sabato 20 dicembre 2008

Cos'è il pacchetto 20-20-20

Il 17 dicembre 2008 il parlamento di Strasburgo ha approvato il pacchetto 20-20-20 per la riduzione delle emissioni di gas serra responsabili del riscaldamento globale e per rafforzare la lotta ai cambiamenti climatici. L'intesa raggiunta prevede un triplice obbiettivo entro il 2020:
  1. il taglio del 20 per cento delle emissioni di CO2;
  2. l'aumento del 20 per cento dell'energia prodotta da fonti rinnovabili;
  3. la riduzione dei consumi del 20 per cento insegnando ai cittadini europei il concetto di risparmio energetico.
Per approfondimenti, qui trovate il brief della Commissione europea: La lotta contro i cambiamenti climatici - L'UE apre la strada.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao tommi.

Non hai risposto ad un mio commento del 09/08/2008 relativo all'articolo "l'Antartide sull'orlo del collasso". Avevo evidenziato la marea di bugie contenute all'interno ed allegato vari link per verificare direttamente la correttezza delle mie informazioni.

Ciao.

tommi ha detto...

Ciao anonimo,
avevo risposto al tuo primo commento e guardato con interesse i vari link che avevi allegato al secondo, quindi diciamo che avevo risposto a metà.
Ora, vista la tua richiesta esplicita, ho rimediato rispondendo proprio su quel post. In ogni caso mi piacerebbe che, anziché parlare di "marea di bugie", definissi il tuo un parere contrario e personale. Purtroppo non stiamo discutendo di dati matematici, ma solo statistici ed ognuno può formarsi le idee che vuole (ognuno agisce in base alla propria coscienza).
In ogni caso, se anche presidenti e politici molto contrari a credere alla teoria del surriscaldamento globale proprio per motivi economici, in primis il nostro famoso per essere "ambientalista" Primo Ministro, stanno pian piano iniziando a muoversi di concerto e controvoglia, vuol dire che la gravità è talmente alta da scardinare i punti delle agende politiche di mezzo mondo.

Vorrei salutarti con le parole di George Monbiot apparse sul The Guardian qualche tempo fa:
"Possiamo salvare il Pianeta? Non lo so. Esaminando le nuove prove, potrebbe essere troppo tardi. Però c'è una domanda a cui so rispondere. Possiamo permetterci di NON PROVARCI? No, non possiamo".

Franca ha detto...

Speriamo che dopo le dichiarazioni d'intenti si cominci veramente a fare qualcosa...

Anonimo ha detto...

Ciao tommi.

Ho risposto pure io nella sede opportuna.

L'argomento clima è complesso e credimi, l'uomo non incide sull'andamento della temperatura.

A chi, in un altro forum, nutriva i tuoi stessi dubbi, risposi così (riporto il testo del mio intervento adattabile anche in questo contesto):

"... Hai toccato un punto fondamentale che trova la sua forza nella generalizzata mancanza di informazione.
Nel percorso scolastico obbligatorio un individuo non ha mai il piacere di imbattersi in materie come la meteorologia o la climatologia: si consolida quindi nella popolazione una conoscenza del tutto elementare ed effimera dei meccanismi che stanno alla base delle dinamiche della nostra atmosfera, con tutte le ripercussioni del caso.
Espletata la doverosa premessa, sono rimasto colpito da una tua frase iniziale che ha il merito di condensare, in poche parole, decenni di fraintendimento conditi da sapiente manipolazione:

"Ma se fosse vero che i mutamenti climatici sono indipendenti dall’inquinamento atmosferico ... questo sarebbe un alibi per i responsabili del degrado ambientale".

