sabato 9 gennaio 2010

L'omertà di Rosarno. La realtà di Roberto.


Per questa imperdibile occasione, ho deciso di inaugurare la tag "Italia".
Anche un blog a sfondo internazionale come questo non può rimanere impassibile e freddo di fronte a situazioni come quella a cui stiamo assistendo e che stanno vivendo migranti e cittadini in quel di Rosarno, Calabria, Italia?
Anche se c'è da precisare che, nella realtà, questo tema fuoriesce facilmente dai limitati confini del Nostro Bel Paese.
Iniziamo col rendere il più ascoltate possibile le parole che Roberto Saviano ha deciso di spendere per far conoscere meglio una questione troppo banalmente liquidata dalle nostre istituzioni come un problema di "immigrazione clandestina".
Rosarno, Castel Volturno e tutti gli altri paesi d'Italia che si trovano nelle stesse condizioni dovrebbero comprendere ed accettare che il problema è altrove e prescinde dal colore della pelle. Anzi, bisogna ringraziare la rabbia di quelle persone che hanno avuto il coraggio di portare a galla ciò che gli italiani hanno tenuto nascosto per troppo tempo a causa della loro ingiustificabile e deprecabile omertà.

9 commenti:

il Russo ha detto...

Sono d'accordissimo con Saviano come lo ero stato quando a Che tempo che fa descrisse allo stesso modo la rivolta di Castelvolturno: i migranti hanno la dignità di alzare la testa, gli italiani "padroni (ma de che?) a casa loro" che convivono da un secolo con la ndrangheta, no.

cittadiffusa ha detto...

Sono perfettamente d'accordo, ma da calabrese ONESTO e contrario alla mafia dico a chi non vive in queste realtà che è facile dare agli altri dell'"omertoso" e aspettarsi che ciascuno denunci e combatta la mafia. Ma chi denuncia non è cittadino nella mia terra, è eroe. E non si può chiedere a tutti di essere eroi.
L'eroe è solo. E' affascinante, è misterioso. Ma è miseramente SOLO.

"Beato quel popolo che non ha bisogno di eroi"

Rossella ha detto...

Complimenti per le cose scritte...concordo con tutte le vostre parole..la nostra Terra, purtroppo, di eroi ne ha bisogno...

tommi ha detto...

@cittàdiffusa: condivido e apprezzo le tue parole. Ti ringrazio per il contributo e le precisazioni sacrosante. Non pretendo che un'intero paese si alzi e denunci e non era mia intenzione dare dell'omertoso a cittadini calabresi onesti che vogliono vivere una vita onesta ma tranquilla. Quello che non capisco, però, è perché, invece, è così facile che quasi un intero paese si alzi e si ribelli di fronte alle violenze che i migranti hanno messo in atto come reazione alle loro pessime condizioni e ai soprusi che devono subire costantemente? Perché questa disparità? O forse vige la legge "forte coi deboli e debole coi forti"?
Questo mi lascia perplesso.

cittadiffusa ha detto...

@tommi
Sono perfettamente d'accordo. Io mi vergogno tantissimo per la mancanza di umanità dei miei conterranei (e concittadini, dato che i fenomeni di violenza sono frequentissimi nel nord Italia).
Ma ricordate che quanto sia "degno di nota" tra le cose che succedono in Calabria (e credo anche in altre regioni del sud) non è MAI alieno dal potere della criminalità organizzata.
E' una situazione terrificante.
Pensa inoltre che al basso livello culturale medio dei calabresi si aggiunge un'informazione surreale. Il Tg3 Calabria, ad esempio, non ha mai parlato della situazione dei raccoglitori di frutta che è di importanza nazionale (pensa che d'estate pare che a Rosarno confluiscano duecentomila clandestini per la raccolta della frutta). I nostri cari giornalisti ci informano ogni giorno delle sagre e delle processioni. Preti e soppressata..di questo si parla nella nostra regione. Caro Tommi..vedere quei ragazzi con il volto insanguinato mi ferisce profondamente. Tira una brutta aria nel nostro Paese. Per questo reti di blog come i nostri sono fondamentali per divulgare e condividere contenuti e RESISTERE alla violenza squadrista ed alla cultura xenofoba propugnata da certi ambienti della politica.
Martin

tommi ha detto...

Anche io sono rimasto scosso dal vedere le immagini di quelle "case di cartone" che non hanno nulla da invidiare alle baraccopoli del continente africano. Anzi, in molti casi sono anche peggio. Speranze deluse le nostre e quelle di quei poveri ragazzi che speravano di trovare qui da noi qualcosa di semplicemente più vivibile. Così non è stato. E purtroppo concordo anche su ciò che hai detto riguardo l'informazione di questo Paese: sempre impegnata a parlare di superficiale e mai attenta a scuotere lo stato di cose terrificante che pervade la nostra società. Niente di strano, dunque, in quel di Rosarno relativamente a quanto abbiamo descritto. La scala di valori come già detto in passato tra queste pagine è stata completamente rovesciata.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Riflessione molto acuta quella di Saviano. Poi la violenza che ne é scaturita ha portato di fatto ad una guerra tra poveri: gli immigrati da una parte, gli abitanti dall'altra; senza capire che entrambe le parti dovrebbero stare insieme dalla stessa parte....

Francesco Candeliere ha detto...

Ciao Tommy.E'da tanto che manco dalla rete ma di fronte a tragedie del genere, che colpiscono la mia terra, non si può restare indifferenti.Concordo con quello che dice Saviano e ho cercato di esprimerlo in un post sull'argomento.
Peccato aver visto l'attenzione focalizzata su razzismo,emigrazione clandestina ecc.Sui fatti di Rosarno c'è la chiara regia della 'ndrangheta che ha dimostrato ancora una volta,sotto l'indifferenza dei politici locali e nazionali,di essere più forte dello Stato.
Un saluto.

suburbia ha detto...

Anche io manco da un po' e sinceramente ma ci sono e seguo.
Saviano si dimostra non solo un bravo scrittore/giornalista ma anche analista puntuale della realta' italiana.
Ciao