mercoledì 10 dicembre 2008

La Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948


La Dichiarazione universale dei diritti umani venne adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948. Non è giuridicamente vincolante per gli stati che fanno parte dell’Onu se non successivamente alla sua esplicita adozione.

La Dichiarazione nacque in seguito alle tragedie e le atrocità che l’umanità dovette subire nel corso della Seconda guerra mondiale. Composta da un preambolo e da 30 articoli, sancisce per la prima volta una politica universale fondata sui diritti individuali (civili, politici, economici, sociali e culturali). La novità principale presente nella Dichiarazione venne identificata nell’inizio di una evoluzione del sistema internazionale moderno (come concepito a Westfalia nel 1648) verso una graduale erosione della sovranità statale assoluta nei confronti del suo territorio e dei suoi cittadini. Per la prima volta lo stato cominciò ad essere vincolato al rispetto dei diritti umani e l’individuo diventò soggetto di diritto internazionale.

Il testo integrale della Dichiarazione universale dei diritti umani in italiano

Purtroppo, però, i suoi principi non sono stati granché rispettati nel corso del Ventesimo secolo. Genocidi e crimini contro l’umanità sono avvenuti (Srebrenica e Ruanda) ed avvengono (Darfur e Repubblica Democratica del Congo) senza che nessuno abbia fatto e faccia nulla per fermarli. Ogni giorno 50mila persone muoiono per fame e povertà. Per sperare nel futuro, le potenze occidentali ed orientali dovrebbero rifondare le loro alleanze strategiche. Dovrebbero porsi come obbiettivo principale l’utilizzo del soft power e della diplomazia per garantire il rispetto dei diritti fondamentali ed evitare l’ascesa di imperialismi basati esclusivamente sul potere economico ma anche su tradizioni etiche come il confucianesimo cinese e l'illuminismo europeo.

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza (art. 1).



Nonostante tutto, dobbiamo ringraziare gli uomini che ebbero la forza e la lungimiranza di cercare e raggiungere il consenso necessario per l’approvazione della Dichiarazione che ancora oggi costituisce un fondamentale punto di riferimento per un nuovo cosmopolitismo ed un progresso morale come concepito da Immanuel Kant più di duecento anni fa.

4 commenti:

Daniele Verzetti, il Rockpoeta ha detto...

Questi umani... da un lato fanno qualcosa di eccezionale e dall'altra poi rovinano tutto non rispettando ciò che creano...

Franca ha detto...

Sessant'anni di buoni principi ancora non applicati...

pabi71 ha detto...

purtroppo concordo con i commenti che mi precedono, un saluto

Luca ha detto...

Quanto tempo Tommi e... quanta strada (da compiere).
Un abbraccio,
Luca