giovedì 25 dicembre 2008

Buon Natale Internazionale! (atto secondo)


Ho visto che molti commenti ai post, parlano di un presente incerto e di un futuro anche peggiore. Non è una novità. Condivido queste paure e le temo in maniera smodata. Però, visto che siamo in un periodo in cui bisogna sperare, far buoni propositi e cercare di raggiungere o quantomeno, sognare, ecco cosa mi piacerebbe immaginare per il futuro.

Sarebbe stupendo immaginare un'informazione dal basso che spostasse il baricentro su notizie che sono veramente fondamentali per Noi e per il nostro Pianeta; che finalmente si riuscisse a plasmare coloro che ci governano secondo le nostre esigenze e non il contrario.
A questo proposito, sarebbe auspicabile anche tentare di inventarsi qualcosa, un'azione che dia senso a tutte le belle parole che ogni giorno pubblichiamo. Alla fine chi ci legge la pensa (più o meno) come noi e difficilmente si riesce a convincere chi invece non crede nell'importanza della salvaguardia ambientale, nel perseguimento di una comunità internazionale che agisca per il bene comune.
Ormai il mondo non può più sostenere nessuna forma di egoismo, bisogna fare qualcosa.

Ma per ora è solo un sogno, speriamo diventi, prima o poi, realtà.

Queste le parole con cui avevo deciso di augurarvi Buon Natale esattamente un anno fa e, nonostante l'anno che si sta per concludere sia bisesto, i fatti che lo hanno attraversato sembrano aver intrapreso la strada dei desideri.
Le tragedie, le calamità e gli atti di violenza non sono mancati, anzi, probabilmente si sono ripetuti tali e quali; però qualcosa di positivo ha scosso la comunità internazionale.
Oltreoceano si sono svolte le elezioni tra le più importanti e partecipate della storia americana: un uomo nato negli anni '60, di origini africane, eletto e sostenuto direttamente dal popolo è stato eletto 44° Presidente degli Stati Uniti d'America. Il multilateralismo, nell'anno che verrà, sarà la parola che sostituirà (si spera) dall'agenda politica americana e mondiale il concetto di guerra preventiva ed unilaterale di stampo "bushista". La tematica ambientale sembra aver preso piede nei discorsi e nelle azioni dei leader politici di mezzo mondo. L'Europa, in particolare, ha riassunto, grazie a questo tema, il ruolo storico di pionere della comunità e gli USA potrebbero, grazie alla sensibilità del Presidente-eletto Barack Obama, seguirla a ruota nei prossimi mesi.

Per quanto riguarda Noi, blogger e non solo, di strada ne abbiamo fatta.
La blogosfera sta entrando sempre più a far parte del mondo dell'informazione e sta sempre di più riscuotendo autorevolezza e consensi. Per quanto mi riguarda sto tentando di "inventarmi qualcosa" (grazie al sostegno di Paola) che possa quantomeno tentare di portare più vicino alla base il baricentro che stabilisce l'importanza di una notizia. A tal proposito ribadisco la volontà di creare una rubrica dedicata esclusivamente alla tematica ambientale sotto ogni sua sfaccettatura e ribadisco che chiunque fosse interessato a scrivere, partecipare o semplicemente ospitare sul proprio blog la rubrica stessa è pregato di segnalare la propria forma di disponibilità all'indirizzo tommids@bloginternazionale.com.
Inoltre ricordo la giornata che si svolgerà a Olginate (LC) il 25 gennaio 2009 in memoria delle vittime del genocidio di Srebrenica (Srebrenica 2009 - Appunti su un genocidio).
Insomma, quando la volontà c'è le cose si possono cambiare. Basta partire dal proprio piccolo senza aver paura di intraprendere una partita persa.

Siamo ancora lontani dalla realtà e dalla realizzazione dei nostri sogni, ma non stiamo nemmeno più solamente sognando. Anche quest'anno...
Auguri di Buon Natale a tutti!

martedì 23 dicembre 2008

Babbo Natale salvato dalla Rainbow Warrior.

