lunedì 6 luglio 2009

Dal Tibet allo Xinjiang: Pechino deve cambiare politica.

Nuova rivolta etnica e nuovo bagno di sangue in Cina. Questa volta gli scontri si sono avuti tra gli Uiguri di religione musulmana, presenti in maniera considerevole nella Regione Autonoma Uigura dello Xinjiang (Nord-Ovest della Cina) ma minoranza nel Paese, e il gruppo etnico Han che costituisce circa il 90% della popolazione cinese (nonché il 12% della popolazione mondiale).
Domenica 5 luglio a Ürümqi, capitale dello Xinjiang, proteste violentissime hanno portato ad una situazione che non si vedeva da decenni nella Repubblica Popolare Cinese: almeno 156 morti e circa 1.800 feriti (aggiornamento 7 luglio 2009). Tra questi molti Cinesi Han ma anche Uiguri e appartenenti ad altre minoranze etniche. L'agenzia di stampa Nuova Cina ha fatto sapere che i manifestanti di etnia uigura "si sono illegalmente riuniti in diversi angoli della città e hanno cominciato a colpire, distruggere, saccheggiare e incendiare". Alcuni cittadini cinesi sono riusciti ad aggirare la censura che ha colpito, tra gli altri, anche Twitter e hanno caricato immagini e descrizioni della rivolta.
Ora però sembra essere tornata la calma dopo che migliaia di manifestanti sono stati arrestati dalle forze dell'ordine e poliziotti paramilitari hanno preso il controllo della zona meridionale della regione.

Diversi video sono stati caricati in rete e inseriti nei siti dei maggiori quotidiani occidentali (Guardian, Le Monde tra gli altri).


In questo video, la notizia e le immagini riportate dalla televisione pubblica. Secondo Pechino, le prosteste sono state manovrate dai dissenti uiguri in esilio tramite l'incitamento alla violenza in appelli postati su internet. Essi avrebbero quindi attaccato deliberatamente i Cinesi di etnia Han.


In quest'altro video amatoriale, e per questo confuso, si può notare come la rivolta sia stata numericamente consistente, "dettaglio" non visibile dalle immagini di Stato. Secondo il World Uighur Congress, gli Uiguri stavano manifestando pacificamente in seguito all'episodio che ha visto il coinvolgimento e l'uccisione di due lavoratori uiguri avvenuta all'interno di violenze etniche circa una settimana fa nel Guangdong. Sempre secondo il Congress, la polizia ha sparato sui manifestanti e alcuni Uiguri sono stati schiacchiati da mezzi corazzati nei pressi dell'Università di Xinjiang.

Episodio a parte, anche in questo caso, il problema principale sembra essere la politica di sinizzazione (e di discriminazione economica e politica) del governo centrale - identica a quella attuata in Tibet - che crea tensioni tra le varie minoranze e la crescente popolazione di etnia Han. Pechino incoraggia da decenni la migrazione di Cinesi Han che oggi rappresentano il 40% della popolazione dello Xinjiang contro il 5% negli anni Quaranta.

5 commenti:

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

La Cina non sopporta chi minoranza per giunta, vuole esere libero ed indipendente.

il Russo ha detto...

Mentre tu postavi questo pezzo, il presidente del consiglio di un paese occidentale che si definisce democratico, riceveva con tutti gli onori del caso il capo di stato cinese trovandosi in perfetta sintonia....

Javier Solera ha detto...

Hello. Sorry for comment in English, because of my ignorance of your beautiful language.
Today the Spanish diaries gave the number of 198 dead (aprox.) official Chinese Government figure!¡ What is the actual figure?
And how is it possible to maintain a politic of total inmobility during sixty years? It not exist a regeneration movement into the Chinese population? They don't want no change?
Excellent article, even though the subject is so awful.
Salute from Spain.

salpetti ha detto...

Tommi, come ho detto nel mio blog, laggiù si muore e si violano i diritti umani, mentre qui da noi, in Italia, Hu Jintao mangia tranquilllamente un gelato per le vie di Roma come se nulla fosse.

Per di più è stato lodato dal nostro Presidente del Consiglio...
Uniche parole di disappunto quelle di Napolitano che si è, però, limitato a fare n richiamo generico sui diritti umani...

I morti sono aumentati, così come i feriti e il numero delle persone arrestate...
Speriamo che qualcuno della comunità internazionale intervenga e che non si mettano ancora uan volta gli interessi economici davanti a quelli umanitari e sociali.

Un caro saluto!
salpetti

tommi ha detto...

@il Russo: lo trovo semplicemente scandaloso, ma dubito che anche gli altri 7 faranno qualcosa nei prossimi giorni...
L'unica speranza riguardo il nostro Paese è quella avanzata oggi dal Guardian: far uscire l'Italia dal G8 per far posto alla più avanzata Spagna. Ce lo meriteremmo.

@Javier Solera: Welcome to Blog Internazionale, Javier! Thank you very much for your comment; it's always a pleasure to receive appreciations from people that even don't speak italian: I hope you understood everything.
I updated the number of people dead and wounded but they're still counting.
I hope you'll be back soon,
I return the greeting to your beautiful Country.

@salpetti: non posso che concordare con il disappunto che hai espresso nel tuo blog e nuovamente qui. Purtroppo Napolitano più di così non credo potesse fare, lo scandalo nasce dal silenzio dell'intera squadra di governo (dov'è finita la combattiva Lega Nord? Non era in prima linea nel difendere i Tibetani?) e dal Parlamento (composto da centinaia di individui pagati per non fare il loro lavoro).

Ciao a tutti e grazie!
tommi