martedì 29 settembre 2009

Ha vinto Angela Merkel.

Niente più Große Koalition in Germania.
Dopo quattro anni di convivenza tra cristiani e socialisti, la solida democrazia tedesca premia il buongoverno di Angela Merkel a dispetto del suo ex Ministro degli Esteri e candidato premier dell'SPD, Frank-Walter Steinmeier.
Il partito della PM uscente (Union), seppur in flessione (33,8% - 239 seggi su 622), potrà allearsi con i più affini liberali della FDP (14,6% - 93 seggi) che, al contrario, hanno raggiunto il loro massimo storico.
Disfatta totale per la SPD (in controtendenza rispetto ai partiti socialisti di mezzo mondo) che perde più di dieci punti percentuali e ben 76 seggi. Punti che sembrano essersi riversati all'estremità; infatti comunisti e verdi raggiungono rispettivamente l'11,9% e il 10,7% ossia, se sommati, praticamente gli stessi seggi della SPD (Linke+Grüne 144; SPD 146 seggi).

La stabilità di Merkel si è rivelata vincente in un periodo di crisi e di incertezza come quello che hanno vissuto e stanno vivendo i tedeschi; per una volta è stata premiata la persona a dispetto di un programma: la sicurezza dei fatti alle promesse di un futuro più regolamentato.
In una grossa coalizione come quella avutasi in Germania non c'era un partito da punire ma una persona da premiare.

Qui potete trovare i risultati in dettaglio e confrontarli con quelli delle passate elezioni.

sabato 26 settembre 2009

Un mondo senza armi nucleari?

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite appena conclusosi (24 settembre) a New York ha approvato all'unanimità la risoluzione 1887 presentata dagli Stati Uniti d'America in favore del disarmo e della non proliferazione nucleare.

L'inizio della fine della corsa agli armamenti nucleari ebbe inizio con il processo di distensione dei rapporti fra Usa e Urss. Nel gennaio del 1967 l'allora presidente americano Lyndon Johnson lanciò una proposta di negoziato per la riduzione degli armamenti nucleari che venne recepita positivamente ma con scetticismo dai sovietici. Essi vennero successivamente ribattezzati Salt, Strategic Armaments Limitation Talks, cioè “negoziati per la limitazione degli armamenti strategici”. La situazione si sbloccò solo il primo luglio 1968 quando venne firmato il Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp) il quale proibì agli Stati firmatari privi di armamenti nucleari di procurarseli. Questo, però, non li privò del diritto inalienabile di dotarsi dell'energia atomica per scopi civili. Anzi, gli Stati già nucleari si sarebbero impegnati a fornire il know-how necessario a tale scopo sotto il controllo dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA). Gli Stati che facevano parte del club nucleare erano inzialmente tre: Usa, Urss (poi Federazione Russa) e Gran Bretagna. Nel 1992 si aggiunsero Francia e Cina. Attualmente però vi sono ben quattro Stati che, pur non aderendo al TNP sono in possesso di tali armamenti: India, Pakistan, Israele e la “neopromossa” Corea del Nord - che lo sottoscrisse nel 1985 ma vi uscì nel 2001.

Gli accordi Salt I vennero effettivamente firmati il 26 maggio 1968 durante la prima visita ufficiale che un presidente americano - Nixon - avesse mai compiuto nella capitale sovietica. L'intesa portò solo ad una regolamentazione delle forze (non un vero e proprio disarmo, dunque) poiché stabiliva i tetti entro i quali ciascuna potenza si sarebbe dovuta mantenere nei successivi cinque anni.

L'ultimo vertice degli anni della distensione ebbe luogo fra Brežnev e il successore di Nixon (dimessosi in seguito allo scandalo Watergate), Gerald Ford, a Vladivostok, il 23 e 24 novembre 1974. Esso decretò il principio di eguaglianza fra Usa e Urss (in termini di testate possedute), riaffermato e reso definitivo solo nel giugno 1979 a Vienna quando Brežnev incontrò anche Jimmy Carter.

