martedì 24 novembre 2009

Greenpeace contro il G2.


Cari cyberattivisti,

i presidenti del Governo americano e cinese - Barack Obama e Hu Jintao - hanno recentemente affermato di voler ridurre il vertice di Copenaghen a un mero accordo politico senza impegni concreti. Perciò, insieme a Legambiente e WWF, abbiamo invitato tutti cittadini a mobilitarsi contro questo accordo al ribasso sul clima per ridurre la portata delle decisioni da prendere nel prossimo vertice sul Clima. Vogliamo che Obama e Jintao cambino idea!

Il summit deve rimanere la sede di un accordo concreto sul clima, con la sottoscrizione di obiettivi quantificati e di impegni finanziari precisi. Questa occasione non può essere rimandata a data da definire, perché l’innalzamento della temperatura del pianeta ha già raggiunto il livello di guardia e molti Paesi già ne patiscono pesantemente le conseguenze.

Inondiamo di email le sedi delle rappresentanze statunitensi e cinesi, scriviamogli su facebook, facciamogli capire che ai cittadini l’accordo “politico” USA-Cina non piace perché rimanderà ancora gli impegni concreti. Occorre, invece, che venga raggiunto un accordo “vincolante” su tutte le parti del nuovo trattato salva-clima che deve dare un futuro al Protocollo di Kyoto, in scadenza nel 2012.

Ambasciata statunitense a Roma: uscitizensrome@state.gov
Ambasciata cinese a Roma: chinaemb_it@mfa.gov.cn
Facebook ufficiale Casa Bianca http://www.facebook.com/WhiteHouse

Testo tratto dalla newsletter di Greenpeace del 24 novembre 2009

lunedì 23 novembre 2009

Ecco a voi i Fratelli Moustache!



I Fratelli Moustache sono un gruppo di comici birmani che si oppongono, a colpi di satira, al regime militare di Yangoon (ex Rangoon) che tiene in pugno l'odierno Myanmar.
Come si legge dai cartelli finali di questo sketch di presentazione, i tre "fratelli" sono stati arrestati per ben tre volte e sono ancora sotto sorveglianza. Grazie alla comicità e al sostegno del pubblico della rete, essi tentano di mettere a conoscenza l'intera comunità internazionale degli abusi, delle violenze e dei crimini che la giunta militare attua nei confronti di cittadini innocenti.

Sosteniamoli e aiutiamoli nella loro incredibile impresa. Chissà, magari qualche risata informale potrà aiutare la diplomazia istituzionale ad accelerare il suo corso.

Spero di trovare presto questo video nei vostri blog, tra le vostre email e nei vostri profili.
A tal proposito, ringrazio un tweet di Internazionale per avermi messo a conoscenza di questi buffi e incredibili personaggi!

sabato 14 novembre 2009

Obama in Asia

Chiunque abbia comprato almeno una volta la rivista italiana di geopolitica, Limes, avrà sicuramente notato l'abilità nello spiegare concetti e relazioni tramite straordinarie mappe geografiche tematiche.
Bene, con l'introduzione della tecnologia e dell'interattività questa abilità è stata potenziata incredibilmente.
Limes ha scoperto le mappe personalizzabili di Google (Gmap) e ha decisamente fatto un salto in avanti rispetto ai mass media tradizionali dimostrando come la stampa ed internet possano convivere senza autoescludersi, anzi, migliorandosi.


Visualizza Il viaggio di Obama in Cina (e Asia) in una mappa di dimensioni maggiori

In questa straordinaria mappa potete seguire quotidianamente il viaggio asiatico che Barack Obama sta affrontando in questi giorni.
In rosso è segnato l'itinerario completo. Cliccando sui segnaposto azzurri potete trovare informazioni sulle tappe. Cliccando sulle immagini potete trovare i link per andare ai diversi articoli dello speciale. Nel riquadro blu, infine, potete trovare contenuti tratti dall'archivio di LimesOnline utili per inquadrare il contesto del viaggio.

giovedì 12 novembre 2009

Dall'Inferno alla Bellezza.


Per chi si fosse perso lo spettacolo "Dall'Inferno alla Bellezza" di Roberto Saviano, ospitato da uno speciale di "chetempochefa" di Fabio Fazio, la possibilità di recuperare sul sito Rai.tv.

