giovedì 16 aprile 2009

Può un semplice ombrello salvare il pianeta?

Articolo di Alice Bertola, laureata al Politecnico di Milano come Product Designer.

Fra pochi giorni, il 22 Aprile, inizierà la Settimana del Design di Milano, una delle più famose fiere di design del mondo. Sei giorni in cui progettisti, aziende e università da ogni parte del globo si ritroveranno per presentare gli ultimissimi progetti di loro produzione.
Da anni il tema dell’ ecodesign è sempre più presente al cosiddetto “Salone”: design fatto di materiali riciclati, biomateriali, progetti realizzati con impianti “verdi”, con energie rinnovabili, prodotti di riuso e riciclo. Ci si aspetta che quest’anno il “green” sia davvero il trend trainante dell’intero evento perché questo significherebbe per una disciplina usata e bistrattata, fino a diventare sinonimo di “oggetti-belli-ma-assolutamente-inutili”, di poter ristabilire la sua originaria responsabilità: creare prodotti utili, funzionali e intelligentemente pensati.

Molte sono le vie per il “green” che i designer possono intraprendere alla base della quale c’è un dibattito molto acceso su cui spesso gli esperti ritornano: fare design ecosostenibile significa progettare prodotti durevoli, resistenti (come la FordT, un'auto per tutta la vita)? O significa prendere coscienza del fatto che il consumo è divenuto un fenomeno rapido, in cui le persone vogliono continuamente cose nuove, e allora è necessario fare prodotti che soddisfino questi desideri, ma facendolo in modo intelligente – per esempio con sistemi produttivi, materiali e tecniche a basso (o nullo) impatto ambientale?
Parrebbe che entrambe le soluzioni siano corrette. La prima un po' più utopica, la seconda un po' più realistica. Ci sono poi progetti che si collocano su una strada intermedia.
OMBreLLO the reusable è uno dei progetti di green design che verrà presentato alla Settimana del Design: un ombrello riutilizzabile progettato dalle designer italiane Alice Bertola e Barbara Civilini. OMBreLLO the reusable vuole dare il suo piccolo contributo per rendere il mondo più verde, sensibilizzando la società sulla tematica del riutilizzo per abbattere la quantità di rifiuti prodotti inutilmente.

La scelta dell’ombrello come oggetto di studio è stata dettata da una analisi dei comportamenti della “gente di città”: quest’inverno in tutta Italia ha piovuto (e nevicato) davvero tantissimo, ed è stato possibile osservare quanti ne vengono continuamente usati, rotti e buttati via ogni giorno. L’ombrello è diventato usa-e-getta, sebbene non sia stato pensato per essere tale. E i suoi tempi di smaltimento sono lunghissimi. OMBreLLO the reusable vuole trovare una soluzione a questo problema.

Il progetto consiste in un simpatico ombrello pensato per poter essere riutilizzato dopo che si sarà rotto: un’idea semplice ma efficace per allungare il ciclo di vita di un prodotto d’uso quotidiano, che andrebbe altrimenti ad incrementare quella montagna di rifiuti che sta sempre più invadendo il nostro pianeta.
Il disegno della tela è composto da una serie di cartamodelli che permettono di realizzare delle ghette antipioggia, un coprisellino per la bicicletta o una borsa, con estrema facilità e in tempi brevissimi. Un vero e proprio “fai da te for dummies”.

Il progetto verrà esposto per la prima volta durante la Settimana del Design di Milano, in via Savona 17, con il patrocinio di Legambiente, la più diffusa associazione ambientalista in Italia e il supporto di Lush, EdenExit, Azienda Agricola Contessa, Plose e Monzurò.

4 commenti:

Franca ha detto...

Credo poco in quest'idea.
Un oggetto rotto si tende a buttarlo.
Io sono per i beni durevoli...

Anonimo ha detto...

Sì, di ombrelli "infrangibili" ne hanno inventati parecchi, ma costano attorno ai 200 euro! e chi se lo compra? non tutti sono disposti a spendere quelle cifre..
in questo caso l'ombrello durerà nel tempo, proprio perchè lo si trasformerà in altro!

ale1980italy ha detto...

@O.T.:

Colgo l'occasione per segnalare una mia iniziativa.

Ho inviato un messaggio (che potete leggere qui: http://ale1980italy.wordpress.com/2009/04/18/censura-rai/ )
alla RAI ( http://www.rai.it/contattalarai )

Vi invito a diffondere questo messaggio in ogni modo, a copiarlo e inviarlo alla RAI o a inviare alla RAI un vostro messaggio personale.

Più messaggi di protesta invieremo e più avranno difficoltà a linciare Santoro e Vauro, e dopo di loro probabilmente le altre ultimi voci libere alla RAI (Travaglio, Gabanelli, Crozza…).

Facciamoci sentire!

Redazione Soluzioni Visive ha detto...

La location di questa iniziativa l'ho visitata, e mi è piaciuta molto. Anche l'idea è molto divertente e utile!! Ricicliamo!!!