mercoledì 11 novembre 2009

La "verticale del potere".

Articolo tratto da Per questo, una raccolta di articoli (anche inediti) di Anna Politkovskaja pubblicato da Adelphi il 4 novembre: "Di tutti i libri di Anna Politkovskaja, questo, uscito dopo il suo assassinio, è il più tragico e potente: ci dice infatti il perché di un destino, consentendo di leggere in successione le cronache che nel tempo hanno decretato la fine di una vita".
Ogni analogia che vi sembrerà di ritrovare tra la situazione russa e quella italiana non è frutto della vostra cupa fantasia ma è il preciso fine per cui ho deciso di dare spazio a queste profetiche quanto drammatiche parole di denuncia.


Mattaccino è una vecchia parola per dire pagliaccio. Solo più precisa. Il mattaccino si presentava sulla pista del circo e doveva far ridere. Il suo compito era divertire, sempre e comunque. Perché se non riusciva a strappare qualche risata al pubblico dei suoi padroni e veniva fischiato, lo sbattevano fuori seduta stante.
Quasi tutti i giornalisti russi di questa generazione e i mass media odierni sono mattaccini. Un bel circo di mattaccini, di buffoni. Il loro compito è divertire il pubblico e, se proprio devono scrivere di cose serie, l'argomento è uno solo: com'è bella la "verticale del potere" in tutte le sue incarnazioni. Perché - lasciate che ve lo ricordi - il presidente Putin ha passato gli ultimi cinque anni a costruirsela, una "verticale del potere" in cui tutti i funzionari dello stato, dal primo all'ultimo, così come tutti i gerarchi della burocrazia, vengono nominati o da lui personalmente o da coloro che lui ha nominato.
La "verticale del potere" è uno status dello stato grazie al quale chiunque sia in grado di pensarla in modo differente rispetto al capo supremo viene allontanato dai posti di comando. Per disposizione dello staff del presidente Putin - che di fatto tiene le redini del paese - questo status ha un nome e un movimento: i "nostri". "Nostro" è chi sta dalla nostra parte. E chi non è con noi è contro di noi. La stragrande maggioranza dei mass media si limita a proporre un dualismo fatto di "quanto sono bravi i nostri" e "quanto sono cattivi tutti gli altri". Di norma, dei nemici - i liberali, i paladini dei diritti umani, i democratici "cattivi" (il democratico "buono" è Putin va da sé) - si dice che si sono "venduti all'occidente": le prime pagine dei giornali e i servizi di punta delle trasmissioni televisive danno ampio spazio a scoop sui soldi che un politico "cattivo" ha ricevuto all'estero per comportarsi così.
Dal canto loro, sia i giornalisti televisivi sia quelli della carta stampata sembrano apprezzare non poco il circo per il quale lavorano. La battaglia per il diritto di offrire un'informazione che non sia di parte mettendosi al suo servizio (non a quello dell'amministrazione del presidente) è una battaglia dimenticata; nella cerchia professionale a cui appartengo domina la stagnazione morale e intellettuale. Ma i miei colleghi - va detto - non sembrano vergognarsi troppo di un ristagno che ha ridotto il giornalismo a una forma di propaganda del potere costituito. Anzi, molti non si vergognano di confessarlo: le segnalazioni dei "cattivi" arrivano dai collaboratori del presidente, come i suggerimenti sui temi da trattare.

[...] L'ideologia dominante - nostro/non nostro, buono/cattivo - mi ripugna. Un giornalista "buono" riceve gratifiche e rispetto, e magari si vede offrire anche una poltrona in parlamento. Offrire, sì. Senza passare per le elezioni. Perché i nostri parlamentari non vincono le elezioni in modo consueto: lottando per conquistare voti, esponendo un programma, confrontandosi. Da noi si convoca al Cremlino chi sulla lavagna è nella colonna dei "buoni" e gli si fa "l'onore" di iscriverlo al partito Russia unita, con tutto quel che ne consegue.
Se un giornalista è "cattivo", invece, l'ostracismo è garantito. Un ostracismo a cui non ho mai aspirato. Non ho mai voluto sentirmi come una balena spiaggiata. Perché io non faccio politica.

Ma che ho fatto? - Anna Politkovskaja.

4 commenti:

tommi ha detto...

Questo post assume un'importanza insperata alla luce dello stupendo spettacolo regalatoci da Roberto Saviano questa sera su Raitre.
Grazie Roberto.

il Russo ha detto...

Sull'onda del reale servizio pubblico del quale ho beneficiato una volta tanto ieri sera grazie alla solita rai tre, ero tentato anch'io di onorarne la memoria, ma un blog internazionale (di nome e di fatto) mi aveva preceduto...

tommi ha detto...

@il Russo: tra l'altro, questo post l'ho pubblicato precedentemente la trasmissione. Anzi, quando poi Saviano ha parlato di Anna ho sentito un brivido per la coincidenza.

Rossella ha detto...

Complimenti..sei sempre un pò più avanti...Rossella