A luglio riprende la rubrica Ambientiamoci dopo la sosta forzata di giugno e per l’occasione ho deciso di riportare il paragrafo della dichiarazione “Leadership responsabile per un futuro sostenibile” che fa riferimento ai cambiamenti climatici (Cambiamenti climatici e ambiente – lotta ai cambiamenti climatici) pubblicata a termine della prima giornata – 8 luglio – dei lavori del G8 dell’Aquila. “Come mai?” vi chiederete. Un po’ per informazione – visto il poco spazio riservato dai media italiani all’argomento, più impegnati ad incensare l’organizzazione che ad altro – un po’ per monito. Infatti il prossimo dicembre (7-18) si terrà la “nuova” Conferenza delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici a Copenhagen che dovrebbe sostituire e rafforzare gli impegni presi a Kyoto. Conoscere gli impegni presi formalmente in questo G8 potrà essere un buon metodo di pressione affinché vengano mantenuti.
“63. Questo è un anno cruciale per intraprendere a livello globale azioni rapide ed efficaci per combattere i cambiamenti climatici. Sottolineiamo l'importanza della decisione presa nell'ambito della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite contro i Cambiamenti Climatici (UN Framework Convention on Climate Change - UNFCCC) di avviare concretamente i negoziati per raggiungere un accordo globale ed inclusivo per il post-2012 entro la fine del 2009 a Copenaghen, come stabilito dalla Conferenza di Bali nel 2007. Dobbiamo cogliere questa decisiva opportunità per raggiungere un ambizioso consenso globale.
64. Riaffermiamo il nostro impegno nell'ambito dei negoziati dell‟UNFCCC per il raggiungimento di un accordo globale, inclusivo e ambizioso per il post 2012 a Copenaghen, che coinvolga tutti i paesi e sia in linea con il principio delle responsabilità comuni ma differenziate e delle rispettive capacità. In questo contesto, sottolineiamo l'importanza del contributo del Foro delle Maggiori Economie su Energia e Clima (Major Economies Forum on Energy and Climate - MEF) per raggiungere un risultato positivo a Copenaghen. Chiediamo a tutte i Paesi che partecipano all'UNFCCC e al Protocollo di Kyoto di assicurare che i negoziati che si svolgano in tali ambiti si concludano con un accordo globale, coerente ed efficace dal punto di vista ambientale.
65. Riaffermiamo l'importanza del lavoro svolto dall'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), in particolare il IV Rapporto di Valutazione, che costituisce la valutazione più completa della comunità scientifica. Prendiamo atto dell'opinione scientifica ampiamente condivisa che l'aumento medio della temperatura globale al di sopra dei livelli preindustriali non dovrebbe superare i 2°C. Visto che tale sfida globale può essere affrontata solo con una risposta globale, reiteriamo la nostra volontà di condividere con tutti i paesi l‟obiettivo di raggiungere una riduzione di almeno il 50% delle emissioni globali entro il 2050, riconoscendo che ciò implica che le emissioni globali dovranno raggiungere il picco prima possibile e poi decrescere. All'interno di questo processo, siamo favorevoli anche a un obiettivo dei paesi industrializzati di ridurre le emissioni di gas serra nel loro insieme dell' 80% o più entro il 2050 rispetto al 1990 o ad anni più recenti. In coerenza con questi ambiziosi obiettivi di lungo termine, adotteremo significativi obiettivi aggregati ed individuali di riduzione di medio termine prendendo in considerazione che gli anni di riferimento possono variare e che gli impegni devono essere comparabili fra loro. In modo simile, le maggiori economie emergenti devono intraprendere azioni quantificabili per ridurre le emissioni in modo aggregato significativamente al di sotto dello scenario business as usual, rispetto ad un anno determinato.
