martedì 25 maggio 2010

Parole di guerra.



Un tuffo negli anni Cinquanta. Così può essere definita la condizione di tensione creatasi tra le due Coree nelle ultime settimane. L'episodio scatenante è stato l'affondamento della corvetta sudcoreana "Cheonan", colpita da un siluro sottomarino, avvenuto nel marzo scorso. Il governo di Seul, sostenuto pienamente dal governo americano, ha accusato quello di Pyongyang dell'episodio che ha causato la morte di 46 marinai sudcoreani. Dal canto suo, la Corea del Nord ha negato il proprio coinvolgimento e anche la Cina, suo principale alleato, ha fatto intendere che non vi sono prove certe per attribuire la responsabilità dell'incidente alla Corea del Nord. Sulla scia di queste tensioni, il Presidente sudcoreano, Lee Myung-bak, in un discorso alla Nazione tenuto proprio presso il memoriale di Seul dedicato ai caduti della Guerra di Corea, ha annunciato di voler chiedere nuove ed ulteriori sanzioni al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite contro il governo del Nord e, insieme al Pentagono, di intraprendere manovre navali anti-sottomarini.

La contro-risposta di Pyongyang non si è fatta attendere. Questa mattina, la Corea del Nord ha accusato quella del Sud di aver sconfinato diverse volte all'interno delle proprie acque territoriali nel periodo compreso tra il 14 e il 24 maggio e ha minacciato di reagire militarmente.

Infine, il Segretario di Stato americano, Hillary Clinton, in missione a Pechino per il forum delle relazioni sino-americane, ha invitato la Cina a condannare apertamente la tragedia della corvetta e a contribuire nel lavoro diplomatico finalizzato ad evitare che l'escalation militare possa passare dalle parole, dai gesti ai fatti.

1 commento:

ericablogger ha detto...

in queste ultime due settimane ho avuto pochissimo tempo ma ho seguito anch'io le vicende tra le due Coree
altro che venti di guerra e ritorno agli anni 50, se questi decidono di scontrarsi hanno le bombe atomiche !!!
ma ci pensi a cosa potrebbe succedere ?
un saluto erica