Proprio stamattina ho ricevuto una newsletter straordinaria da parte di Greenpeace: Babbo Natale è in pericolo per colpa del surriscaldamento globale!
Per fortuna ci ha pensato la nave di Greenpeace, la celeberrima Rainbow Warrior, a salvarlo.
Anche quest'anno il Natale è al sicuro... Ma per quanto tempo ancora?

Di seguito il video del salvataggio di Babbo Natale e delle sue renne.

sabato 20 dicembre 2008

Cos'è il pacchetto 20-20-20

Il 17 dicembre 2008 il parlamento di Strasburgo ha approvato il pacchetto 20-20-20 per la riduzione delle emissioni di gas serra responsabili del riscaldamento globale e per rafforzare la lotta ai cambiamenti climatici. L'intesa raggiunta prevede un triplice obbiettivo entro il 2020:
  1. il taglio del 20 per cento delle emissioni di CO2;
  2. l'aumento del 20 per cento dell'energia prodotta da fonti rinnovabili;
  3. la riduzione dei consumi del 20 per cento insegnando ai cittadini europei il concetto di risparmio energetico.
Per approfondimenti, qui trovate il brief della Commissione europea: La lotta contro i cambiamenti climatici - L'UE apre la strada.

venerdì 19 dicembre 2008

Mercatini di Natale di Emergency

Anche quest'anno, i mercatini di Natale di Emergency offrono la possibilità di fare un regalo davvero speciale: scegliendo tra le tantissime proposte disponibili, sarà possibile contribuire a sostenere il Programma regionale di pediatria e di cardiochirurgia che Emergency ha avviato in Sudan e nei paesi confinanti.

Come ormai da tradizione, presso i mercatini natalizi di Emergency si potrà trovare l’artigianato proveniente dai paesi dove opera Emergency: gioielli d'argento afgani, sciarpe e camicie di seta dalla Cambogia, spezie dal Kurdistan e cesti dal Sudan.

Tantissime le idee regalo: tessuti per la casa, ceramiche, oggetti di design, un angolo dedicato interamente ai bambini ricchissimo di libri illustrati e di giocattoli di legno.

E poi, ancora, l'angolo del brocantage, i gadget di Emergency, il calendario 2009 illustrato da Vauro e particolari decorazioni natalizie: palle ricoperte di spezie e candele da appendere all'albero che – finite le feste – potranno essere usate per profumare i cassetti o creare un'atmosfera romantica in casa.

Capi di abbigliamento sportivi e abiti raffinatissimi saranno alla portata di tutte le tasche grazie alla generosità di noti nomi della moda.

Da quest’anno sarà anche possibile confezionare cesti natalizi personalizzati con vini d'annata, prelibatezze gastronomiche, prodotti biologici e specialità regionali.

Presso il mercatino di Roma, domenica 14 e domenica 21 dicembre sono previsti momenti di incontro con amici del mondo dello spettacolo, dell'informazione e della cultura: un modo nuovo, a volte ironico, per raccontare l’attività dell’associazione. A far da cornice al mercatino, una selezione della mostra fotografica “Diritto al cuore”, di Marcello Bonfanti, che documenta l’impegno di Emergency in Sudan.

Mercatino di Milano
via Bagutta 12 (San Babila), dal 6 al 23 dicembre
(orari: lunedì dalle 16.30 alle 19.30 e da martedì a domenica dalle 10.30 alle 19.30).
info: www.emergency.it
tel. 02 881881
email: mercatino@emergency.it

Mercatino di Roma
piazza Mastai 9 (Trastevere), dall’8 al 21 dicembre
(orari: tutti i giorni dalle 11.00 alle 20. 00).

domenica 14 dicembre 2008

On Air.