Questa situazione rimase pressoché invariata fino all'avvio della presidenza Bush (padre) quando ebbe inizio la fase conclusiva del processo di smantellamento dell'arsenale militare della guerra fredda. George Bush e il presidente sovietico Michail Gorbačëv si incontrarono a Washington e Camp David nella primavera del 1990 e misero a punto i termini del trattato che i negoziati Start, Strategic Arms Reduction Treaty, avrebbero dovuto completare: riduzione del 50 per cento delle rispettive forze nucleari e distruzione dell'arsenale chimico. Il negoziato venne firmato il 31 luglio 1991 (Start I) a Mosca e diede l'avvio ad una nuova era delle relazioni internazionali. A questo accordo iniziale se ne aggiunse un secondo nel dicembre del 1992 definitivamente modificato nel 2001 che portò alla riduzione dell'80 per cento delle armi nucleari in circolazione.

Ultima versione sono gli accordi Sort, Treaty on Strategic Offensive Reductions, firmati a Mosca il 24 maggio 2002 da George Bush (figlio) e Vladimir Putin dove sia Stati Uniti che Russia si impegnano a ridurre le proprie testate tra le 1.700 e le 2.200 entro il 31 dicembre 2012.

E ora? Sembra che il presidente americano Barack Obama abbia deciso di cambiare strategia rispetto a quella tenuta dal suo predecessore. Infatti la politica seguita dalla nuova amministrazione sembra più simile a quella del buon esempio di Carter che a quella incoerente di Bush (figlio) e del suo scudo antimissile che aveva nuovamente posto l'arma nucleare al centro della dottrina difensiva americana. Secondo le intenzioni di Obama, ridurre concretamente l'arsenale americano spingerà il resto della comunità internazionale a seguire l'esempio e sostenere la politica americana di prevenzione della proliferazione. Quale occasione migliore dunque, - il G20 allargato - per smascherare le vere intenzioni di Mahmud Ahmadinejad e costringere in un angolo l'Iran e il suo progetto nascosto (impianto di Qom che potrebbe ospitare 3000 nuove centrifughe) di arricchimento dell'uranio?

Poco importa quindi se la politica seguita nei confronti della repubblica islamica sia simile nei modi a quella di Bush se ciò che spinge l'odierna amministrazione americana ad agire è reale e sincero. Coreani e iraniani - forse - si sentiranno più soli e imbarazzati di fronte alla coerenza americana e un mondo senza armi nucleari, seppur lontano nel tempo, potrebbe essere più concreto.

martedì 22 settembre 2009

The Age of Stupid.


Il 22 settembre si è tenuta in contemporanea in oltre 45 paesi e 550 cinema la prima del film sui cambiamenti climatici: The Age of Stupid.
The Age of Stupid - letteralmente l'Era degli Stupidi - è un film/documentario e di animazione ambientato nel 2055. In un mondo devastato, Pete Postlethwaite (nomination agli Oscar) interpreta un anziano, che si trova a riguardare filmati di archivio del 2008 e a chiedersi: perché non abbiamo fermato il cambiamento climatico quando ne avevamo la possibilità?
Cazzo, spero di non dover essere in grado di rispondere.

Per ulteriori informazioni: WWF.
Ad ottobre si apre la possibilità di organizzare visioni indipendenti anche in Italia. Diamoci una mossa!
Ringrazio Suburbia di MemoRandom per avermi messo a conoscenza dell'evento.

Vi lascio col trailer sottotitolato in italiano.

lunedì 21 settembre 2009

L'OSCE ammonisce Berlusconi.

Miklos Haraszti, rappresentante dell'OSCE per la libertà di informazione, ha esortato il Primo Ministro Silvio Berlusconi a ritirare le cause civili intentate contro i quotidiani La Repubblica e l'Unità.
In una lettera indirizzata al Primo Ministro, Haraszti ha espresso preoccupazione in merito alla cifra di 3 milioni di euro che Berlusconi ha chiesto come risarcimento danni morali ai due quotidiani per gli articoli pubblicati a luglio e agosto. In alcuni di essi venivano poste domande sulla sua condotta in qualità di pubblico ufficiale e sul suo abuso di potere sui mezzi di informazione italiani.

"Porre persistentemente delle domande, anche di natura politica, è un importante strumento della funzione correttiva dei media" ha scritto Haraszti a Berlusconi.

Haraszti ha sottolineato che in diverse occasioni la Corte europea dei diritti umani ha ritenuto che i pubblici ufficiali dovrebbero mostrare un maggior grado di tolleranza verso la critica rispetto ai cittadini comuni proprio per la carica pubblica che ricoprono e ha invitato Berlusconi a lasciar cadere le denunce per permettere ai media di adempiere alla funzione di watchdog (lett. cane da guardia del potere) che è vitale per una società democratica.

