domenica 22 febbraio 2009

Kyoto in Europa e in Italia


L'Agenzia europea dell'ambiente ha pubblicato un nuovo rapporto (ottobre 2011) sul livello di riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra raggiunto finora dall'Ue a 15. Il taglio della CO2, rispetto ai livelli del 1990, si attesta al 10,7% superando così il target di riduzione fissato per l'Europa dal Protocollo di Kyoto (8%). Non tutti i paesi, però, hanno contribuito positivamente: Austria, Italia e Lussemburgo, si legge nel rapporto, "devono compiere maggiori sforzi per garantire il rispetto degli impegni assunti, contribuendo a ridurre sempre più le emissioni'". In particolare, l'Italia ha tagliato le emissioni per una percentuale del 4,8% rispetto ai livelli del 1990, ma entro l'anno prossimo dovrebbe arrivare al 6,5%.

(Ultimo aggiornamento: 8 ottobre 2011)

6 commenti:

Franca ha detto...

Già mi stupisce il fatto che le emissioni stiano scendendo...

Andrew ha detto...

infatti franca
leggerò il link con calma
buon inizio settimana tommi

Marco Rossi ha detto...

bel blog anche questo... :-)

Giorgio Restori ha detto...

E' giusto imporre limiti sulle emissioni di co2. Ed è assolutamente necessario perseguire questo obiettivo per i motivi che tutti conoscono. Ma purtroppo Kyoto risulta molto penalizzante per l'Italia, che dopo la scelta dell'87 basa tutta la sua produzione elettrica sugli idrocarburi, sul gas in particolare. In una società in cui ogni anno la richiesta energetica aumenta, potenziare la produzione elettrica e diminuire la co2 risulta una sfida molto difficile. I moderni cicli combinati a gas italiani hanno già ottimi rendimenti, i migliori in europa. E questo spiega come per noi risulti difficile ridurre le emissioni di co2, mentre per la Germania sia stato così semplice (quest'ultima dopo la caduta del muro, ha potuto rinnovare tutti i vecchi impianti della parte Est che avevano pessime efficienze). Questo è il problema: quando l'Euoropa ha fissato il livello base di emissioni da diminuire, noi eravamo già bravi a produrne poca co2 sulla base delle fonti energetiche, mentre molti altri erano dotati di tecnologie obsolete facilmente migliorabili. E di qui si può comprenere meglio i motivi del ritorno al nucleare in Italia.

tommi ha detto...

@Giorgio
Interessante..
Ci vorrebbero dei dati unitari sulle emissioni di co2 in Italia e un Paese ad esso comparabile per capire meglio.
Perché è ovvio che se uno emette 100 e deve diminuire le emissioni dell'8% mentre uno che consuma già solo 50 deve diminuire del 6,5%, il secondo troverà l'obiettivo più difficile perché già efficiente.
Ma l'Italia è veramente così efficiente? E se importa la maggior parte dell'energia che consuma su cosa dovrebbe concentrarsi per raggiungere l'obiettivo di Kyoto?

Tommaso Perrone ha detto...

Ho modificato il post secondo gli ultimi dati sulle emissioni.
Un saluto a tutti!