Per la prima volta, eccezionalmente, mi sento in dovere - anche per ringraziare colui che mi ha onorato attraverso un gesto così bello e sentito - di riprendere e pubblicare un post e un video che mi riguarda direttamente ma che soprattutto riguarda il progetto "Blog Internazionale".
Damiano Celestini, gestore de "Il Rompi Blog", ogni settimana tiene una rubrica dedicata ai blog all'interno del programma radiofonico "NoveUndici" in onda il giovedì alle ore 9 su "Idea Radio".
Nella puntata dell'11 dicembre 2008, Damiano ha dedicato liberamente uno spazio proprio a queste pagine ed al loro costante obiettivo di infrangere il muro (di indifferenza o silenzio, decidete voi) che i media italiani mettono in piedi quotidianamente "dimenticandosi" di ciò che avviene oltre i nostri confini.
Il post originale è ROMPIBLOG SU IDEARADIO: NUOVA PUNTATA, di seguito l'audio/video della rubrica dedicata ai blog internazionali ("Blog Internazionale" è citato al minuto 4).
Stay tuned.

giovedì 11 dicembre 2008

Ghana, modello di democrazia.

La commissione elettorale ha pubblicato i risultati definitivi delle elezioni presidenziali che si sono svolte domenica 7 dicembre (2008) in Ghana. Nessuno dei candidati è riuscito a raggiungere il 50% più uno dei voti necessari per essere eletto. Sarà, quindi, necessario un ballottaggio tra i 2 esponenti maggiormente votati che si terrà il 28 dicembre 2008.
Nana Addo Dankwa Akufo-Addo del New Patriotic Party (NPP), partito attualmente al governo, ha ottenuto 4.159.439 dei voti validi pari al 49,13%, mentre il Professor John Evans Atta Mills del National Democratic Congress (NDC), pricipale partito di opposizione, ha ottenuto 4.056.634 voti pari al 47,92%.
Per quanto riguarda le elezioni parlamentari, invece, la situazione sembra essere ribaltata con l'NDC che potrebbe ottenere la maggioranza. Per Kwame Karikari, docente della University of Ghana, questa discordanza di risultati potrebbe essere considerata come un referendum (punitivo) nei confronti dell'operato del Presidente uscente dell'NPP, John Kufuor.

Secondo gli osservatori internazionali le elezioni si sono svolte in modo ordinato nonostante qualche problema procedurale ed organizzativo: "le elezioni si sono svolte in maniera tranquilla e generalmente ordinata. Gli osservatori europei hanno valutato positivamente le condizioni complessive" ha dichiarato il capo della missione di osservazione europea.

mercoledì 10 dicembre 2008

La Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948


La Dichiarazione universale dei diritti umani venne adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948. Non è giuridicamente vincolante per gli stati che fanno parte dell’Onu se non successivamente alla sua esplicita adozione.

La Dichiarazione nacque in seguito alle tragedie e le atrocità che l’umanità dovette subire nel corso della Seconda guerra mondiale. Composta da un preambolo e da 30 articoli, sancisce per la prima volta una politica universale fondata sui diritti individuali (civili, politici, economici, sociali e culturali). La novità principale presente nella Dichiarazione venne identificata nell’inizio di una evoluzione del sistema internazionale moderno (come concepito a Westfalia nel 1648) verso una graduale erosione della sovranità statale assoluta nei confronti del suo territorio e dei suoi cittadini. Per la prima volta lo stato cominciò ad essere vincolato al rispetto dei diritti umani e l’individuo diventò soggetto di diritto internazionale.

Il testo integrale della Dichiarazione universale dei diritti umani in italiano

Purtroppo, però, i suoi principi non sono stati granché rispettati nel corso del Ventesimo secolo. Genocidi e crimini contro l’umanità sono avvenuti (Srebrenica e Ruanda) ed avvengono (Darfur e Repubblica Democratica del Congo) senza che nessuno abbia fatto e faccia nulla per fermarli. Ogni giorno 50mila persone muoiono per fame e povertà. Per sperare nel futuro, le potenze occidentali ed orientali dovrebbero rifondare le loro alleanze strategiche. Dovrebbero porsi come obbiettivo principale l’utilizzo del soft power e della diplomazia per garantire il rispetto dei diritti fondamentali ed evitare l’ascesa di imperialismi basati esclusivamente sul potere economico ma anche su tradizioni etiche come il confucianesimo cinese e l'illuminismo europeo.

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza (art. 1).



