giovedì 3 dicembre 2009

Il mondo a Copenaghen.

In occasione dell'uscita del Quaderno speciale di Limes Il clima del G2, Martedì 1 dicembre presso Palazzo Clerici, sede dell'ISPI, a Milano si è tenuta una tavola rotonda dal titolo Il mondo a Copenaghen: successo o fallimento?
Gli spunti sono stati molti, anche se, a dire il vero, il dibattito è stato appannato/vivacizzato (a seconda dei punti di vista) dai differenti punti di partenza dei protagonisti. Lucio Caracciolo, direttore di Limes ma in veste di semplice moderatore, ha dato la parola a personaggi che hanno principalmente discusso sulla veridicità della questione dei cambiamenti climatici più che sulle possibili decisioni che potranno uscire dalla COP15 che partirà tra meno di una settimana. Ed anzi, in alcuni casi si è sfiorato il ridicolo quando Carlo Stagnaro ha sostenuto che un possibile riscaldamento globale non sarebbe un problema tanto grande di fronte alle questioni economiche in ballo. Anzi: "Meglio un mondo caldo ma ricco che freddo ma povero".

Ma entriamo nel merito. Giorgio Arafaras del Centro Einaudi ha aperto l'incontro con una riflessione lineare quanto banale: l'accordo vincolante (per quanto riguarda l'obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra) si farà perché è più facile seguire l'ipotesi più catastrofica. Sia che le previsioni si verifichino ("abbiamo fatto il possibile per salvare il clima") sia che non si verifichino ("siamo stati in grado di arrestare i cambiamenti climatici"), è meglio non lasciare nulla di intentato.
Marzio Galeotti, docente dell'Università degli Studi di Milano, è poi entrato più nei dettagli spiegando che se finora non si sono prese decisioni vincolanti è perché gli Stati non vi hanno percepito una convenienza. Infatti si sono preferite le politiche di adattamento (aiutare l'ambiente ad adattarsi alle nuove concentrazioni di gas serra) piuttosto che quelle di mitigazione (riduzione per evitare mutamenti climatici) poiché i costi percepiti di queste ultime sono stati comunque superiori ai benefici. Da qui la necessità di procedure di compliance (ossia l'obbligo di un soggetto di conformarsi a specifiche norme di un trattato) che impongano agli Stati i vincoli necessari per raggiungere gli obiettivi di salvaguardia del clima. Inoltre, per far sì che queste abbiano successo, bisogna evitare il fenomeno del free-riding, cioé la possibilità che uno Stato goda dei benefici del trattato senza però sostenerne i costi poiché immagina che qualcuno possa farlo al proprio posto (esempio possibile il caso degli Stati Uniti d'America col Protocollo di Kyoto). Così facendo, infatti, si rischierebbe un effetto domino che porterebbe tutti i maggiori Stati a non ratificare il trattato per non sostenere i costi anche per conto altrui.

L'intervento di Carlo Corazza, Rappresentante della Commissione europea a Milano, ha poi portato la discussione su di un piano prettamente geopolitico. Partendo dai dati dell'IPCC, Corazza ha sostenuto che il problema scientifico ormai è anche politico poiché il problema dell'efficienza e del risparmio energetico porterà gli Stati europei a rivedere le proprie strategie e le proprie linee guida nel campo delle risorse naturali: la Green economy è l'unica soluzione per ridurre la dipendenza da Russia ed altri Stati, come Libia e Algeria, ed avere le mani libere a livello di politica estera.
Infine riporto in breve il pensiero del già citato Stagnaro: "i benefici derivanti da maggiori emissioni di anidride carbonica, ossia crescita del PIL, ricchezza ed espansione demografica, sono maggiori dei benefici ambientali che trarremmo dal ridurle". Non credo siano necessari ulteriori commenti ad un pensiero che reputo rimasto ancorato al XIX secolo.

  • Chi avesse voglia di vedere parte dell'incontro può cliccare qui.
  • Per farvi un'idea maggiore e avere informazioni più precise che vi aiuteranno a seguire meglio la Conferenza della prossima settimana: Verso Copenaghen, successo o fallimento? di Antonio Villafranca.

7 commenti:

il Russo ha detto...

Tommi, ma come si fa (capisco che le premesse non sono ottimali) a parlare di fallimento o meno di Copenaghen ancor prima che si svolga? Non voglio passare per l'ottimista del caso, però un minimo di speranza ammetto di nutrirla ancora...

tommi ha detto...

si fa perché sono opinioni. ognuno dice la sua in merito in base a ciò che ha sentito dai leader e dai meno leader. in effetti, come si evince dal post, ognuno ha parlato di SPERANZE.

Luca ha detto...

Temo che falliranno Tommi, le spine economiche non mettono ancora d'accordo nessuno nell'evidente drammaticità della situazione.
Per recuperare non c'è molto tempo e non ce n'è più a questi ritmi/abitudini industriali/economiche.
La montagna partorirà un topolino MA SPERO CON TUTTO IL CUORE DI SBAGLIARE, sarei io il primo a festeggiare.
Luca

efi ha detto...

mi chiedo in che pianeta viva il signor Stagnaro...
cmq sto facendo tesi sull'argomento e ho utilizzato il libro di Corazza...l'ho trovato molto valido, puntare su valide motivazioni economiche e geopolitiche in effetti aiuta a coinvolgere lo zoccolo duro di quelli poco sensibili alla bioetica e all'ecologia....ma rimarranno sempre ABERRANTI OPINIONI ALLA STAGNARO!!

ps belblog! :->

tommi ha detto...

@efi: anche io sto facendo tesi sull'argomento (e sto anche un po' sclerando). Come si chiama il libro? casa editrice? IO sono diventato un topo da biblioteca in quel dell'università di Milano.
Grazie dei preziosi consigli e precisazioni.

phisiedda ha detto...

eheh..anche io sto un po' sclerando......AAAAAAAAAAAAHH!proprio oggi ho consegnato il titolo per la domanda di laurea.....

il libro di corazza è
"ECOEUROPA: le nuove politiche per l'energia e il clima", edizioni egea
....in pratica io mi stavo sbattendo da mesi sull'argomento, cercando (nelle varie banche dati della dottrina e nelle biblioteche) qualche testo sulla questione energetico-climatica....E NON TROVAVO CHE ARTICOLI più o meno brevi...poi è uscito questo testo, che in effetti è forse il primo ad affrontare la questione in maniera COMPLETA, nelle sue diverse sfaccettature e complessità: insomma è stato una grande risorsa per me!!

(cmq considera che la mia è una tesi specialistica in economia e diritto)

phisiedda ha detto...

ps...da topo di biblioteca a collega: ti segnalo anche "Il governo dell'ambiente: la politica e il diritto per il progresso sostenibile" garzanti ed. di Stefano Nespor...anche questo appena uscitooo!!
BUON LAVORO!!
;->