venerdì 12 settembre 2008

Morales non vuole diventare il nuovo Allende.

Il Presidente Evo Morales ha deciso ieri (11 settembre) di dare una svolta alla crisi che sta sconvolgendo da settimane la Bolivia.
L'Ambasciatore americano, Philip Goldberg, dovrà lasciare il Paese entro 72 ore perchè considerata "persona non gradita" (personae non gratae, come previsto dal primo paragrafo dell'art. 9 della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche del 1961: "Lo Stato accreditatario può in ogni tempo, senza doverne indicare i motivi, informare lo Stato accreditante che il capo o un membro del personale diplomatico della missione è persona non grata oppure che un altro membro del personale della missione non è accettabile. Lo Stato accreditante richiama allora la persona della quale si tratta o, secondo i casi, pone fine alle funzioni della stessa nella missione.").
Pur non essendo obbligato a farlo, il Presidente Morales ha giustificato il suo gesto imputando agli Stati Uniti d'America (che non hanno mai visto di buon occhio l'ascesa al potere del Presidente Indio) la responsabilità dei moti e delle proteste scatenate dall'opposizione contro il suo governo. Finora 8 persone sono rimaste uccise.
Concretamente, il conflitto interno vede contrapposti i dipartimenti della Mezzaluna orientale (Santa Cruz, Tarija, Beni e Pando) ed il governo di Morales. I portavoce governativi hanno dichiarato che nel Paese è in atto un golpe civico "atipico" per il quale non vengono usati carri armati.

Solidarietà alla Bolivia è stata espressa dal Brasile, il quale ha definito gli episodi "atti di grave sfida alle istituzioni ed all'ordine legale".
Nemmeno Hugo Chávez si è lasciato sfuggire una così ghiotta occasione per esprimere il proprio disappunto nei confronti degli USA. Notizia di oggi è l'espulsione da parte di Caracas dell'ambasciatore americano, Patrick Duddy, in solidarietà con la Bolivia, col popolo di Bolivia ed il governo di Bolivia ed il contemporaneo richiamo dell'Ambasciatore venezuelano presso Washington, Bernardo Álvarez. Nel discorso tenuto presso lo Stato di Carabobo davanti a una folla acclamante, Chávez ha dichiarato che quando ci sarà un nuovo governo negli Stati Uniti, manderemo un Ambasciatore. Un governo che rispetti i popoli dell'America Latina!
Ed ha concluso la sua invettiva esclamando: "¡Váyanse al carajo, yanquis de mierda, que aquí hay un pueblo digno. Váyanse al carajo cien veces!" - A voi la traduzione. Qui sotto il video del discorso.



Non è difficile immaginare che dietro ai moti esplosi in Bolivia vi sia la mano del governo di Washington, infatti la decisione lapidaria di cacciare l'Ambasciatore americano da La Paz è stata presa dopo che questo ha incontrato diversi esponenti dell'opposizione.
Dopo decenni di imperialismo e colonialismo statunitense in America Latina, i suoi popoli e governi, tramite elezioni prima ed azioni di ritorsione poi, hanno deciso di ribellarsi ai giochi di potere provenienti da Washington tentando di ristabilire la loro autonomia e far valere effettivamente la loro sovranità.
Ricordando l'11 settembre 1973 ed aspettando una nuova amministrazione americana, la cacciata degli Ambasciatori si può considerare il gesto minimo.

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11 commenti:

il Russo ha detto...

Te l'ho votato veramente con piacere, siamo alla follia di una candidata vicepresidente che si dichiara pronta a scatenare la guerra atomica contro la Russia e passano in subordine le porcate perpetrate a danno di governi legittimamente eletti in sudamerica, che mondo di merda. Ancora grazie per il bell'articolo!

ericablogger ha detto...

speriamo, Tommy, che non si ripeta anche in Bolivia quell'orribile 11 settembre 1973 del Cile di Allende; io spero vivamente che gli Americani scelgano un nuovo presidente usa democratico, ma ho parecchi dubbi, sai?, xchè se pensi agli ultimi 30 e passa anni, la loro esportazione nel mondo è stata un vero disastro. Hanno esportato soprattutto guerre e dittature, ovunque , non solo in sud america, o in centro america, ma anche in africa, asia , ed ora europa, con georgia, ucraina, polonia ....
un caro saluto erica

Franca ha detto...

Pare sia finito il tempo in cui gli USA potevano considerare l'America Latina una propria colonia...

petrelli ha detto...

Hey ciao ti andrebbe di fare una scambio link?

Andrew ha detto...

concordo con franca

ciao tommi

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Ti ho votato anch'io l'articolo: è veramente ottimo.
Esprimo solidarietà alla Bolivia e a tutto l'america latina.

Io ti linko senza obbligo di ricambio, spero non sia un problema.
Un saluto, a presto.

BC. Bruno Carioli ha detto...

Bel post.

il Russo ha detto...

Tutti complimenti più che meritati, lasciamelo ribadire.

pabi71 ha detto...

complimenti Tommi,sempre aggiornato con ottimi post.
Votato con molto piacere anche io.
Un saluto e buona domenica.

tommi ha detto...

Grazie a tutti ragazzi! Se riesco a tenermi aggiornato e spinto a condivedere ciò che penso è anche grazie ai vostri complimenti e consigli.
GRAZIE.
tommi

Prefe ha detto...

hanno fatto benissimo a cacciare gli ambasciatori americani.
Devono solo cercare di portare alla luce le cose. Metà mondo nemmeno lo sa chi era allende. Sicuramente non più del 6% degli elettori di FI