martedì 11 maggio 2010

750 miliardi per un "veicolo speciale".


La crisi del debito pubblico che si è verificata in queste settimane in Europa è una conseguenza diretta della crisi globale che, in una prima fase, aveva colpito gli eccessi di debito privato delle famiglie - in particolare - americane. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, però, la crisi non è solo europea, anzi: il debito pubblico mondiale, infatti, passerà dal 75% del PIL mondiale registrato nel 2007 al 109% del 2014. Andando a verificare i conti pubblici, fra gli altri, di USA e Giappone ci si accorge che questi sono in una situazione ben peggiore di molti Membri dell'Unione europea. Perché, quindi, gli attacchi speculativi stanno interessando solo tali Stati? La differenza principale consiste nell'assenza di istituzioni economico-finanziarie in grado di far fronte ad eventuali pericoli che impediscano allo Stato di fallire - il cosiddetto default tecnico. Ad esempio, negli USA, la Federal Reserve garantisce l'acquisto di titoli del debito americano, mentre in Giappone, nonostante il debito pubblico superi il 200% del PIL, questo è quasi interamente (94%) detenuto da banche e famiglie giapponesi. Si capisce, dunque, che ciò che manca in Europa è, o meglio, era la presenza di un'istituzione sovranazionale che garantisse da situazioni di crisi come quella che stiamo attraversando e fornisse la fiducia necessaria per evitare attacchi speculativi.

Fatta questa doverosa premessa, si intuisce come, in questo contesto, il caso greco abbia una rilevanza ben più limitata di quanto finora mostrato dagli addetti ai lavori. La Grecia, infatti, è un'economia relativamente piccola e i duri sacrifici che dovrà sostenere la sua popolazione si ripercuoteranno solo marginalmente sulle condizioni del resto dei cittadini europei (e del mondo). Nonostante ciò, il caso greco ha mostrato le carenze del Trattato di Maastricht il quale non prevede una exit strategy dall'unione monetaria - situazione che ha favorito comportamenti poco rigorosi; l'inadeguatezza dei soli interventi di solidarietà bilaterali; la riluttanza della Banca Centrale Europea (BCE) a intervenire sull'acquisto di titoli di stato di Paesi in difficoltà.
Così, l'euro-scudo da 750 miliardi € entrato in funzione ieri ha avuto proprio l'obiettivo di colmare tale lacuna e formare diverse reti di sicurezza al fine di proteggere la stabilità finanziaria della zona euro dando una risposta finalmente politica ai suoi problemi finanziari. In tale scudo sono racchiusi sia interventi per far fronte ad emergenze imminenti che interventi di sostegno di lungo periodo.

In particolare, nel caso in cui un Paese, come successo per la Grecia, dovesse trovarsi nella condizione di non riuscire a pagare i propri debiti in scadenza decretando la non "spendibilità" a tassi adeguati dei titoli di stato sul mercato, questo verrà sostituito dall'UE attraverso tre istituzioni: il FMI (che ha messo a disposizione 250 miliardi di euro), la Commissione europea (60 miliardi) e un nuovo "veicolo speciale", lo Special Purpose Vehicle (440 miliardi). Ovviamente, gli Stati potranno attingere a tali risorse solo se saranno disposti ad adottare severi programmi di risanamento dei conti pubblici.

Ulteriori informazioni:

- Alcune considerazioni sulla crisi del debito pubblico in Europa fornite dal Sole 24 Ore.
- Il piano di salvataggio europeo spiegato dal Finacial Times tramite un breve ma puntuale video.


Le fonti principali di questo articolo si basano sull'incontro tenutosi il 10 maggio all'ISPI e su diversi articoli del Sole 24 Ore dell'11 maggio 2010.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

per cosa è nata la comunità EUROPEA? come mai non si stacca dal dollaro facendo valere come moneta di scambio l'euro. come mai l'INGHILTERRA, costola dell'AMERICA in europa, ha voce in capitolo per quanto riguarda l'EURO. e visto che non ha aderito al cambio della sterlina in EURO, se non riusciremo ha staccarci dal dollaro, e ha chiarire lo stallo creato da L'INGHILTERRA, che tenendo il piede in due staffe, non ci permette di camminare da soli, rendendo vano l'aiuto di 750 miliardi di EURO. altrimenti l'AMERICA ci porterà ha fondo con lei, visto che la recessione mondiale è partita da lei creata dai suoi pesci cani.nessuno1°

PAOLO ha detto...

“Un maxi-piano fino a 750 miliardi, con la partecipazione dell'Fmi, per blindare la zona euro dagli attacchi della speculazione ed evitare il rischio default di altri Paesi dopo quello corso con la Grecia.” (Il Tempo OnLine)

Tutti i giornali nazionali e internazionali hanno inneggiato al grande piano, un nuovo piano Marshall che “garantisce e rende esente da rischi l’Europa”.

E’ incredibile e ridicolo i paesi dell’area Euro hanno un debito pubblico superiore ai 10.500 miliardi di dollari e il maxi-piano basta a malapena a garantire che potranno pagare gli interessi passivi dei prossimi due anni.

Il debito pubblico dei principali paesi è di dollari/miliardi:
Germania 2.100
Italia 2.070
Francia 1.670
UK 1.400
Spagna 700
Olanda 430
Belgio 400
Grecia 380 (gli untori?)
Austria 210
Portogallo 172 (quasi untori?)

Ma sapete quanto è il debito pubblico della Cina?
1.600 miliardi di dollari, inferiore ai singoli debiti di Germania, Italia e Francia. E l’India? 2.100 miliardi di dollari, poco più dell’Italia ma mi pare che l’India abbia 1,152 miliardi di abitanti.

I veri untori? I veri pericoli? Il GIAPPONE ha un debito pubblico di 7.900 miliardi di dollari. Gli USA con 7.500 miliardi di dollari.

Una Politica di Rigore? No basta solo avere meno corruzione in politica. I Paesi con debito pubblico superiore al 100% del GDP corrispondono ai paesi a più alta corruzione politica, a quelli che nella logica del pluralismo politico devono sponsorizzare tutto e tutti.

articolo e fonti li trovi su www.redoct.it/www.redoct.it/WORLD.html

Paolo Zinni

tommi ha detto...

tutti problemi concreti e reali quelli da voi sollevati. in ogni caso l'europa come fatto notare da anonimo non deve guardare agli altri ma a se stessa per costruire una nuova forma di integrazione politico-finanziaria basata su etica e buon senso.
tommi

tommi ha detto...

@Paolo: i 750 miliardi sono stati stanziati, più che altro, con l'aspettativa di venire incontro ai 3 Membri con più difficoltà, ovvero Spagna, Irlanda e Portogallo (per la Grecia sono stati stanziati appositamente 110 miliardi in più rispetto ai 750 dello scudo). Secondo gli esperti, un piano di aiuti che vuole evitare il default di uno stato dovrebbe essere pari al 100% del debito in scadenza ogni anno per un periodo di 5 anni. Questi dovrebbero bastare per 3. In più ci sono le garanzie fornite dalla BCE...
Se si includesse anche l'Italia, le cose sarebbero un po' diverse ovviamente...