domenica 3 maggio 2009

The Free Gaza Movement/5.

Ennesimo, ultimo video proveniente dalla realtà di Vittorio Arrigoni, anche e soprattutto quando il silenzio internazionale ci impone una tregua che non c'è. 
Riporto la presentazione al video tratta dal suo blog "Guerrilla Radio".

Curioso a Gaza,
festeggiare il primo maggio marciando dal centro città verso un parlamento ridotto in macerie dai bombardamenti, entro la foresta mobile di bandiere rosse dei partiti politici di sinistra palestinesi, festeggiare i lavoratori su di una terra dove il tasso di disoccupazione a causa dell'assedio israeliano raggiunge il 70% circa.

Un primo maggio vissuto con forti connotazioni da 25 aprile.
Vedere per credere:



Qui il lavoro non è infatti inteso solo come sopravvivenza, ma vera e propria forma di Resistenza.

9 commenti:

Andrea ha detto...

Allora mi chiedo, sarebbe vero che dire che Gaza "un grande campo di concentramento"?
Ma quale campo? Quale concentramento?
Hanno tutto, Israele li rifornisce gratis di ogni ben di Dio nonostante il continuo lancio di razzi. Hamas requisisce il "ben di Dio" per rivenderlo ai residenti. Non sarebbe ora di scriverlo a lettere cubitali?
Non sarebbe il caso di ripetere all'infinito che Hamas ha preso il potere con un colpo di stato ammazzando centinaia di palestinesi di altre fazioni?

Bisogna smetterla di parlare di genocidio di palestinesi!
Quale genocidio?
Secondo l'Ufficio Palestinese di Statistiche la crescita annuale dei palestinesi è tre volte superiore al resto del mondo.
Dal 1997 al 2007 la popolazione palestinese e' aumentata del 40%.
Quale genocidio!
Dal 1948 a oggi sono aumentati più di dieci volte!

Bisogna smetterla di dire che Israele pratica l'apartheid!
Quale apartheid?
Gli arabi israeliani fanno parte della vita di Israele, vivono come tutti gli israeliani, frequentano i cinema, teatri, piscine, scuole, università, sono presenti in Parlamento e nella Corte Suprema.
Quale apartheid?
E già che ci siamo e sta per arrivare il Papa facciamo un paio di conti sui cristiani che vivono da quelle parti:
A Betlemme i cristiani erano, nel 1990, il 60% della popolazione, oggi,dopo 19 anni, il loro numero e' arrivato al 9%. Nei territori ANP i cristiani sono scesi da un 15% all'1%.
Tutti scappati! E la Chiesa non protesta!
In Israele, i cristiani erano 34.000 nel 1948 e oggi sono arrivati a 140.000 nonostante la paura del terrorismo palestinese.
E per restare nell'ambito delle minoranze parliamo anche dei Bahai che hanno un meraviglioso Tempio a Haifa sul Monte Carmelo, Tempio protetto dall'UNESCO per la sua bellezza.
Israele e' l'unico paese in tutto il Medio oriente in cui i Bahai possono vivere indisturbati e rispettati e praticare la loro religione.

Benedetta ha detto...

Io non so davvero come si possa scrivere ciò che ha scritto Andrea. Mi ha colpito in particolare la frase: "Hanno tutto, Israele li rifornisce gratis di ogni ben di Dio nonostante il continuo lancio di razzi".
A parte che non cita nessuna fonte per sostenere la sua tesi, e poi scrivere ciò che ho citato sopra significa sostenere che milioni di persone e mezzi di informazione e organizzazioni internazionali tra cui Amnesty International sono così ingenue da non essersi mai accorti di quanto i palestinesi stiano bene da 70 anni a questa parte.
Cioè...mi sembra davvero troppo. Posso capire che c'è chi voglia difendere Israele a tutti i costi, ma questa è fantascienza.
Come sempre, su Internet non si capisce mai se si scrivono certe cose solo per fare spam o per manie di protagonismo o perchè si sostengono veramente. Spero per Andrea che sia mania di protagonismo, altrimenti è grave.

Andrea ha detto...

Cara Benedetta,
ti invito a documentarti meglio:

http://www.focusonisrael.org/2009/01/21/hamas-aiuti-umanitari/

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=326571

Se non ci fosse stato in questi anni il terrorismo palestinese, e se Arafat avesse accettato le offerte di Oslo, ora esisterebbe da anni uno stato di Palestina con Gerusalemme come capitale!

BC. Bruno Carioli ha detto...

Non mi pare che dalle immagini televisive occidentali filoisraeliane si veda quel bengodi che descrive andrea.

Benedetta ha detto...