66. Riconosciamo che la graduale eliminazione degli idro-cloro-fluoro-carburi (HCFC), come previsto dal Protocollo di Montreal, sta conducendo ad un rapido aumento dell'utilizzo di idro-fluoro-carburi (HFC), alcuni dei quali sono dei potenti gas serra. Per questa ragione, lavoreremo insieme ai nostri partner per garantire che la riduzione delle emissioni di HFC venga perseguita nel contesto più appropriato. Siamo inoltre impegnati nell'intraprendere rapide azioni per affrontare altri agenti che alterano il clima come il nerofumo (black carbon). Tuttavia, questo impegno non deve impedirci di effettuare ambiziose e urgenti riduzioni di altri gas serra che durano a lungo nell'atmosfera, che devono restare una priorità.”







14 commenti:
beh..certo che bisogna cogliere le opportunità..anche perchè fra poco non ce ne saranno più..
Oltre al monito mi chiedo se dare loro un monitor decente per mostrare dalle loro torri d'avorio quello che sta succedendo al nostro clima in quella che é anche la loro terra.
Tommi non ho saltato la rubrica Ambientiamoci su Futurbile.
Anzi, ti chiedo scusa. Ho dato solo la priorità per un attimo all'inceneritore che sto combattendo e ai mondiali di Roma.
La posterò quanto prima.
Ci tenevo a dirtelo.Il minimo.
Lu
Attendo con orrore ciò che accadrà a dicembre a Copenaghen...
Tommi pubblico ora Ambientiamoci.
Come promesso e... con un po' di ritardo.
A presto.
Luca
Arrivo tardissimo per rilanciare, ma comunque post molto molto interessante.
Ciao
Il mio solito appello è quello di studiare ed informarmi.
Non conoscete la realtà e, dopo i commenti (molto seri) lasciati di tanto in tanto, posso constatare che di clima sapete ben poco.
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I dati satellitari di giugno:
Giugno 2009 dai dati satellitari +0,01°C dalla norma trentennale
I dati della bassa troposfera ci indicano un mese di Giugno quasi perfettamente allineato alla norma degli ultimi trent'anni. Si tratta anche del mese più fresco dall'Agosto dello scorso anno.
Sono usciti i dati satellitari misurati nella bassa Troposfera, lo strato che ci interessa maggiormente, quello cioè compreso tra gli zero ed i 3000 metri di altezza (dati del sensore satellitare TLT).
Si tratta di dati di notevole interesse climatico, in quanto mostrano un mese di Giugno quasi nella norma (scarto termico di +0,01°C rispetto alla norma trentennale), e si tratta del mese più "fresco" del 2009, con un trend discendente dopo un massimo di +0,35°C toccato in Febbraio.
Questo a dimostrazione di come la crescente fase di Nino sul Pacifico non abbia ancora alcun effetto sulle temperature globali.
Come detto, si tratta del mese più fresco dall'Agosto dello scorso anno, mentre, per quanto riguarda i sensori della media Troposfera (quelli TMT, che esaminano in particolare le temperature attorno ai 5 mila metri di quota), hanno registrato uno scarto termico di -0,16°C, mese più freddo dal Giugno dello scorso anno.
I Poli sono stati entrambi molto caldi, con scarti termici di +0,53°C per il Polo Nord e di +0,49°C per quello Sud, mentre il Nord Emisfero supera in caldo quello Sud (+0,04°C contro -0,02°C).
I primi sei mesi dell'anno hanno registrato uno scarto termico di +0,11°C per il sensori in bassa Troposfera, e di -0,00°C per la media Troposfera, in pratica, il primo semestre 2009 risulta allineato alla norma trentennale.
Da notare come Giugno sia stato molto freddo negli Stati Uniti, che hanno presentato uno scarto termico medio di -0,33°C.
Fonte: meteogiornale.it
Come cantava Mina:
Parole, parole, parole, soltanto parole....
Infatti: le parole di chi non conosce l'argomento e commenta senza snocciolare dati e monitorare realmente il nostro clima. Purtroppo è questa la realtà quotidiana nella desolante ignoranza della gente comune!
A proposito: come stanno i ghiacci marini artici ed antartici?
Meglio delle attese i primi, sempre oltre la norma (media trentennale presa in riferimento dall'uomo) i secondi.
