mercoledì 4 febbraio 2009

La guerra civile in Sri Lanka.

Tra tutte le crisi, le guerre ed i problemi che le popolazioni di mezzo Mondo stanno subendo, nessuno si preoccupa dello Sri Lanka.
Lo Sri Lanka è quell'isola dell'Oceano Indiano che un tempo si chiamava Ceylon e che da anni è insanguinata da un'orrenda quanto oscura guerra civile. Ovviamente, come per la gran parte dei conflitti dimenticati in Africa o in altre zone remote della Terra, anche la questione dello Sri Lanka appare incomprensibile e irrilevante rispetto alle sue conseguenze sullo stile di vita occidentale.

Lo Sri Lanka conquistò l'indipendenza nel 1948 e, fino all'odierna crisi, la sua storia non conobbe neanche un colpo di Stato militare, diventando, così, una delle principali democrazie asiatiche. Ed è proprio per questo che la partita che si sta giocando sull'isola riassume, nel suo piccolo, i grandi problemi del Mondo contemporaneo.
Lo Sri Lanka è sconvolto da un odioso conflitto etnico che vede di fronte la minoranza tamil (che rappresenta il 15% della popolazione a lungo discriminata) e la maggioranza cingalese (che rappresenta il restante 75%). Le origini del conflitto sono riconduicibili al tentativo dell'etnia tamil di strappare il potere al governo centrale finalizzato alla creazione di uno Stato indipendente nella regione Nord-orientale.
Dal 1972, il conflitto ha causato oltre 70 000 morti e provocato diverse difficoltà anche nella vicina India dove vivono circa 60 milioni di tamil. In queste ultime settimane, però, l'inserruzione tamil sta subendo un declino che pare inarrestabile: l'esercito regolare ha sottratto alle Tigri di Liberazione dell'Eelam tamil (LTTE) la maggior parte delle sue roccaforti nel Nord dell'isola (nell'ultima offensiva sarebbero morti circa un centinaio di civili, 300 i feriti). Il culto della violenza e l'oltranzismo sembrano pesare sulle Tigri tamil ma non sarà ingnorando le loro aspirazioni che lo Sri Lanka ritroverà la pace: alla vittoria militare, il governo di Colombo dovrebbe far seguire un accordo politico. Ed ecco la necessità di un sostegno da parte della comunità internazionale, la necessità di aiutare il governo, oltre la popolazione (secondo la Croce Rossa, infatti, la crisi umanitaria coinvolgerebbe 250 000 persone), a conciliare pluralismo etnico e democrazia evitando un ennesimo insuccesso politico in un Mondo fin già troppo funestato da rigurgiti nazionalisti.

11 commenti:

Bene ha detto...

Già le Tigri Tamil avevano assassinato Rajiv Gandhi (più volte primo ministro indiano) nel 1991...la prima avvisaglia di questa grossa crisi, insomma. Speriamo che si risolva in qualche modo :(
Meno male che c'è la Rete, in ogni caso, e qualcuno che la tiene "viva"!

Il Blog | Attualità | Psicologia ha detto...

Il fatto che i media trascurino certe situazioni è allarmante ed è frutto di una sorta di ipocrisia di base per cui solo quello che tira di più deve essere proposto, siamo tutti utenti/consumatori...

Il Blog | Attualità | Psicologia

Gianluca Pistore ha detto...

OFF TOPIC:
Ciao, ti ho dedicato il premio Dardos:
Questo premio è destinato a chi, con il suo blog, "ha dimostrato impegno nel trasmettere valori culturali, etici, letterari o personali".

ti aspetto su:
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Un saluto ed a presto!

Crocco1830 ha detto...

Lo Sri Lanka è troppo lontana, dagli interessi delle grandi nazioni e dei poteri economici e politici.
Il dramma umanitario non tocca nessuno, senza toccare il portafogli.

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

E' davvero un panorama terribile. Zimbawe, SriLanka (dove la guerra civile non é come hai sottolineato tu un avvenimento dell'ultima ora...) e tante altre gravissime realtà in Africa e nel mondo. Una volta l'ONU aveva forse più prestigio e riusciva a fare qulcosa in più in questi casi ma oggi l"ONU ripeto é come il palazzo in cui risiede: ossia un'organizzazione di vetro, che al minimo movimento va in frantumi.

Ale ha detto...

speriamo in una breve risoluzione..

Franca ha detto...

Una delle tante guerre dimenticate...

pabi71 ha detto...

Le guerre mondiali non si sono fermate a 2, sono 3, solo che si svolgono in vari paesi, troppi, ma che non suscitano interesse.
E' una vergogna.

pabi71 ha detto...

P.S.
mi sono iscritto su facebook da un paio di giorni, non ti trovavo, poi ho trovato il gruppo del tuo blog, io li ho il mio nome
http://www.facebook.com/people/Paolo-Biserni/1499114575
Ciao a presto.

tommi ha detto...

@pabi
non uso facebook per motivi personali, lo trovo geniale per dare pubblicità ad eventi ed iniziative.
Se ti va iscriviti pure al gruppo Blog Internazionale su facebook!

NoirPink - modello PANDEMONIUM ha detto...

E purtroppo sempre più bambini si contano tra le vittime e tra i soldati...
http://noirpink.blogspot.com/2009/02/bambino-morto-che-cammina-6000-piccoli.html