Ti ringrazio per questo riassunto estremamente chiaro che permette di effettuare qualche considerazione importante. Lo elevo al rango di modello di obiezione (essendo una delle classiche deduzioni che normalmente si riscontrano nelle discussioni che hanno ad oggetto il clima) con l’appunto che, da questo momento in avanti, ogni controdeduzione non sarà direttamente riferibile a te ma bensì, generalizzando, a tutti coloro che condividono la bontà dell’affermazione sopra riportata.
Innanzitutto si nota una sorta di avversione implicita ed istintiva di fronte all’eventualità che i mutamenti climatici rappresentino un fenomeno del tutto naturale (come del resto la storia della Terra ci insegnerebbe, se nelle scuole fosse adeguatamente raccontata). In secondo luogo se ne desume che si tende a responsabilizzare sempre qualcun altro quando si osservano i danni del cosiddetto degrado ambientale. I primi responsabili siamo noi, con il nostro “irrinunciabile” stile di vita e con le nostre lussuose (spesso superflue) comodità. Faccio qualche esempio banale: quanti di noi bevono acqua minerale nelle bottiglie di plastica, trasportata sui camion per centinaia di chilometri? Si tratta di acqua trattata, lasciata in deposito al caldo, sotto il sole e che inquina, necessita di petrolio per il trasporto, contribuisce a rendere insostenibile il traffico sulle nostre arterie autostradali e ci fa sborsare soldi, tanti soldi. Il tutto per un nostro vizio che così potrebbe essere sintetizzato: il calabrese deve bere l’acqua delle Alpi lombarde ed il lombardo deve poter bere l’acqua calabrese.
Io che sono mezzo calabrese posso assicurare che in Calabria c’è tanta di quell’acqua, e buona, che le Alpi se la sognano.
Ancora: quanti di noi comprano il formaggio bell’avvolto nella plastica ed adagiato sulle vaschettine di polistirolo? Il polistirolo è un po’ lontano dal concetto di biodegradabilità, eppure nessuno si scandalizza più di tanto. Fa forse male al commercio una ribellione contro queste piccole, assurde aberrazioni consumistiche? La risposta è si e dunque si tramuta in no (nessuno ne deve parlare con insistenza).
Esempi di questo genere sono pressoché infiniti e sotto gli occhi di tutti: non occorre alcuna dimostrazione per provare l’insensatezza che si racchiude nelle attività che descrivono.
Però, quando si parla di clima, nonostante tutte le prove contrarie e le urla della geologia che ci illuminano sulle calde temperature del pianeta in lunghi periodi di un più o meno remoto passato, siamo pronti a puntare il dito contro il presuntuoso di turno che si permette di contraddire ciò che non si può mettere in discussione. E perché non si può mettere in discussione? Perché viene concesso talmente tanto spazio a coloro che affermano il contrario che risulta impossibile sostenere qualcosa di differente senza passare per matto, almeno in una prima fase.
A questo punto vien da chiedersi: “chi sfrutta veramente l’alibi”(falso tra l’altro)? Io dico che siamo noi, spesso in modo involontario, sedotti da burattinai pronti a martellarci con ragionamenti circa gli inesistenti risvolti climatici di un inquinamento grave che vive di economia, e si alimenta di commercio. Ogni pretesto risulta utile per deviare il problema sul clima: pensiamo alla pubblicità delle cicche con il Polo Sud che si scioglie ed il pinguino che risolve, a modo suo, la situazione. Altro messaggio “subliminale” che rimanda all’emergenza climatica. In televisione se ne parla quasi quotidianamente e, quando pare che l’evoluzione meteorologica sia in grado di smentire le false teorie, ecco che l’esperto di turno appare magicamente in TV sulla sua bella poltroncina a spiegare che anche le nevicate e le piogge intense fanno parte degli effetti, a suo tempo previsti, del GW (è accaduto giusto Domenica scorsa su Rai3). Però ecco che, quando subentra l’alta pressione, si enfatizzano le temperature oltre la norma e si comincia a parlare di anomalia. Mia nonna, morta a 97 anni, mi raccontava di tremende siccità e di periodi di caldo intenso quando era giovane e risiedeva nelle Marche.
Conservo tutto registrato nella mia mente ed i dati storici che poi sono andato ad approfondire hanno confermato i suoi racconti.
Ma l’addossare ogni effetto dell’inquinamento al clima ha anche il suo vantaggio: più soldi, più spese per il clima, appunto. E cos’è il clima in questa accezione: nulla, se non un contenitore vuoto mangia denaro capace di raccogliere fondi da spendere per non si sa bene che cosa.
Se invece il problema dell’inquinamento fosse legato principalmente alla salute e all’esigenza di un migliore stile di vita (più sano ma anche economico), ecco che gli eventuali fondi avrebbero una destinazione mirata, utile ed immediatamente intuibile: divieto di commercio delle acque, nuove fonti di energia veramente pulite e che non rappresentino uno specchietto per le allodole, divieto di OGM, divieto di mangimi chimici, abolizione del regime quote latte e provvedimenti simili che si traducono in più cibo per tutti e meno fame nel mondo, fine dell’ambientalismo lobbistico e spazio a quello vero che si occupa ti tutti questi aspetti che si vuole far passare per secondari, ritorno a molte buone abitudini di un tempo (cibarsi di frutta e verdura di stagione ...), divieto di utilizzo di inutili imballaggi, costruzioni di nuovi alloggi con accorgimenti che tengano conto della necessità di un sempre maggiore risparmio energetico, nuovi piani regolatori ... e via discorrendo".

Ciao a tutti.

suburbia ha detto...

Vedo che l'idea sta prendendo forma. E sostanza.
ciao

ANNA ha detto...

Buon Natale

www.iginoguglielmi.it ha detto...

Volevo avvisarVi che il pacchetto clima è stato approvato in commissione lo scorso 6 aprile.... non è cambiato assolutamente nulla da novembre, l'UE ha ignorato del tutto le nostre richieste, accusandoci di aver sbagliato sin dall'inizio politica ambientale e di chiacchierare di meno e cambiare rotta... che ne pensate voi???

tommi ha detto...

a cosa ti riferisci esattamente?