Ed ora un approfondimento sul ruolo del Sole (e delle stelle in generale) sulla troposfera e sul clima dei pianeti (Terra compresa):
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Sembrerà incredibile, ma la moderna meteorologia ancora non è in grado di spiegare con assoluta chiarezza il meccanismo di formazione delle goccioline che vanno poi a formare le nubi. Certo sappiamo bene che quando aria abbastanza umida è costretta, per un qualche motivo, a salire verso pressioni minori (e quindi a minor temperatura), l'umidità presente nella massa d'aria condensa e dà origine alle nuvole. Ma affinché questo avvenga sono necessari anche i nuclei di condensazione, micro particelle conosciute anche col termine aerosol, che permettono la formazione prima dei droplets, minuscole goccioline sospese nella troposfera, e poi, per coalescenza, dei raindrop, le vere e proprie gocce di pioggia. Senza i nuclei igroscopici la formazione delle gocce potrebbe avvenire solo in condizioni estreme di sovra-saturazione (intorno all'800%) o di temperature estremamente basse (intorno ai -40°C). Capite bene che se così fosse vedremmo ben raramente nuvole o piogge!
Ma il modo in cui dai nuclei igroscopici e dall'umidità dell'aria si formano i vari tipi di nube è ancora non del tutto chiaro. Non è certo questo il luogo per approfondire tali problematiche di natura fisica e chimica estremamente complesse. Basti dire che questi meccanismi sono molto complicati e ancora non del tutto compresi. Un contributo alla cognizione di tali processi viene da uno studioso danese, Henrik Svensmark, che da molti anni lavora intorno ad una teoria davvero affascinante. Egli infatti ha cercato di mettere in relazione il Sole, i Raggi Cosmici, le Nubi basse e la Temperatura del nostro pianeta. Un'impresa mica da poco! Tanto che il prestigioso CERN ha deciso nel 2006 di dare vita ad un progetto, denominato CLOUD, finalizzato appunto alla verifica sperimentale della teoria di Svensmark. I risultati saranno noti solo dopo un periodo di 5/8 anni.
Secondo Svensmark l'enorme energia dei CR (cosmic rays), rilasciando elettroni ad altissima velocità nell'aria, incoraggia l'unione delle molecole fino a produrre quelle micro-particelle in grado di evolvere poi nei droplets necessari alla formazione delle nubi. Questo è proprio ciò che il CERN sta cercando di studiare, utilizzando una cloud chamber per esaminare il collegamento tra i CR e la formazione nuvolosa. È la prima volta inoltre che si utilizza un acceleratore di particelle (Proton Synchroton) per studiare l'atmosfera e il clima. Gli scienziati del CERN affermano che i risultati potrebbero modificare radicalmente la nostra conoscenza delle nuvole e del clima.
In effetti se tale collegamento (link) venisse dimostrato,
si potrebbe stabilire un rapporto davvero stretto tra attività elettromagnetica del sole, quantità di CR che impattano sulla Terra, entità della nuvolosità bassa sul pianeta e infine temperature medie globali. In poche parole a periodi di bassa attività solare corrisponderebbe la possibilità di una maggiore penetrazione dei CR sulla Terra, i quali favorirebbero la formazione di nubi basse che da tempo ormai sono note per il loro forte potere raffreddante, al contrario delle nubi alte.
Ma ora è giusto fermarci qui per non mettere troppa carne sul fuoco, rimandando ad un altro capitolo la continuazione della spiegazione di questa seducente teoria.
Fonte: http://www.meteogiornale.it/news/read.php?id=20705
Caro Anonimo, ormai vedo che hai scelto questo luogo per controbattere e rilanciare. Sono molto interessanti le informazioni che ci dai ma purtroppo non sono sufficienti per farci credere che tutto ciò che da più di 30 anni si è tentato di far capire siano solo teorie per far soldi, anzi, al contrario, a questo scopo sarebbe molto più facile sputare addosso al cambiamento climatico per lasciare imprese aziende e privati nella loro attuale condizione di divoratori di energia e risorse.