Guarda Andrea,
Le tue osservazioni erano troppo esagerate per non poterle confutare.
Io mi documento eccome, leggo di tutto, anche quello che non condivido, anche se, sinceramente, "Il Giornale", non mi sembra granchè come fonte, anche a volerla prendere in considerazione seriamente. L'altro è un sito su Israele che parla di fondamentalismo islamico comparandolo al nazismo, quindi mi sembra una voce tutt'altro che ragionevole...io preferisco ascoltare la voce dei pacifisti israeliani, anche se ormai sono in minoranza.
In ogni caso, non mi sembra che tu, nel tuo commento precedente, parlassi di Oslo o di altre cose, che invece hai tirato fuori adesso. A parte che non mi sembra giusto pensare di risolvere la questione israelo-palestinese continuando a guardare il passato, così non se ne verrà mai a una. La schiera di eccidi e crimini e responsabilità politiche è vastissima sia da parte degli israeliani sia dei palestinesi quindi ragionare così significa essere ciechi e farsi avvolgere ancora una volta da una spirale d'odio e di vendetta senza fine.
Se invece vogliamo e dobbiamo per forza parlare del passato, penso che la gente come te dovrebbe leggere i libri di storia, invece di intortarsi con i reportage dei siti che mi hai citato. Scopriresti che il leader israeliano Rabin, grazie al quale fu portato a termine l'accordo di Oslo, fu assassinato da un fanatico israeliano appartenente all'estrema destra.
E poi, se tu avessi voluto parlare veramente degli accordi di Oslo e di quelli successivi, avresti scoperto che probabilmente sulla responsabilità palestine avremmo avuto dei punti di accordo, ma questo non potrà mai succedere, perchè con la gente come te non c'è dialogo. Per voi approfondire questa questione significa prendere un'ulteriore posizione politica, non occuparsi di un problema che coinvolge la PACE nel MONDO, non so se mi spiego. Non è mica una cosa da poco.
Sai cosa ti dico?Che la gente come te non si rende conto del brutto servizio che fa ad Israele. Siete complici della sua condizione estremamente problematica, perchè in realtà non volete risolverla, volete solo vincere come parte.
Noi, opinione pubblica europea, dovremmo mediare tra le due fazioni, non schierarci e far sì che si ammazzino sempre di più.

Bene@

Andrea ha detto...

Mentre i critici di Israele continueranno sempre a guardare quasi esclusivamente alle carte che hanno in mano gli israeliani e a vivisezionare le loro scelte come se tutto dipendesse soltanto da Israele, i palestinesi continueranno ad avere nelle loro mani il loro destino molto più di quanto non amino ammettere i loro sostenitori. Se i palestinesi vogliono davvero uno stato e la pace con Israele, quello che devono fare è darsi una cultura politica votata all’edificazione della nazione, e non al martirio e al terrorismo jihadista. E tutti coloro che desidererebbero vedere reali progressi in Medio Oriente, anziché spaccare il capello in quattro sulla scena politica del democratico Israele, dovrebbero innanzitutto premere con determinazione per delle vere riforme in campo palestinese, e ripristinare un autentico patto di lealtà tra “il mondo” che vuole la pace e Israele che si assume grandi rischi per ottenerla (vedi disimpegno unilaterale da Gaza nel 2005, "premiato" dal lancio per anni di migliaia di Kassam).

tommi ha detto...

La visita a Roma di Avigdor Lieberman

La prima tappa del tour europeo di Avigdor Lieberman è andata come ci si aspettava. Il 4 maggio a Roma il capo della diplomazia israeliana ha preferito sottolineare il pericolo di un Iran in possesso di tecnologie nucleari piuttosto che parlare della creazione di uno stato palestinese. Inoltre, nel corso della conferenza stampa
congiunta con il ministro degli esteri italiano Franco Frattini, Lieberman ha dichiarato che per un governo in carica da solo cinque settimane è troppo presto per avere dei progetti diplomatici già pronti. Ha promesso, però, di impegnarsi per una situazione stabile e duratura per il Medio Oriente.

Fonte Le Monde - traduzione Internazionale.

Ovviamente sono più dell'idea di Benedetta, però se volete leggere gli ultimi post che ho scritto sulla questione israelo-palestinese, questi sono i link:
http://www.bloginternazionale.com/2008/01/israele-e-territori-palestinesi-sono-in.html
http://www.bloginternazionale.com/2009/01/gli-illeciti-internazionali-di-israele.html

sytry82 ha detto...

Curioso ... il nostro di Parlamento è già da tempo che è ridotto in macerie ... e senza bisogno di bombardarlo.
POTERE AL DUBBIO!

paolo ha detto...

allora tutti quei ragazzi che spendono il loro tempo, le loro energie, la loro forza e la loro vita li, sono tutti una massa di invasati mentali fuori di testa che filmano degli attori che fanno finta ndi sparare a zero sui contadini(finti anche loro)... andrea è la prima volta che scrivo da qualche parte e sono contento di iniziare a mandarti a fare in culo proprio a te...
chiedo scusa a tutti i partecipanti alla discussione....