lunedì 6 aprile 2009

Il G20 rilancia l'FMI.


Il Fondo Monetario Internazionale è un'organizzazione universale nata con la Conferenza di Bretton Woods del luglio 1944 (insieme alla Banca Mondiale e al GATT, oggi WTO).

Dopo la delusione del primo G20 in "versione crisi" tenutosi a Washington lo scorso novembre, in quello appena conclusosi a Londra si è tentato di rilanciare l'FMI per far fronte alle esigenze di quegli Stati che si trovano in gravi difficoltà economiche. In particolare per sostenere quegli Stati che stanno riscontrando un forte deficit della propria bilancia dei pagamenti. Non solo, per l'occasione si è tentato di creare nuovi strumenti di prestito. Infatti, finora questi "acquisti" venivano concessi solo a condizione che gli Stati adottassero politiche improntate alla maggiore liberalizzazione delle transazioni correnti, degli scambi di merci e anche di capitali: praticamente politiche neoliberiste basate sulle teorie occidentali. Proprio queste politiche di condizionalità sono state spesso soggetto di critiche perché sempre uguali, poco tarate sulle situazioni specifiche dei Paesi riceventi e, a volte, addirittura responsabili di crisi anziché di crescita (ad esempio per la crisi del Sud-Est asiatico del 1997 o quella argentina del 2001).
Ma la crisi globale che stiamo attraversando sta facendo saltare questi schemi predefiniti. Molti Stati stanno già bussando alla porta del Fondo e, dopo 30 anni, anche i Paesi sviluppati sono tornati ad avere bisogno di prestiti - su tutti l'Islanda che ha usufruito di un prestito pari al 500% della propria quota presso l'FMI e a bassissima condizionalità per far fronte a problemi di liquidità temporanea.
Come affrontare questa crisi senza precendenti nella storia dell'Organizzazione? Una rivoluzione è parsa necessaria, così il G20 ha deciso di triplicare la dotazione del Fondo: le risorse a disposizione per soccorrere i Paesi in difficoltà verranno portate a 750 miliardi di dollari e verranno emessi 250 miliardi di DSP (la valuta dell'FMI) per far ripartire gli scambi globali. Ma la cosa più importante è la revisione dei prestiti i quali saranno concessi in via più flessibile e perfino senza condizioni ove si dimostri di avere un'economia solida (anche se questa ipotesi mi sembra un controsenso palese).
Il direttore generale dell'FMI, Dominique Strauss-Kahn, ha fatto sapere in un intervento su "Il Sole 24 ore" che le «condizioni dovrebbero essere mirate esplicitamente a risolvere i problemi di fondo di un Paese per non dare l'impressione di un'intromissione», che sia la fine dell'imposizione del cosiddetto Washington consensus?
Altre modifiche riguarderanno l'entità e il tempo di erogazione dei prestiti: essi potranno avere tetti più alti e potranno arrivare anche prima dell'inizio di una crisi (meno male...).

Insomma, in definitiva si è riconosciuto formalmente il bisogno di non far rimanere indietro nessuno poiché, in un Mondo sempre più globalizzato, le economie occidentali non possono permettersi di snobbare i PVS, veri e propri pozzi di risorse per stili di vita sempre più esigenti; inoltre sembra che si sia riconosciuta l'inutilità di imporre politiche neoliberiste in forma indiscriminata e insensata.
C'è da riconoscere il successo di aver manifestato l'esigenza di trovare una soluzione concertata che passi attraverso un'organizzazione internazionale, c'è di buono che i Paesi sviluppati abbiano riconosciuto l'incapacità di risolvere la crisi in maniera unilaterale, c'è di magnifico il riconoscimento del fallimento del capitalismo neoliberista nella sua forma più estrema.
Cosa c'è di negativo? Finora sono solo parole e pagine.

Links: G20, G20 di Londra e documento finale, G8 de La Maddalena, FMI, Banca Mondiale, Organizzazione Mondiale del Commercio, Polonia e Messico chiedono aiuti all'FMI.

3 commenti:

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Forse no, spero. Dobbiamo provare a sperarlo.

Franca ha detto...

"...sembra che si sia riconosciuta l'inutilità di imporre politiche neoliberiste in forma indiscriminata e insensata...

Sarebbe già un bel passo in avanti...

Luca ha detto...

Ciao tommi,
ero passato per un saluto.
Sto un po' giù vedendo e ascoltanto i terremotati.
Ero passato per un saluto.
Un caro abbraccio,
Luca