In ogni caso sarebbe molto bello se un giorno volessi presentarti e magari darci qualche indicazione in più sulle tue competenze.
A presto,
tommi
Tommy,
io non scriverei qui, di tanto in tanto, se non capissi che vi è una certa dose di intelligenza.
Mi piace il lavoro che fate e, proprio in virtù delle capacità che palesate, vi offro qualche stimolo con la speranza che tutti voi possiate realmente approfondire l'argomento. La vicenda clima è estremamente complessa e vi posso assicurare che le cose non stanno affatto come quotidianamente ci raccontano.
Oggi vi fornisco un resoconto dettagliato su quanto accadeva un anno fa e sulla bufala che è stata montata ad arte:
http://www.svipop.org/sezioniTematicheArticolo.php?idArt=368
Se vi interessa, poi, vi fornisco una serie di link interessanti sulla meteo e sul clima.
alcuni sono molto preziosi e fatene buon uso per studiare e conoscere:
http://www.meteociel.fr/modeles/gfse_cartes.php
http://www.3bmeteo.com/
http://meteolive.leonardo.it/
http://www.natice.noaa.gov/ims/
http://arctic.atmos.uiuc.edu/cryosphere/
http://www.ijis.iarc.uaf.edu/en/index.htm
http://www.wetterzentrale.de/topkarten/fsavnmgeur.html
http://www.centralemeteo.com/spaghi_province/spaghi2.htm
http://www.cpc.ncep.noaa.gov/
http://nsidc.org/data/seaice_index/
http://www.icram.org/Acrobat/Libro/Mare%202000/File%20pdf/Silenzi%20&%20Antonioli.pdf
http://arctic.atmos.uiuc.edu/cryosphere/iphone/images/
http://vortex.plymouth.edu/gifs/
http://www.wpsmeteo.it/index.php?ind=news&op=news_show_single&ide=760
http://www.noaa.gov/index.html
http://vortex.plymouth.edu/
http://www.meteopadova.it/teleconnessioni.htm#North%20Atlantic%20Oscillation%20(NAO)
http://www.remss.com/msu/msu_browse.html
http://www.climatemonitor.it/
Ciao!
caro anonimo,
anzitutto ti ringrazio per gli apprezzamenti e la stima.
ho iniziato a dare un'occhiata ai tuoi link. ma già dal primo ho capito che siamo sempre nella sfera dell'interpretazione più che della scienza.
a tal proposito ti voglio segnalare un articolo interessante uscito oggi (28 agosto 2009) su Internazionale: "Lo scienziato ribelle". James Hansen, uno dei climatologi più importanti del mondo, studia l'argomento dal 1981 e oggi, vista la gravità, ha deciso di impegnarsi in prima linea.
Hansen, tanto per intenderci, lavora per la NASA - http://www.giss.nasa.gov/staff/jhansen.html
Ciao.
Tutti i link riportati sono scientifici, ed alcuni rimandano agli enti più rinomati al mondo in ambito climatico, con gli scienziati più illustri.
Anche l'interpretazione fa parte della scienza e, del resto, proprio su interpretazioni si basano i rapporti del'IPCC.
Purtroppo, in quest'ultimo caso, mi tocca affermare che tutti i rapporti dell'IPCC si sono rivelati profondamente errati.
In ogni caso i dati dei sensori satellitari non si possono smentire, così come le immagini inviate. Non si può smentire nemmeno la climatologia, la geologia e la paleontologia, con i resti di piante ed animali tropicali in aree polari.
Che ne pensate di ciò che trovate qui dentro ...
http://www.climatemonitor.it/?p=3756
... e soprattutto qui?:
http://wattsupwiththat.com/2009/09/01/dr-syun-akasofu-20-points-of-context-on-global-warming-politics-and-the-economy-of-the-world/
Si tratta di un complotto globale, è spiegato benissimo su questo sito http://domenico-schietti.blogspot.com
Sono tutti d'accordo a boicottare la Serpentina di Schietti e quindi si tratta di un complotto per cambiare il clima.
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