lunedì 9 novembre 2009

Yoani Sánchez sequestrata.


Venerdì scorso (6 novembre) Yoani Sánchez, autrice del blog Generación Y, è stata sequestrata a L'Avana (Cuba), insieme ad un amico, da "tre robusti sconosciuti" mentre stava per partecipare ad una manifestazione per la pace. I 3 energumeni - successivamente identificati come agenti della sicurezza in un'intervista - l'hanno fatta salire su un'auto nera con targa gialla (ossia non identificabile), minacciata e riempita di botte per poi essere scaraventata in una strada della Timba. Vi chiederete perché? Perché Yoani "scrive un blog dove esprime le sue opinioni in kilobytes".


La descrizione dettagliata del brutto episodio potete trovarla sul suo stesso blog (in spagnolo) o nella versione italiana ospitata dal sito web del quotidiano La Stampa.

In ogni caso Yoani ha già annunciato che non si lascerà intimidire: "Quello che è accaduto potrebbe succedere ancora perché la mia casa è circondata dagli agenti della sicurezza" ma ha aggiunto "[n]on mi passa neppure per la testa di fare il loro gioco, di abbandonare il blog e di ritirarmi in buon ordine".

Chi volesse seguire in tempo reale Yoani ed esprimerle solidarietà può farlo su twitter.

7 commenti:

il Russo ha detto...

Io sta storia di Yoani mica la capisco fino a fondo: comunica a tutto il mondo quanto fa schifo il regime da anni all'estero senza censure, va in giro per manifestazioni di dissenso (dove è accaduta l'aggressione), ha una conessione a internet e va per alberghi spacciandosi per turista per postare (possibile che dopo due anni che lei stessa raccontò sta storia, il regime non sia mai riuscita a bloccarla?), poi d'un tratto ecco l'aggressione.
Boh, o è un regime da operetta o qualcosa non mi torna...
Resta la mia solidarietà a tutte le persone che vogliono esprimere liberamente il proprio pensiero, però ribadisco che molte cose nella oramai lunga storia di Yoani non mi tornano.

tommi ha detto...

Diciamo che le cose non sono nette come sembrano. Yoani comunica al mondo è vero, ma il suo blog non è navigabile nel Suo paese. Al contrario, può (quasi) partecipare a manifestazioni nel Suo paese ma non può uscire a raccontare la sua vita all'Estero.
Si connette da alberghi ma probabilmente con l'aiuto di amici e "mance" più che spacciandosi da turista.
Infine, il regime la controlla e la blocca tanto che nel Suo paese nessuno sa chi sia. E questo non ha reso, finora, la violenza necessaria. Quella introdotta da Yoani è una nuova forma di dissenso diversa da quella vecchia, finta e pilotata oltreconfine del secolo scorso. Che non mette in discussione il passato ma il futuro.
Almeno credo, almeno spero.

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Mi chiedo solo perché fare una cosa del genere sapendo che poi l' avrebbe sicuramente scritta sul blog. Perché non cancellarle il blog o arrestarla definitivamente soprattutto se poi lei riporta tutto per filo e per segno....?

Ale ha detto...

il dubbio di daniele mi sembra più che lecito..

Ludovico ha detto...

Il Blog di Yoani è una montatura..e spiego perchè..innanzi tutto generacion Y viene pubblicato su una piattaforma (desdecuba.net) che ospita altri decine di blogger anticubani..questo desdecuba è stato creato ad arte e utilizza come provider una società tedesca e lo stesso dominio del blog è proprietà di un "amico" tedesco di Yoani (Josef Bichele) che è un esponente dell'estrema destra tedesca che, in questo caso, fa da prestanome per un politico tedesco (CDU) che possiede una finta associazione per i diritti umani.. Costui ha ricevuto milioni di dollari di finanziamento dal governo americano dell'amministrazione Bush.
D'altronde servono almeno 250.000 dollari l'anno per tenere in piedi una struttura come desdecuba e come il blog di Yoani.
Inoltre,c'è da dire anche che Yoani prima di creare il suo blog, stette per un anno in Svizzera (non si sa a far cosa..probabilmemte per essere addestrata all'uso del pc) dopodichè decise di tornare a CUba e "creò" questo magico suo blog.
In definitiva il blog di Yoani è stata una creatura degli uffici propaganda della Cia..l'ennesimo tentativo di delegittimare CUba e il suo governo, attraverso la pianificazione di una guerra mediatica..
Senza i soldi e i mezzi che le hanno messo a disposizione, Yoani non potrebbe tenere in piedi questo suo blog, nè ricevere la fama che l'ha raggiunta...era ancora sconosciuta e già la rivista Forbes (vicina all'establishment americano)la nominava "una delle cento persone più influenti del Pianeta.." un po' troppo mi sembra per questa trentaquattenne cubana..che scrive banalità..

tommi ha detto...

Riporto la risposta ricevuta da Giovanni De Mauro, direttore di Internazionale, a seguito di una mia mail dove sollevavo le vostre incertezze sul caso Yoani:

"Caro Tommaso,

Grazie per la tua email. Come ho scritto, il tentativo di trasformare le vittime in colpevoli passa innanzitutto dalla loro delegittimazione, spesso con notizie false e ipotesi generiche. Invece accertare i fatti è fondamentale.

Il commento nel tuo blog poggia tutta l'argomentazione sul fatto che il dominio desdecuba.net appartiene a un signore tedesco. Ma Yoani con quel sito non c'entra niente. Il sito in cui il suo blog è ospitato è un altro: desdecuba.com, e basta una rapida ricerca per vedere che appartiene a lei:

http://www.whois.net/whois/desdecuba.com

Sul fatto poi che servano 250.000 dollari all'anno per fare un blog, tu che ne hai uno dovresti sapere che è una sciocchezza.

Ci vuole veramente poco a mettere in dubbio la reputazione di una persona. Perché non provi a fare un po' di inchiesta e di ricerche per accertare i fatti e smentire le calunni su Yoani? Se vuoi posso provare a darti una mano.

Grazie e a presto,
Giovanni"

Paolo Rossignoli ha detto...

mi sembra che Giovanni Di Mauro sia un po' sbrigativo nel liquidare la faccenda, certo, visto che sono anche loro partecipi del "fenomeno Yoani, non può far altro che difenderla in tutte le posizioni.
Con una piccola ricerca ho trovato tra le "fatiche di altri", che il "signor tedesco" per esempio, è la Cronos AG Regensburg, in Germania, del gruppo IGFM, il cui amministratore è un certo Arnold Vaatz, indicato come neonazista. Lo stesso provider è stato denunciato dal partido dei Verdi tedeschi per ospitare siti neonazisti.
E' una società tecnicamente avanzata, dove non appare né il menù né la lista dei prezzi, ne pubblicità e si può contattare solamente con contrattazione diretta.
Il dominio poi, è stato registrato tramite GoDaddy, la compagnia preferita per registrare il sito che il Pentagono usa per la cyber-guerra. GoDaddy è il modo più anonimo e sicuro di comprare un dominio negli USA, lo afferma questa stessa azienda!
E via dicendo... se riuescite a sforzarvi un po' appunto con ricerca e indagine...come suggerisce il direttore di Internazionale..sorize