"Il diritto dei cittadini di sapere include inevitabilmente quello dei media di domandare" ha detto Haraszti.

Traduzione dalla notizia originale apparsa il 20 settembre sul sito ufficiale dell'OSCE.

Silvio Berlusconi ha annunciato che aprirà delle azioni giudiziare anche contro El País e Le Nouvel Observateur. I dirigenti del giornale spagnolo, che ha pubblicato delle foto di feste nella residenza di Berlusconi in Sardegna dove apparivano donne nude, hanno fatto sapere recentemente di non aver ricevuto notizie dagli avvocati di Berlusconi. (Le Monde)

venerdì 18 settembre 2009

Internazionale a Ferrara 2009.

Manca veramente poco alla terza edizione del festival di Internazionale che anche quest'anno verrà ospitato dalla stupenda città di Ferrara dal 2 al 4 ottobre. Tante novità, tanti ospiti e nuove collaborazioni. Quest'anno infatti, tra gli spazi offerti dal festival, ci sarà anche il team di Current: oltre ad un paio di appuntamenti incentrati sul modello d'inchiesta Vanguard, durante tutti i giorni della rassegna sarà aperta a blogger, filmmaker, giornalisti indipendenti e contributor Casa Current - "Uno spazio di dialogo e d'incontro dove lasciare proposte e suggerimenti, ma anche un'occasione per approfondire e capire l'offerta del network e conoscere più da vicino il lavoro svolto dal team italiano di Current". Insomma, per chi è un assiduo lettore di queste pagine, in un colpo solo avrò la possibilità di immergermi nelle vere fonti di ispirazione di questo blog.
Gia perché anche io sarò a Ferrara e, grazie all'opportunità offertami dagli organizzatori, potrò raccontare le giornate del festival in tempo reale e alle stesse condizioni di un vero giornalista! Insomma, non vedo l'ora...

Inoltre conferenze con Roberto Saviano, Loretta Napoleoni, Sergio Romano, Tito Boeri e tutti i migliori collaboratori del settimanale.

E voi che fate? Non venite?

- Programma del festival.
- twitter del festival.

mercoledì 16 settembre 2009

Ambientiamoci - Il fenomeno dell'eco-migrazione.

Sembra ormai impossibile parlare di ambiente senza far riferimento ai cambiamenti climatici che stanno avvenendo ad un ritmo ed ad un’intensità maggiore rispetto a quanto inizialmente previsto.

Nel nuovo studio In search of shelter (In cerca di riparo) elaborato dall’Università delle Nazioni Unite, dall’organizza
zione Care e dalla Columbia University di New York viene messo in luce un nuovo fenomeno globale dovuto al surriscaldamento globale: quello dell’emigrazione ambientale. Secondo questo rapporto, infatti, l’aumento anche di un solo metro del livello degli oceani potrebbe causare il trasferimento di ben 24 milioni di persone lungo le coste delle aree più a rischio come le sponde del Gange o dell’Irrawaddy; l’aumento della desertificazione ridurrà la disponibilità di acqua e terre coltivabili e da pascolo come nella regione settentrionale del Kenya popolata dall’etnia turkana dove da qualche tempo una grave siccità colpisce la regione a cadenza triennale.

Globalmente, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) stima che i migranti ambientali saranno circa 200 milioni entro il 2050, anche se le fonti più pessimistiche parlano addirittura di 700 milioni di esseri umani coinvolti. Inevitabile sarà il moltiplicarsi di conflitti che potrebbero finire per confondersi con le lotte di religione. Secondo alcuni esperti, infatti, i cambiamenti climatici avrebbero già provocato l’inasprimento della guerra nel Darfur favorendo l’infiltrazione di jihadisti nel Sud della Somalia.

Come gestire questo nuovo fenomeno? L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) difficil
mente potrà occuparsi anche degli “eco migranti” visto l’enorme numero di persone di cui già difficilmente si occupa. Per questo alcune forme di cambiamento climatico, come l’innalzamento degli oceani e lo scioglimento dei ghiacciai, richiedono principalmente interventi governativi su larga scala. Ad esempio, il governo vietnamita sta attuando una migrazione interna forzata di quelle popolazioni che vivono in aree minacciate dallo straripamento di corsi d’acqua e soggette a tempeste violente. Il Primo Ministro etiopico, invece, ha previsto che alcune zone del continente africano diventeranno presto inabitabili ed alla Conferenza di Copenhagen chiederà un risarcimento danni per aiuti elargiti pari a 40 miliardi di dollari.

