lunedì 4 gennaio 2010

Black Italians

Mi capita, quando vado in Comune a Milano per richiedere un certificato ed esibisco il mio passaporto italiano o la mia carta d'identità, che il funzionario senza neppure dare un'occhiata ai miei documenti, ma solo guardandomi in faccia, esiga comunque il mio permesso di soggiorno: documento che nessun cittadino italiano possiede. Ricordo un'occasione in cui, in una sede decentrata del Comune di Milano, una funzionaria si stupì del fatto che potessi avere la carta d'identità italiana e chiamò in aiuto altre due colleghe che accorsero lasciando la gente in fila ai rispettivi sportelli. Il loro dialogo suonava più o meno così.
"Mi ha dato la sua carta d'identità italiana ma dice di non avere il permesso di soggiorno. Come è possibile?".
"Come hai fatto ad avere la carta d'identità, se non hai un permesso di soggiorno... ci capisci? Dove hai preso questo documento? Capisci l'italiano?". "Non ho il permesso di soggiorno", mi limitai a rispondere.
Sul documento rilasciato dal Comune (e in mano a ben tre funzionari del Comune) era stampato "cittadino italiano" ma loro continuavano a concentrarsi solo sulla mia faccia nera, mentre la gente in attesa perdeva la pazienza.
Perché non leggete cosa c'è scritto sul documento?", suggerii. Attimo di sorpresa ma.... finalmente mi diedero del lei. "Lei è cittadino italiano? Perché non l'ha detto subito? Noi non siamo abituati a vedere un extracomunitario...".

Estratto dal sorprendente articolo Io, nero italiano e la mia vita ad ostacoli di Pap Khouma del 12 dicembre 2009, La Repubblica.
L'articolo è stato ripreso anche dal seguente articolo di Le Monde: En Italie, le témoignage de Pap Khouma, "Black Italian", lance un débat sur le racisme.

4 commenti:

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Davvero tragicomico

ericablogger ha detto...

un caro augurio di buon anno ed un grazie per questo tuo post così significativo : purtroppo siamo razzisti !
erica

Luca ha detto...

Assurdo e tipicamente da funzionario italiano.
Mi abbandono un po' ai luoghi comuni.

Buon anno Tommi.
Luca

dario ha detto...

Bah, a parte rilevare l'idiozia dei funzionari del comune, che ho riscontrato molto simile a quella dei poliziotti della questura agli sportelli per il rinnovo del permesso di soggiorno (mia moglie e' extracomunitaria), mi viene da considerare anche un'altra cosa.

Che se da un lato e' ingiusto che un nero non venga immediatamente riconosciuto come cittadino italiano solo perche' e' nero, da un altro lato, se anche a quello sportello si fosse presentato un extracomunitario dello stesso colore, avrebbe dovuto meritare lo stesso rispetto.

Ho notato con dolore il totale mutamento di riguardo dei funzionari all'immigrazione in questura quando mia moglie, dai tratti filippini, per il rinnovo del permesso presenta il passaporto degli USA. Dalle urla e dal "tu" passano a sorrisi e modi gentili e al "Lei"