Un vero e proprio pezzo di Storia.

mercoledì 11 novembre 2009

La "verticale del potere".

Articolo tratto da Per questo, una raccolta di articoli (anche inediti) di Anna Politkovskaja pubblicato da Adelphi il 4 novembre: "Di tutti i libri di Anna Politkovskaja, questo, uscito dopo il suo assassinio, è il più tragico e potente: ci dice infatti il perché di un destino, consentendo di leggere in successione le cronache che nel tempo hanno decretato la fine di una vita".
Ogni analogia che vi sembrerà di ritrovare tra la situazione russa e quella italiana non è frutto della vostra cupa fantasia ma è il preciso fine per cui ho deciso di dare spazio a queste profetiche quanto drammatiche parole di denuncia.


Mattaccino è una vecchia parola per dire pagliaccio. Solo più precisa. Il mattaccino si presentava sulla pista del circo e doveva far ridere. Il suo compito era divertire, sempre e comunque. Perché se non riusciva a strappare qualche risata al pubblico dei suoi padroni e veniva fischiato, lo sbattevano fuori seduta stante.
Quasi tutti i giornalisti russi di questa generazione e i mass media odierni sono mattaccini. Un bel circo di mattaccini, di buffoni. Il loro compito è divertire il pubblico e, se proprio devono scrivere di cose serie, l'argomento è uno solo: com'è bella la "verticale del potere" in tutte le sue incarnazioni. Perché - lasciate che ve lo ricordi - il presidente Putin ha passato gli ultimi cinque anni a costruirsela, una "verticale del potere" in cui tutti i funzionari dello stato, dal primo all'ultimo, così come tutti i gerarchi della burocrazia, vengono nominati o da lui personalmente o da coloro che lui ha nominato.
La "verticale del potere" è uno status dello stato grazie al quale chiunque sia in grado di pensarla in modo differente rispetto al capo supremo viene allontanato dai posti di comando. Per disposizione dello staff del presidente Putin - che di fatto tiene le redini del paese - questo status ha un nome e un movimento: i "nostri". "Nostro" è chi sta dalla nostra parte. E chi non è con noi è contro di noi. La stragrande maggioranza dei mass media si limita a proporre un dualismo fatto di "quanto sono bravi i nostri" e "quanto sono cattivi tutti gli altri". Di norma, dei nemici - i liberali, i paladini dei diritti umani, i democratici "cattivi" (il democratico "buono" è Putin va da sé) - si dice che si sono "venduti all'occidente": le prime pagine dei giornali e i servizi di punta delle trasmissioni televisive danno ampio spazio a scoop sui soldi che un politico "cattivo" ha ricevuto all'estero per comportarsi così.
Dal canto loro, sia i giornalisti televisivi sia quelli della carta stampata sembrano apprezzare non poco il circo per il quale lavorano. La battaglia per il diritto di offrire un'informazione che non sia di parte mettendosi al suo servizio (non a quello dell'amministrazione del presidente) è una battaglia dimenticata; nella cerchia professionale a cui appartengo domina la stagnazione morale e intellettuale. Ma i miei colleghi - va detto - non sembrano vergognarsi troppo di un ristagno che ha ridotto il giornalismo a una forma di propaganda del potere costituito. Anzi, molti non si vergognano di confessarlo: le segnalazioni dei "cattivi" arrivano dai collaboratori del presidente, come i suggerimenti sui temi da trattare.

[...] L'ideologia dominante - nostro/non nostro, buono/cattivo - mi ripugna. Un giornalista "buono" riceve gratifiche e rispetto, e magari si vede offrire anche una poltrona in parlamento. Offrire, sì. Senza passare per le elezioni. Perché i nostri parlamentari non vincono le elezioni in modo consueto: lottando per conquistare voti, esponendo un programma, confrontandosi. Da noi si convoca al Cremlino chi sulla lavagna è nella colonna dei "buoni" e gli si fa "l'onore" di iscriverlo al partito Russia unita, con tutto quel che ne consegue.
Se un giornalista è "cattivo", invece, l'ostracismo è garantito. Un ostracismo a cui non ho mai aspirato. Non ho mai voluto sentirmi come una balena spiaggiata. Perché io non faccio politica.