Dunque la portata e le previsioni future portano gli Stati coinvolti e non ad assumere un ruolo da protagonista. Ma l’esperienza insegna che i risultati possono essere raggiunti e i rischi ridotti al minimo solo se an
che le popolazioni direttamente minacciate verranno coinvolte ed informate su comportamenti e stili di vita da tenere al fine di coordinare al meglio le risposte che verranno intraprese.

Per concludere riporto la frase conclusiva del rapporto In search of shelter: “Namely, that the scope and scale of challenges we face may be unprecedented; but we meet them already having many of the resources—including knowledge, skills and relationships—needed to protect the dignity and basic rights of persons threatened by displacement from environmental change”.

martedì 15 settembre 2009

Dentro il cuore di internet.

Guardando quella stanza piena di computer, su cui girano programmi che analizzano da soli le notizie finanziarie e aiutano i broker a prendere decisioni, mi veniva in mente Karl Marx quando diceva che l'industria avrebbe cercato di "produrre macchine per mezzo di macchine" e quando prevedeva che "più il capitale crescerà" più cercherà di "annullare lo spazio attraverso il tempo".



Tom Vanderbilt, giornalista statunitense che si occupa di tecnologia e scienza, all'interno dell'articolo Data Center Overload, (New York Times) in cui rivela come tutti i servizi offerti dalla rete - dall'email ai siti di social network - funzionino grazie a migliaia di computer custoditi nei cosiddetti data center, centro nevralgico del web.

giovedì 10 settembre 2009

New Life Copenhagen.

Non sai dove dormire a Copenhagen in occasione del COP15?
In occasione della Conferenza sui cambiamenti climatici che si terrà il prossimo dicembre a Copenhagen, è nato un sito veramente interessante: New Life Copenhagen.
Il progetto non-profit che vi sta dietro è un vero e proprio esperimento sociale che, oltre a risolvere molti problemi pratici, ci invita a ripensare il nostro stile di vita.
In pratica, essendo tutti gli alberghi della città ormai prenotati o - quelli rimasti - troppo costosi, il sito offre ospitalità a tutti coloro che giungeranno a Copenhagen grazie alla generosità dei cittadini danesi che metteranno a disposizione le proprie abitazioni.

Se siete interessati, come me, a vivere in prima persona quest'evento che riguarda il futuro di ognuno di noi, dateci un'occhiata. Nel giro di poche mail avrete un posto prenotato in prima fila!

martedì 8 settembre 2009

Berlusconi e il Maghreb.

La cosa più terribile sono le organizzazioni criminali. Approfittano della speranza di chi vive nella miseria ma vuole dare a se stesso e ai suoi cari un futuro migliore e per farlo si affida a persone che con imbarcazioni non sicure si mettono in mare. Questo porta a tragedie continue. Dobbiamo combattere tutto ciò. Per le persone che vogliono nuove opportunità di vita e di lavoro dobbiamo aumentare la possibilità di entrare legalmente in Italia e negli altri Paesi europei. Gli italiani sono stati un popolo che ha lasciato il suo Paese ed è emigrato. Questo ci impone il dovere di guardare alle persone che vogliono venire in Italia con una totale apertura di cuore e di dar loro la possibilità di un lavoro, di una casa, di una scuola per i figli e un benessere che è anche la salute e l'apertura dei nostri ospedali per tutte le loro necessità. Questa è la politica del mio governo.

Silvio Berlusconi, 18 agosto 2009, Ness Nessma Tv.

Questo discorso è stato pronunciato dal Presidente del Consiglio all'interno di un'intervista televisiva registrata negli studi di Nessma - La télé du Grand Maghreb lo scorso mese di agosto.
Ciò che ha portato Berlusconi a concedersi così lungamente al pubblico della regione nordafricana sono, ancora una volta, i suoi interessi: lanciare una nuova emittente che gli appartiene per un quarto. La cosa che più lascia perplessi, però, è la sua incredibile capacità di trasformarsi e assecondare: per Berlusconi, in Italia quel pubblico di migranti non può accedere legalmente al nostro territorio e per questo è da considerarsi criminale, indegno di ricevere soccorso e cure, indegno di ricevere un'istruzione paritaria, impossibilitato ad integrarsi. Nel Maghreb quello stesso pubblico viene sommerso di parole ammalianti, degne del miglior latin lover. In alcuni tratti dell'intervista sembra quasi che Berlusconi voglia portare quel pubblico in Italia per aumetare l'audience ed il consenso al proprio Governo. Magari a bordo di una fiammante nave da crociera Costa.
Sogni. Che i nuovi dipendenti della televisione tunisina sembrano desiderare ad occhi aperti.


