martedì 24 febbraio 2009

Cooperazione nucleare tra Francia e Italia.

Italia e Francia hanno firmato il 24 febbraio un accordo che getterà le basi di una più vasta cooperazione in tutti i settori della filiera nucleare: ricerca, produzione, smaltimento delle scorie.
Questa intesa è stata il cuore del summit italo-francese che si terrà a Roma. Il documento ha definito le linee direttrici per lo sviluppo futuro in Italia di reattori di nuova generazione (EPR) sul modello di quelli francesi. E' stato anche fatto esplicito riferimento ad una cooperazione tra le società produttrici e distributrici di energia dei due Paesi: EDF per la Francia e Enel, Finmeccanica, Edison, Ansaldo (ingegneria) e Sogin (sicurezza e smaltimento) per l'Italia.

L'intenzione del governo italiano di riprendere la rotta del nucleare non è una novità. Il Ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, aveva già manifestato questa intenzione in passato e di recente ha addirittura fatto sapere che vi saranno bollette più leggere per i cittadini dei comuni che ospiteranno gli impianti nucleari per far fronte alle eventuali resistenze delle comunità locali.
Nel frattempo sono andato a rivedermi la puntata di Report del 2 novembre 2008 dal titolo L'eredità (di cui vi consiglio la visione) che mostra come dal 1987, anno del referendum abrogativo nei confronti del nucleare civile, il nostro Paese - ed in particolare la Sogin - si sia mostrato inadeguato a gestire lo smaltimento delle scorie radioattive e lo smantellamento delle centrali nucleari. Attualmente noi cittadini italiani abbiamo speso circa 9 miliardi € per risarcire l'Enel del mancato guadagno e per mantenere in sicurezza gli impianti che, dopo 20 anni, sono ancora lì con tutto il loro carico radioattivo.

Purtroppo, come spesso accade, il caso italiano è a sé stante e non può essere adoperato come esempio generale. Quindi la domanda che sorge spontanea è: il nostro Paese sarà in grado di attivare una filiera produttiva all'avanguardia senza sprecare o lasciare incompiute opere per milioni di euro?

Colgo l'occasione per segnalare che il prossimo appuntamento (16 marzo) con la rubrica Ambientiamoci sarà dedicato, nella maniera più imparziale possibile, al nucleare: "pro e contro" dal punto di vista internazionale, tecnico e ambientale. Quali sono i benefici? Quali i rischi?

5 commenti:

Franca ha detto...

Credo che tutti ormai sappiano che la favoletta che l'energia nucleare costa meno sia appunto una favoletta...
Costa meno se non si considerano i costi di costruzione delle centrali e, soprattutto, i costi di smaltimento delle scorie...
E poi, non mi sembra che la Francia brilli per sicurezza...

salpetti ha detto...

Anche io ho preso spunto dagli accordi italo-francesi sul nucleare per parlare male dell'Enel.
In particolare dello scempio di Mochovce, in Slovacchia.

Certo che noi italiani siamo proprio un popolo di caproni!!! ;)

Giorgio Restori ha detto...

Mi sto laureando in ingegneria energetica, e vorrei far chiarezza sull'intervento di Franca. Il costo del kwh nucleare rimane ancora oggi il più basso, ed è composto per larga parte dall'ammortamento dell'impianto di produzione. Il grande vantaggio del nucleare è che subisce minimamente la variazione di prezzo del combustibile, poichè il prezzo totale del kwh è così suddiviso: 20% costo del combustibile, 20% costi dei esercizio della centrale, 60% ammortamento dell'impianto e delle future spese di smaltimento. Il discorso acquista anche piu valore se si pensa che nel costo del kwh da gas, il combustibile pesa per l'80%. Per avere una visione dei costi dell'energia dalle varie fonti, se il nucleare è 1, il carbone è 1.3, il gas è 1.9, quello eolico 3.5 e quello solare 10. Resto a disposizione per altri eventuali chiarimenti.

Valentino ha detto...

"...un paese dove il più caro amico di uno dei leader che simboleggiò la corruzione della classe politica del paese diventò l'uomo più ricco, l'imprenditore più famoso, il premier più amato, il leader di partito più votato; il segretario dell'ex partito neofascista diventò presidente della camera, terza carica della stato; uno dei dirigenti dello stesso partito fu eletto sindaco della capitale; l'opposizione fu sciolta in modo democratico e le venne affidato il compito di autodistruggersi; gli ultimi dirigenti di quello che fu il più grande partito comunista dell'Europa occidentale lasciarono spontaneamente la guida a un uomo della Democrazia Cristiana, il loro avversario storico; il resto della sinistra si divide così tante volte che alla fine raggiunse proporzioni omeopatiche; a raccoglierne l'eredità fu soprattutto un magistrato; intanto il tutto il paese si diffuse il fenomeno delle ronde. Ma è quello che venne dopo che fa paura." Giovanni de Mauro

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-84f80495-69a7-4a2d-a555-ae3b708647a4.html?p=0

tommi ha detto...

Grazie Valentino per la bellissima citazione. Anche io son un fan di Internazionale (la rivista). E in effetti le parole di De Mauro di questa settimana fanno molto riflettere.
Forse non ti sarai accorto ma già all'interno del post avevo inserito il link alla puntata di report sul nucleare.