martedì 8 giugno 2010

Maggio di sangue in Darfur.

Secondo un documento delle Nazioni Unite diffuso lo scorso lunedì 7 giugno, gli scontri in Darfur hanno causato circa 600 morti nel solo mese di maggio, il più letale dal dispiegamento - nel 2008 - della Missione di pace che vede Nazioni Unite e Unione Africana agire congiuntamente (UNAMID) nella regione occidentale del Sudan, in guerra dal 2003. Il documento precisa che i combattimenti tra i ribelli e le forze governative hanno causato 440 morti mentre gli scontri tra le tribù arabe rivali ne hanno causati 126. Infine, 31 persone sono decedute a causa di incidenti o omicidi. Secondo i caschi blu, l'aumento della violenza va maggiormente attribuito agli scontri tra le tribù arabe; mentre ribelli e forze filogovernative non sono riusciti a dar seguito all'accordo siglato in Qatar nel mese di febbraio per raggiungere una pace definitiva che avrebbe dovuto comprendere il 'cessate il fuoco' seguito da un'intesa sulla spartizione del potere. Il rapporto sottolinea proprio come il fallimento dell'accordo tra il Movimento per la giustizia e l'uguaglianza (il gruppo ribelle più militarizzato) e il governo sudanese sia tra le cause del record negativo di vittime registrato nel mese di maggio.

1 commento:

Sibbi ha detto...

Non ho tempo di leggere i tuoi post ma complimenti per la tua attenzione a tutte le piattaforme e alla costanza con cui posti!!