martedì 19 gennaio 2010

Uomini, anni, vita - il genocidio degli armeni


Vorrei segnalarvi la nuova iniziativa promossa dall'Associazione DinamoCulturale che mi coinvolge in prima persona nella sua organizzazione: Uomini, anni, vita - La memoria del genocidio armeno. Per conoscere meglio i diversi appuntamenti che si svolgeranno a Olginate (LC) il 30 e 31 gennaio 2010 vi lascio alcuni link:


Potete segnalare in anticipo la vostra partecipazione all’evento Facebook.

Grazie alla risposta positiva dello scorso anno, insieme a Dinamo Culturale, si è deciso di proseguire con il progetto che si propone di organizzare una Giornata della Memoria “personale”. In occasione della ricorrenza universale del 27 gennaio che ricorda le vittime dell’Olocausto causate dal nazifascismo, il 30 e 31 gennaio si terrà ad Olginate (LC) una “due giorni” che cercherà di affrontare apertamente un altro episodio oscuro della storia europea. Dopo Srebrenica, quest’anno la nostra attenzione si è spostata verso un avvenimento ancora più controverso: il genocidio del popolo armeno.

Controverso perché tuttora oggetto di pesanti critiche e negazioni; oscuro perché, a distanza di quasi un secolo, non siamo ancora in grado di definire chiaramente modalità ed entità di questo crimine immane commesso nel silenzio dell’allora comunità internazionale provata dalla ferocia della Prima guerra mondiale. Di più, meno di trent’anni dopo, Adolf Hitler lo prese come stimolo ed esempio per mettere in pratica la propria follia: nell’agosto 1939, poco prima di aggredire la Polonia, per vincere le titubanze dei suoi collaboratori a proposito dei suoi piani di sterminio, disse loro espressamente “Chi si ricorda più del massacro degli armeni?”

Primo genocidio del XX secolo, esso fu attuato dal governo turco guidato dal movimento nazionalista dei “Giovani Turchi” il quale si pose come obiettivo politico la creazione di una sorta d’impero che inglobasse tutte le popolazioni di origini turche. L’enclave armena – presente sul territorio della Turchia orientale da più di 2000 anni – rappresentava un ostacolo che poteva essere superato solo con la sua eliminazione fisica. Tra il 1915 e il 1922, circa un milione e duecentomila (ma la cifra non è assolutamente accertata) armeni morirono in seguito a feroci violenze. I più “fortunati” per fame, malattie, privazioni.

A oggi solo una ventina di Paesi hanno riconosciuto il massacro (tra cui l’Italia) e in Turchia parlare di “sterminio” con riferimento a ciò che subirono gli armeni, è ancora considerato reato. Da qui la necessità di dare spazio e prendere posizione in un dibattito più che mai aperto. L’attualità ci narra le difficoltà del processo negoziale in corso tra la Repubblica armena e quella turca: lo scorso 10 ottobre i capi della diplomazia dei due paesi hanno firmato una serie di accordi per tentare di normalizzare le relazioni. Il valore storico di questo gesto è ancora tutto da scoprire e i prossimi passi saranno di un’importanza fondamentale verso il riconoscimento di ciò che avvenne novantacinque anni fa. Ma la strada, finalmente, è aperta.

2 commenti:

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

E' vero e quando leggo la poesia "L'odore acre della libertà" cerco di sempre di evidenziare come, oltre all'olocausto che é stato un evento terribile nella Storia dell'umanità, i genocidi nella storia dell'uomo sono stati tantissimi ed ancora oggi succedono. E quello degli armeni é uno di questi.

E ricordare nella speranza di insegnare a riconoscere questi germi terribili fin dall'inizio e contrastarli con tutte le nostre forze, é non solo importante ma direi vitale per una speranza di un futuro diverso.

Niente Barriere ha detto...

Ciao Tommi, Ho letto della tua iniziativa da Daniele e penso che sia una gran bella cosa, complimenti. Negare l'evidenza sempre e comunque è la tattica che da sempre i criminali adottano per negare ciò che hanno commesso. E' stato fatto in passato, lo fanno tutt'ora nel presente e lo faranno aimè nel futuro.
Ricordare e fare conoscere a più persone la verità dei fatti è una cosa importantissima. Loro non si arrenderanno mai ebbene ..neanche noi!!!

Infine ti rendo noto che da 20 giorni sto riprovando a scrivere nel Blog, dopo più di un anno di assenza, spero ti ricorderai di me, finalmente ho una vita più tranquilla, speriamo che duri. T'invito a passare da me, io nella giornata della memoria ho dato voce e spazio ai tanti disabili uccisi dal nazismo, pensa che ancora tantissima gente non lo sa ...

Ciao e a presto