venerdì 27 febbraio 2009

Myanmar Undercover/1

Vista la completa mancanza di informazione su ciò che accade in Birmania (o Myanmar che dir si voglia), ho deciso di dare spazio ad un servizio fatto da una delle giornaliste vanguard più attive ed in gamba di current: Laura Ling.
Questa inchiesta (suddivisa in 5 pod) risale all'inizio del 2008, dopo che il Mondo rimase scosso di fronte alla brutale repressione del settembre 2007 messa in atto dalla giunta militare nei confronti dei monaci buddhisti, ma prima del disastro ambientale provocato dal ciclone Nargis nel maggio 2008.
Ciò che più risalta è l'isolamento pressoché totale entro cui è costretta la popolazione birmana chiusa sia dall'ottusità della giunta che la governa sia dalle restrizioni e dalle sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti e da parte della comunità internazionale per mettere sottopressione il governo ma che, come spesso accade, hanno finito per punire proprio la popolazione civile.

I pod successivi potrete vederli nei prossimi giorni.
Stay tuned.

3 commenti:

ale1980italy ha detto...

Ho viaggiato in Myanmar per 4 settimane. Senza dubbio la giornalista non dice nulla di falso. Ma enfatizza molto alcune cose che, a dirla tutta, non sono eccezionali.
Il visto serve per quasi tutti i paesi del mondo.
Un visto per gli SUA non è meno "pugnettoso" di uno per il Myanmar.
Certo, che i giornalisti in Myanmar non sono bene accetti è verisimmo.
Il turismo in Myanmar è scarsissimo, ma la "colpa" a mio avviso non è solo della dittatura militare. Anzi. L'opposizione democratica, con la "signora della democrazia" in testa, chiede di boicottare il turismo per non far incassare soldi al governo. Dicono: non andate in Myanmar finchè ci sarà la dittatura. lo stesso chiedono tante organizzazioni internazionali. Lo stesso CTS italiano boicotta il Myanmar. A mio modestissimo avviso, nulla di piu' errato. Un paese chiuso si puo' aprire anche con il contatto con gli stranieri. Un paese povero puo' tirarsi su anche con i soldi del Turismo. Evitando gli alberghi di stato si possono minimizzare i soldi per forza di cose vanno a finire nelle tasche del governo (i soldi del visto, tasse aeroportuali, 1dollaro di tasse su ogni notte di albergo, ecc). Viaggiando informati, si lasciano la maggior parte dei soldi nelle tasche della povera gente.

Il boicottaggio internazionale al Myanmar è schifoso, perchè come al solito chi ci rimette è la popolazione, i civili, che non hanno una lira. L'oligarchia al potere è sempre li.
I boicottaggi economici generalmente sono del tutto inutili a cacciare i governi indesiderati. Anzi, spesso li radicalizzano. Inoltre, per le armi i nostri paesi (Italia, Francia, Inghilterra, ecc) sanno benissimo come aggirare l'embargo: vendono pezzi di armi, elicotteri, eccetera all'India o alla Cina, dove le varie parti vengono assemblate e vendute al governo birmano in cambio di pietre preziose (rubini e via dicendo), di cui il Myanmar abbonda.
The Show must go on.

tommi ha detto...

Grazie per la preziosa e interessante testimonianza, Ale!
Sono d'accordo con te su embargo e boicotaggi vari. tant'è che non ero favorevole nemmeno al boicottaggio delle olimpiadi cinesi proprio perché, come dici giustamente tu, "un paese chiuso si puo' aprire anche con il contatto con gli stranieri. Un paese povero puo' tirarsi su anche con i soldi del Turismo".

ale1980italy ha detto...

Come sai, nel caso delle Olimpiadi di Pechino ero (e continuo ad essere) convinto che permettere di organizzare le olimpiadi a un paese del genere sia stato un errore.
Le olimpiadi rappresentano determinati valori, valori non condivisi nei fatti dalla RPC, per cui non aveva senso concedergli questa ennesima opportunità di propaganda.
Negativa, a mio avviso, è stata anche la presenza di tanti leader occidentali (paesi sedicenti democratici) alla cerimonia di apertura.
Tra l'altro, Pechino è proprio il principale regime a sostenere diplomaticamente e economicamente lo squallido regime birmano. Uno dei regimi piu' schifosi al mondo.

Ma, in definitiva, il Myanmar è una piccola Cina.

Come in Cina, in Myanmar ci sono moltissime minoranze etniche, tutte schiacciate senza pietà, con la violenza, ammazzando e torturando. Tanto i giornalisti occidentali non sono invitati a testimoniare. I giornalisti occidentali sono invitati solo nel teatrino di Pechino, a gustarsi lo spettacolo degli atleti del regime.

Fondamentalmente, Myanmar e RPC sono due regimi simili, dittatoriali e senza pietà, senza nessun rispetto per la Libertà e per i Diritti Umani, che praticano (dietro la retorica della sicurezza, della lotta al terrorismo e della "società armoniosa") la dittatura dell'etnia maggioritaria sulle altre.
Ma Pechino si può permettere di sconsigliare vivamente, con ricatti economici, ai leader dei paesi occidentali persino di incontrare il Dalai Lama, e di essere considerato un paese "normale". Perchè economicamente tiene per i coglioni gli SUA e tutto l'occidente.

Il Myanmar no. Il Myanmar deve campare delle briciole di Pechino.