Nonostante tutto, dobbiamo ringraziare gli uomini che ebbero la forza e la lungimiranza di cercare e raggiungere il consenso necessario per l’approvazione della Dichiarazione che ancora oggi costituisce un fondamentale punto di riferimento per un nuovo cosmopolitismo ed un progresso morale come concepito da Immanuel Kant più di duecento anni fa.

venerdì 5 dicembre 2008

C'è posta per Lisa.

Come voi, anche i lettori del settimanale Internazionale hanno fatto sentire la loro voce ed hanno risposto per le rime all'articolo di Lisa Hilton pubblicato su Internazionale n. 772 e da me riportato nel post Il miraggio della dolce vita.
Ecco di seguito le mail inviate a posta@internazionale.it e pubblicate sul n. 773:

  • Leggo con stupore l'articolo della giornalista inglese Lisa Hilton sulla sua esperienza di vita in Italia (n. 772, pagina 25). Sono un cittadino britannico residente da 22 anni in terra emiliana e, mentre concordo sul fatto che la tv lascia molto a desiderare e le poste non sono come quelle di sua maestà, devo contestare l'affermazione che la vita in Italia "fa schifo". Cara Lisa, se avessi messo il naso fuori Milano avresti scoperto un paese pieno di sorprese e di gente ingegnosa, e quasi sempre cordiale, aperta e capace di divertirsi anche senza il bicchiere in mano. Non dico che è tutto perfetto, ma la dolce vita in parte esiste ancora - Mike Davis
  • Penso che per Lisa Hilton fosse proprio arrivato il momento di andarsene dall'Italia. Anch'io, quando ho lasciato Londra dopo tre anni, mi sentivo come lei: ne avevo abbastanza delle catapecchie in cui abitavo, della povertà intellettuale della gente, dell'assenza di senso critico nella maggior parte degli inglesi. Non ne potevo più della gente che ti guarda dall'alto in basso perché sei straniero e che non fa il minimo sforzo per capirti quando parli. Ma non sono mai andata a sbandierarlo e non mi sarei sognata di scriverlo su un giornale. Spero che, come è successo a me, tra qualche anno Lisa sarà felice di incontrare un italiano e scoprire quante cose belle le ricorderà il suo accento. E spero che si vergognerà di aver scritto che l'Italia fa schifo. Nessun paese, nessuna gente al mondo fa schifo - Daniela Delfino
  • Nel suo articolo Lisa Hilton fa convivere commenti acuti, provocatori ma pienamente condivisibili su società, inefficienze generalizzate e politica italiana, con altrettanti giudizi faciloni, poco obiettivi (per non dire poco intelligenti) su vita quotidiana, sanità, varietà di alimentazione (che tanti tra l'altro ci invidiano). Invece di vivere tre anni a Milano, che non fa certo bene alla salute, avrei suggerito a Lisa di immergersi nella vita di una piccola o media città italiana. A Trento, per esempio, avrebbe trovato ottimi caffè, una rete eccezionale di cooperative sociali e di volontariato e tante altre cose. Oltre al razzismo, ovviamente - Matteo Boato
  • Le parole di Lisa Hilton fanno male come schiaffi. Ma hanno un pregio: non fanno piangere, al contrario aumentano l'orgoglio e il desiderio di smentirle, migliorando il nostro paese. Da troppo tempo siamo narcotizzati da una politica fatta di burle, battibecchi e interessi personali - Nicola Vezzoli

Infine eccovi i commenti che i lettori (per la maggior parte italiani o che hanno vissuto in Italy) dello Spectator hanno lasciato direttamente a margine dell'articolo originale.

mercoledì 3 dicembre 2008

Il miraggio della dolce vita.


Dopo qualche giorno di assenza, riprendo con un articolo scritto da Lisa Hilton (corrispondente per 3 anni da Milano per The Spectator - qui l'articolo originale) che susciterà fastidio anche alle menti più scettiche e critiche nei confronti del nostro Belpaese.