I video dell' "intervista modello" sono stati catturati e sottotitolati da Daniele Sensi.

lunedì 7 settembre 2009

Risotto agli OGM? No, grazie!



Come sempre Greenpeace realizza video-campagne molto efficaci e ben fatte. Come questa qui sopra. Di seguito riporto la mail esplicativa arrivata oggi da Federica Ferraio, Responsabile campagna OGM di Greenpeace.

Cari cyberattivisti,
stavolta la minaccia potrebbe arrivare nei nostri piatti, colpendo uno degli alimenti base al mondo, il riso. La Bayer – gigante tedesco della chimica - sta tentando di vendere a diversi paesi una varietà di riso geneticamente modificato resistente a un erbicida.

Il riso della Bayer - chiamato LL62 - è stato modificato geneticamente per resistere a forti dosi di glufosinato, un erbicida irrorato nelle risaie per eliminare diverse varietà di erbe infestanti. Il glufosinato è ritenuto così pericoloso per gli esseri umani e l’ambiente che presto verrà vietato in Europa, secondo quanto recentemente stabilito dalla legislazione europea.

Al momento il riso OGM esiste solo nei campi sperimentali. Non è coltivato a livello commerciale in nessun paese nel mondo. Nelle prossime settimane, però, l’Ue deciderà se questo riso geneticamente modificato potrà entrare nei paesi europei, comparire sugli scaffali dei supermercati e finire nei nostri piatti.
L’Italia, a livello europeo, è il principale produttore di riso e di prodotti biologici. Non lasciamo che gli OGM minaccino il nostro cibo, la nostra agricoltura e il nostro ambiente!

venerdì 4 settembre 2009

Storie vere.

Josko Risa è il nuovo sindaco della cittadina croata di Prolozac. Ha vinto le elezioni presentandosi con lo slogan: "Tutto per me. Niente per voi". "I politici ci fregano comunque", ha dichiarato Ivan Vjisnic, 57 anni, "almeno Josko lo ammette".

Scusate, ma questa notizia non potevo non condividerla e con essa vi auguro un buon weekend...

mercoledì 2 settembre 2009

Laura e Euna ringraziano.

Vi ricordate delle due giornaliste americane di Current TV arrestate lo scorso 17 marzo dalle autorità nordcoreane mentre stavano girando un reportage?
Dopo l'assordante silenzio voluto fortemente dalla TV di Al Gore per non intralciare la diplomazia americana, finalmente sul sito ufficiale è comparso un video di ringraziamento da parte di Laura Ling e Euna Lee, liberate agli inizi di agosto grazie anche all'intervento diretto dell'ex Presidente Bill Clinton.
Questo ringraziamento lo sento anche un pò mio, un pò Nostro.

martedì 1 settembre 2009

Ciao Teresa

Oggi è morta Teresa Sarti Strada, presidente di Emergency.

Dopo avere insieme condiviso per quindici anni il tempo dell'amicizia, del rispetto per la vita e per la sofferenza di tutti, dopo il lungo tempo di affetto, di speranze di timore per la sua sorte personale, Emergency annuncia la morte della sua presidente Teresa Sarti Strada.

Con la stessa apertura e con la stessa semplicità che aveva voluto per la vita di Emergency, Teresa ha accettato anche in questi suoi ultimi giorni la vicinanza di tutti coloro che hanno voluto esserle accanto.
La serenità consapevole con la quale è andata incontro alla conclusione del suo tempo ha espresso il coraggio e la determinazione che rappresentano la verità della nostra azione in un'attività che ha dato senso alla sua e alla nostra esistenza. La dolcezza del ricordo coincide per noi con il rinnovo dello nostro impegno per la pace e per la solidarietà.

Per sapere di più sulla vita di questa straordinaria donna rimando all'articolo di PeaceReporter