
Islanda.
Per la prima volta il Partito Socialdemocratico e il movimento delle sinistre hanno raggiunto la maggioranza assoluta (34 seggi su 63 nel Parlamento). Il Partito Socialdemocratico ha ottenuto il 29,8% (20 seggi), gli alleati il 21,7% (14 seggi). Come previsto, le urne hanno punito il Partito dell'Indipendenza (23,7% - 16 seggi), conservatore, al potere da più di 18 anni il quale ha raccolto il risultato peggiore dai tempi dell'indipendenza del Paese nel 1944. Esso è stato giudicato responsabile dell'affossamento del settore bancario che ha portato l'intera isola sull'orlo del fallimento. Confermata, dunque, Johanna Sigurdardottir, finora popolarissima Premier ad interim del governo di transizione formatosi a febbraio a causa della crisi, che ha definito queste elezioni storiche dichiarando: "La nostra ora è arrivata!". Per contrastare la disoccupazione crescente (10% previsto per quest'anno) e la grave recessione, i socialdemocratici hanno fatto campagna elettorale sulla necessità di aderire velocemente all'Unione Europea e sulla possibilità di aderire all'Euro, posizione non condivisa da tutti gli alleati.
Sudafrica.
Jacob Zuma è il nuovo Presidente del Sudafrica; l'African National Congress (ANC) ha vinto con il 65,9% dei voti (264 seggi in Parlamento). Nonostante il successo psicologico, l'ANC avrà bisogno di trovare l'alleanza di 2 parlamentari per raggiungeree i 2/3 dei seggi necessari per attuare la riforma costituzionale. Egli, infatti, ha subito un ridimensionamento rispetto al suo predecessore Mbeki (69,69%) e a Mandela (70%). Zuma ha dichiarato che sarà il Presidente di tutti e lavorerà per formare un governo che rappresenti tutti i sudafricani. Questa spinta verso la concertazione è stata dettata dalla conferma ricevuta dalle opposizioni: la Democratic Alliance ha ricevuto il 16,68% dei voti (64 seggi) mentre il COPE, nato da una scissione dall'ANC, ha raggiunto il 7,42% (pari a 30 seggi). Queste, al contrario, avevano basato la loro campagna elettorale proprio sull'incapacità e sulla mancanza di volontà di Zuma di modificare la Costituzione.
Per info: Mail&Guardian, Le Monde.
Ecuador.
Il Presidente in carica Rafael Correa si è riconfermato nelle elezioni presidenziali con il 51% dei voti distaccando di più di 20 punti percentuali il suo diretto concorrente Lucio Gutierrez (Sociedad Patriotica, fermo al 28%). Si conferma così l'ondata socialista che sta attraversando l'intera America Latina: non è un caso, infatti, se i primi a congratularsi con Correa siano stati i Presidenti di Bolivia, Venezuela, Cile e Argentina. Nonostante il successo, però, il Presidente ecuadoriano dovrà affrontare una situazione molto complicata derivante dalla crisi che sta mettendo in ginocchio l'economia del Paese a causa della caduta del prezzo del petrolio; per questo le prime parole del Presidente sono state pronunciate in favore di una radicalizzazione delle riforme già intraprese, con particolare attenzione verso i più poveri. La fiducia, in ogni caso, non manca: "Il peggio è già passato e per il 2010 sono abbastanza ottimista" ha dichiarato Correa.
India.
Si sono aperti il 16 aprile i seggi in India, ma i risultati saranno disponibili solo il 16 maggio. In mezzo 5 date che renderanno possibile far votare ben 714 milioni di persone nelle elezioni politiche più grandi del Mondo. I partiti in corsa sono il Congress (al governo dal 2004) e il Bharatija Janata Party (BJP). L'affluenza verrà determinata soprattutto dal rischio attentati: già 11 persone sono morte, infatti, in un attacco rivendicato dai ribelli maoisti mentre l'eco degli attacchi a Mumbai che uccisero 179 persone è ancora molto forte.
Denominatore comune: l'avvento di partiti e leader socialisti o comunque progressisti. La crisi sta modificando il panorama internazionale anche politicamente. Non ci resta che aspettare i prossimi appuntamenti (tra tutti le presidenziali in Iran del 12 giugno) per capire se questa tendenza verrà confermata oppure se i nazionalismi che sembrano esser tornati in voga nei Paesi industrializzati, specialmente europei, avranno la meglio.
Alcuni dei prossimi appuntamenti elettorali: Iran (giugno), Indonesia (luglio), Afghanistan e Giappone (settembre).
Alcuni dei prossimi appuntamenti elettorali: Iran (giugno), Indonesia (luglio), Afghanistan e Giappone (settembre).