Raccontate a qualcuno che vi siete trasferiti dall'Italia a Londra e sarete oggetto di compassione. "Oh, poverina", dirà, "e non ti dispiace?". Poi ricomincerà a raccontare di quella graziosa trattoria a Lucca, dei dipinti di Piero della Francesca o dell'uso ripetuto della parola "bella". Tutte le persone con cui parlo mi raccontano della loro Italia, un paese mitico e incantevole dove le logge sono baciate dal sole e le giovani contadine stendono la pasta sui gradini di casa nei borghi medievali.
Non vorrei deluderli, ma dopo tre anni a Milano mi sento in dovere di informarli che la dolce vita ormai è credibile quasi quanto i capelli finti di Silvio Berlusconi. Ogni volta che vedo l'ennesima rivista patinata descrivere un altro meraviglioso angolo del Belpaese, sono colta dall'irresistibile impulso di ficcarglielo dove il sole della Toscana non batte.
Non rimpiango il mio esilio italiano. Ma tornata a Londra mi rallegro per l'abbondante offerta dei supermercati Waitrose e sono felice di poter andare in banca all'ora di pranzo o di poter comprare un francobollo all'ufficio postale. L'Italia è nel migliore dei casi un ologramma da conservare per le vacanze estive. Da quelle parti la vita fa schifo, anche senza stare a Napoli.
L'anno scorso, per esempio, abbiamo ricevuto le cartoline di Natale a marzo. Le mie lamentele si sono scontrate con un'alzata di spalle ed un rassegnato "è così". La stessa cosa vale per la politica (corrotta al punto che nessuno riesce più a capirla), i servizi pubblici o i disgustosi episodi di razzismo. La televisione italiana è inguardabile: giochi a premi con fanciulle in perizoma, che prima o poi finiscono al governo, e personaggi che urlano contro Alessandra Mussolini.
La stampa è così cieca, pomposa e stupida da essere illeggibile. Oltre ai commenti sull'impossibilità di combattere la corruzione, i giornali contengono solo articoli datati e mal tradotti tratti dalla stampa anglofona.
E il cibo? Il risotto mi piace, certo, ma l'unica spezia in vendita nell'alimentari sotto casa era una polverina che chiamavano curry. Per quanto riguarda la cucina etnica, l'Italia è rimasta al 1953. E comunque gli italiani mangiano all'aperto solo due volte l'anno perché hanno paura del maltempo. In quel paese sanissimo, la malattia più diffusa è l'ipocondria. Per iscrivermi in palestra ho dovuto presentare due certificati medici (equivalenti a una settimana di fila).
La cosa più penosa è che gli stessi italiani ignorano le meraviglie del loro paese. Nella nazione che ha inventato quasi ogni dettaglio della civiltà, dal sonetto alla Nutella, Jack lo Sverniciatore imperversa staccando dai muri gli stucchi barocchi per riportare alla luce i banali mattoni a cui i turisti sono abituati. E la Scala è ferma perché i suoi musicisti vengono pagati in panini. Perché sforzarsi di apprezzare il patrimonio culturale più ricco del pianeta quando ci si può limitare a essere bavosi parassiti che si accontentano delle americanate disprezzate perfino dagli ottusi inglesi?
Mescolando pensierosa il suo caffè a un tavolino di Cova, il locale settecentesco un tempo frequentato da Giuseppe Verdi, una mia amica italiana mi ha confessato che non vedeva l'ora di provare Starbucks. Se volete farvi un'idea dell'Italia autentica, leggete Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi, che racconta una cultura meridionale, brutale e primitiva, tuttora esistente, come dimostra Roberto Saviano in Gomorra. O magari provate con Outlet Italia di Aldo Cazzullo, che rivela come la piazza, un tempo luogo d'incontro della nascente democrazia, si sia svuotata perché gli italiani, obesi e ossessionati dal telefonino, passano le domeniche chiusi in capannoni industriali a comprare abiti Abercrombie & Fitch scontati.
Al nord si respira lo smog peggiore d'Europa, mentre il sud è letteralmente tossico. E nessuno se ne preoccupa. E' così.
(Internazionale n. 772, pag. 25)


E' facile ritrovarsi anche in uno solo dei tanti difetti citati da Hilton. La conclusione, però, è unica: "l'Italia sembra avviata verso un declino inarrestabile" utilizzando le parole di The Economist.