martedì 1 giugno 2010

La "scontata" reazione delle Nazioni Unite.


Diplomazia in azione dopo l'attacco israeliano nei confronti della Freedom Flotilla di domenica scorsa che ha provocato, secondo fonti del governo israeliano, almeno 10 vittime e molti altri feriti. I 15 membri del Consiglio di Sicurezza (CdS) delle Nazioni Unite, riunitisi in sessione d'emergenza, dopo 12 ore di dibattito, hanno espresso, nelle prime ore di questa mattina, tramite documento ufficiale, il loro "profondo rammarico per la perdita di vite umane e per i feriti causati dall'uso della forza" durante l'operazione militare isrealiana avvenuta in acque internazionali. Il CdS esorta Israele a permettere l'ingresso nel Paese delle delegazioni diplomatiche dei vari Paesi coinvolti in modo da identificare i morti, recuperare i feriti e assicurare l'assistenza umanitaria necessaria. Inoltre, viene richiesta l'apertura di un'inchiesta approfondita in linea con gli standard internazionali (prompt, impartial, credible and transparent investigation).
Come spesso accade, il documento finale, frutto di intense mediazioni, è molto meno "aggressivo" rispetto a quanto sperato dai delegati che avevano richiesto la convocazione della sessione straordinaria. In particolare, la rigida posizione della delegazione turca, la quale chiedeva una forte condanna di Israele e del suo esercito, è stata smussata da quella americana che ha evitato di condannare Israele in quanto tale, concentrando l'oggetto del documento esclusivamente sull'operazione militare. Oggi si terranno riunioni straordinarie anche della Nato e della Lega araba.
Niente di nuovo sotto il sole, insomma. Per questo vi lascio con il commento conclusivo di Lucio Caracciolo apparso oggi sul sito di Limes:

E’ scontato che il governo Netanyahu non ammetterà mai l’errore, ma si confermerà nella convinzione di essere ingiustamente incompreso anche da coloro che continuano a guardare con rispetto alle ragioni di Israele. Da una simile nevrosi ipersecuritaria non è facile guarire. Altri atti di autolesionismo appaiono scontati, fino a che qualcuno a Gerusalemme non si accorgerà di star segando il pur robusto ramo su cui è seduto. Se non sarà troppo tardi.

5 commenti:

ventopiumoso ha detto...

eh gia' scontata si'.. in america latina, cina, paesi arabi, molto dura, invece.

Andrea ha detto...

Quello di questi giorni è un caso da manuale della deformazione spudorata della stampa italiana e internazionale, con poche lodevole eccezioni come il Giornale, da accostare ai casi di Jenin, di Al Doura, della basilica di Betlemme.
Ormai sono due giorni che circolano i video con il tentativo di linciaggio dei militari israeliani, scesi uno a uno, quindi in forma non aggressiva, sul ponte della nave turca; se volete vederne una sintesi ancora più chiara delle precedenti, guardate qui, http://www.youtube.com/watch?v=JaiMjAULWn0 , dove si vedono anche le immagini censurate dalla parte dei passeggeri della nave. E’ stata legittima difesa, nei confronti di un convoglio di falsi pacifisti.

tommi ha detto...

@Andrea Considerando che probabilmente il termine "legittima difesa" come da te e 'il Giornale' utilizzato, non è quello inteso dal resto della comunità internazionale, stento a credere che - anche se bastoni o fionde siano stati realmente utilizzati - buon senso voglia che questo porti automaticamente alla brutale uccisione tramite arma da fuoco di 10 persone. Soprattutto considerando, per fortuna, che nessun militare è rimasto vittima dei tafferugli. Inoltre, ricordo che sono stati i militari ad assaltare per primi le navi, aggredendo per primi gli attivisti. Buon senso avrebbe voluto che le navi fossero lasciate entrare nel porto per poi, eventualmente, confiscare ciò che agli israeliani non piaceva. In generale, l'assalto è da considerarsi immotivato visto che non era in gioco la sicurezza nazionale del Paese.
Vista la tua premessa, però, dubito che un dibattito reale e ragionevole possa svilupparsi.

Andrea ha detto...

Ecco l’inno ufficiale del Coro della Flottilla:

http://www.youtube.com/watch?v=FOGG_osOoVg

Alessio ha detto...

Tommaso,
ti chiedo una domanda tecnica, essendo tu un esperto di diritto internazionale.

Leggo che secondo il "San Remo Manual on International Law Applicable to Armed Conflicts at Sea" del 12 Giugno 1994 ,

It is permissible under rule 67
(a) to attack neutral vessels on the high seas when the vessels “are believed on reasonable grounds... Mostra tutto to be carrying contraband or breaching a blockade, and after prior warning ... See Morethey intentionally and clearly refuse to stop, or intentionally and clearly resist visit, search or capture.”
(b) engage in belligerent acts on behalf of the enemy;
(c) act as auxiliaries to the enemy s armed forces;
(d) are incorporated into or assist the enemy s intelligence system.

Dunque, Israele aveva o no il diritto di fare quello che ha fatto?