stato in grado di reggere il confronto col suo predecessore (l’indimenticato ed indimenticabile Nelson Mandela) a livello di carisma e popolarità. Mbeki infatti, dopo vent’anni di esilio, non è stato capace di rinnovare la sua politica per adeguarla ad una società aperta e democratica come quella sudafricana. Non è mai riuscito a porsi in una condizione di favore nei confronti dei propri elettori e dell’informazione, diffidando di essa ed alimentando un sentimento di rancore.
In secondo luogo, si è circondato di consiglieri mediocri che hanno peggiorato la sua reputazione nei riguardi dell’opinione pubblica e creato un forte malumore in illustri esponenti dell’ANC ben più capaci di quelli al potere ma meno disposti a seguire la logica dello “yes-man”.
Infine, la quasi inesistente lotta verso un nemico senza pietà: l’AIDS. La Ministra della Sanità, Manto Tshabalala-Msimang, si è sempre rifiutata di distribuire i farmaci antiretrovirali anche dopo vari pronunciamenti di tribunali nazionali. Il recente dietro-front del governo non ha migliorato la situazione, anzi, lo ha coperto di ridicolo.
Diventa evidente, dunque, come l’episodio riguardante Zuma sia solamente l’ultimo di una lunga serie. La differenza rispetto agli altri sta nel fatto che, in questo caso, in pericolo vi era lo stesso concetto di democrazia.

Non è un caso che il parlamento abbia poi eletto come successore, ad interim, di Mbeki il vicepresidente dell'ANC, Kgalema Motlanthe, invece di Zuma. Motlanthe, infatti, rappresenta il ricongiungimento con Mandela: condannato a 10 anni di reclusione nel 1977 per ‘attività politica contro il regime dell’Apartheid’, egli scontò la sua pena proprio nel penitenziario di Robben Island dove si trovavano lo stesso Mandela e Walter Sisulu.
Anche se poco conosciuto all’estero, Motlanthe ha sempre avuto funzioni importanti all’interno dell’ANC e molto spesso ha avuto l’abilità di essere l’esponente moderato in grado di conciliare (come in questo caso) le posizioni di contrasto all’interno di esso. E’ facile capire, quindi, perché Zuma lo abbia scelto al suo posto proprio in un momento così critico.
Il Sudafrica è (e rimarrà) uno tra i più influenti Stati dell’Africa subsahariana sia politicamente che economicamente e ciò che vi succede ha inevitabili ripercussioni sui Paesi confinanti, primo fra tutti lo Zimbabwe il quale aveva visto nella figura di Mbeki il principale mediatore nel processo di pacificazione nazionale. Gli sviluppi che prenderà il già fragile accordo successivamente alle elezioni sudafricane del prossimo aprile è la principale incognita vista la necessità del prossimo Presidente di concentrarsi più sulle questioni di politica interna che su quelle di politica estera.

8 commenti:

Francesco e Zara ha detto...

Ottimo articolo Tommy, complimenti!

Io del Sudafrica mi sono fatto un'idea precisa, anche se devo ammettere che non ho letto abbastanza sulla sua storia recente e quindi potrei sbagliarmi. Se mi permetti di utilizzare un linguaggio terra terra e con tutti i distinguo del caso, ti dico che il Sudafrica lo vedo un po' come Israele: un paese funzionante, (relativamente) sviluppato e moderno, circondato però da un mare di paesi disastrati e sui quali non riesce a sviluppare influenze positive . Analisi rozza, lo so! :-)

Andrew ha detto...

buonissimo articolo tommi
francesco la tua non è un analisi rozza. Anche questo forse è un motivo

Titus Bresthell ha detto...

bravo! in bocca al lupo!

tommi ha detto...

A Francesco: non credo sia un'analisi sbagliata. E nemmeno io ho la possibilità di sapere esattamente come sia il Sudafrica oggi. Di certo, negli ultimi anni, Mbeki ha fatto crescere l'economia grazie ad investimenti di stranieri. Però, si sa, la crescita non è mai generalizzata ma tocca sempre e solo le solite sfere...

Ale ha detto...

Questo riconciliamento con Mandela, come viene citato nell'articolo, credo possa portare una grande ventata d'aria buona in quella politica. Se Francesco conosce poco del Sudafrica, io ne so ancora meno :D
Conosco solo Mandela, e sapendo il personaggio che è stato, e che ancora adesso si cerca qualcuno da paragonare a lui, non può fare che piacere.

il Russo ha detto...

Mbeki, come riportato nell'articolo, si è circondato di ominicchi che certo non l'hanno aiutato nella difficile gestione (soprattutto a livello di immagine verso i propri connazionali) del post Mandela.
Non so qual'è il futuro del Sudafrica, se economicamente non poco è stato fatto, sotto l'aspetto del sociale ci si aspetta molto da questo cambio.

Luca ha detto...

Tommi, quante cose di politica internazionale vengo a sapere da questo spazio che io ignoro e che la televisione non cita.
Bravo davvero.
A presto, Luca

Franca ha detto...

Il confronto con Mandela, per quello che ha rappresentato, non lo può reggere nessuno...