domenica 19 ottobre 2008

Prossimo appuntamento: 4 novembre.

L'ultimo dibattito svoltosi prima delle elezioni presidenziali americane del prossimo 4 novembre è stato più noioso del previsto. Le domande hanno riguardato esclusivamente tematiche di politica interna, dall'economia reale alla sanità, dall'aborto alle tasse, fino ad arrivare al (triste) siparietto su colui che successivamente è diventato un eroe, almeno nelle successive 24 ore: "Joe the plumber" (ossia, Joe l'idraulico). Molto più divertente è stata l'ospitata che David Letterman (famosissimo conduttore americano del talk show "David Letterman Show") ha riservato a John McCain nella serata seguente.



Vista la scarsità di argomenti, anche io ho deciso di lanciare (come i due candidati nel video) un ultimo appello prima delle elezioni e, per far ciò, prenderò a prestito le parole che Noam Chomsky ha utilizzato nell'articolo apparso su Internazionale n. 765:
"Gli Stati Uniti, in effetti, sono un sistema a partito unico, il partito del business, con due fazioni, repubblicani e democratici. Tra le due fazioni ci sono delle differenze reali. Nel suo studio Unequal democracy: the political economy of the new gilded age, Larry M. Bartels spiega che negli ultimi sessant'anni 'il reddito reale delle famiglie del ceto medio è cresciuto a velocità doppia durante le amministrazioni democratiche rispetto a quelle repubblicane, mentre il reddito reale da lavoro delle famiglie povere è cresciuto a velocità sei volte superiore'. Le differenze si vedono anche in queste elezioni. Gli elettori dovrebbero tenerne conto, ma senza farsi illusioni sui partiti e riconoscendo che sempre, nel corso dei secoli, la legislazione progressista e lo stato sociale sono stati il frutto di lotte popolari e non sono piovuti dall'alto. Queste lotte seguono un ciclo di successi e sconfitte. Devono essere portate avanti ogni giorno e non solo ogni quattro anni, sempre con l'obiettivo di dar vita a una società davvero aperta e democratica, dal seggio elettorale al posto di lavoro".

4 commenti:

Ale ha detto...

mah..ho visto che McCain ha ridotto lo svantaggio, ma sono comunque fiducioso sulla vittoria di Obama.

Ma spero che chiunque salga alla Casa Bianca accolga l'appello proposto...

il Russo ha detto...

E' vero, si vota il meno peggio. Però 8 anni di Bush qualcosa dovrebbero avere insegnato...

Elsa ha detto...

d'accordo con Russo...si vota il meno peggio...e sia.
i suoi otto hanni hanno portato solo una marea di GUAI.
un saluto
Elsa

ps complimenti per il blog!

suburbia ha detto...

I presupposti per una vincita di Obama cominciano ed essere piu' concreti. A questo punto penso che si giochera' sull'affluenza, notoriamente scarsissima in america.
Ciao