Ma che ho fatto? - Anna Politkovskaja.

lunedì 9 novembre 2009

Yoani Sánchez sequestrata.


Venerdì scorso (6 novembre) Yoani Sánchez, autrice del blog Generación Y, è stata sequestrata a L'Avana (Cuba), insieme ad un amico, da "tre robusti sconosciuti" mentre stava per partecipare ad una manifestazione per la pace. I 3 energumeni - successivamente identificati come agenti della sicurezza in un'intervista - l'hanno fatta salire su un'auto nera con targa gialla (ossia non identificabile), minacciata e riempita di botte per poi essere scaraventata in una strada della Timba. Vi chiederete perché? Perché Yoani "scrive un blog dove esprime le sue opinioni in kilobytes".

La descrizione dettagliata del brutto episodio potete trovarla sul suo stesso blog (in spagnolo) o nella versione italiana ospitata dal sito web del quotidiano La Stampa.

In ogni caso Yoani ha già annunciato che non si lascerà intimidire: "Quello che è accaduto potrebbe succedere ancora perché la mia casa è circondata dagli agenti della sicurezza" ma ha aggiunto "[n]on mi passa neppure per la testa di fare il loro gioco, di abbandonare il blog e di ritirarmi in buon ordine".

Chi volesse seguire in tempo reale Yoani ed esprimerle solidarietà può farlo su twitter.

sabato 7 novembre 2009

Le migliori/peggiori politiche per una riforma economica verde.

Le politiche climatiche "amiche del clima" e a basso impatto ambientale riducono le emissioni di gas serra, portano benefici all'ambiente e stimolano l'economia. È quanto rileva un rapporto su circa 100 politiche climatiche di Paesi appartenenti al G20, realizzato da Ecofys e Germanwatch per il WWF e E3G, organizzazione no-profit indipendente.

Lo studio valuta le politiche climatiche di diversi paesi distinguendo fra gli esempi da seguire e modelli da non imitare. Ai primi posti nella classifica ci sono due progetti dalla Germania: un programma di "Efficienza negli edifici" sviluppato dal governo tedesco, che riduce le emissioni di gas serra e crea nuovi posti di lavoro nelle costruzioni e il "Conto energia per l'elettricità rinnovabile" che garantisce ai produttori di energia rinnovabile una tariffa fissa per 20 anni. In Messico si segnala un sistema di Autobus a trasporto rapido e a basso impatto ambientale. C'è poi un programma cinese per le mille aziende a più elevato consumo energetico che ne ha migliorato l'efficienza energetica.
Poi ci sono le politiche negative, spesso anche degli stessi paesi che hanno sviluppato soluzioni innovative, come le sovvenzioni a miniere locali, il trattamento preferenziale di aziende a elevato consumo energetico concesso anche da Stati come la Germania, l'Australia e l'Olanda, o la mancanza di una gestione idrica appropriata in particolare nelle regioni aride o semiaride.

"Il rapporto mostra che i governi che sviluppano soluzioni 'verdi' e a basso impatto ambientale saranno vincenti e avranno una posizione di leadership nel mondo" - ha dichiarato Mariagrazia Midulla, Responsabile Clima ed Energia di WWF Italia - "I governi che non investiranno in soluzioni a basso contenuto di carbonio, invece, perderanno e i sostenitori [investitori che finanziano i loro debiti, ndr] volteranno loro le spalle. Chiediamo al G20 di proporre una strategia per sostenere gli investimenti nell'economia verde".

Per scaricare il rapporto clicca qui

mercoledì 4 novembre 2009

Obama, un anno fa



Un anno dopo la sua storica elezione, il Presidente americano Barack Obama si complimenta con il movimento di oltre due milioni di persone che hanno creato e partecipato al progetto Organizing for America. E ricorda ai suoi critici che le battaglie che sta affrontando non possono essere risolte in un anno o in un solo mandato.

"Come dissi quella notte, la vittoria elettorale non era il cambiamento che cercavamo, ma solo una chance per noi di compiere quel cambiamento".