martedì 26 ottobre 2010

Birmania alle urne.


Il 7 novembre si terranno in Birmania le elezioni politiche, le prime da vent'anni a questa parte. Dopo aver messo fuori gioco Aung San Suu Kyi, agli arresti domiciliari da tempo immemorabile, la commissione elettorale birmana ha annunciato che non saranno ammessi nel Paese osservatori internazionali o giornalisti stranieri. Secondo la commissione saranno sufficienti i diplomatici già presenti in Myanmar per supervisionare la correttezza del voto.

Di parere diverso, invece, sembrano essere alcuni giornalisti e politici birmani secondo i quali questa decisione favorirà inevitabilmente il verificarsi di brogli e scorrettezze minando ulteriormente la già scarsa credibilità dell'intera consultazione.

La stessa Suu Kyi, attraverso la voce del suo avvocato, ha fatto sapere che, in questo contesto, le elezioni sono da considerare non libere e ha quindi invitato i cittadini a non riconoscere il risultato finale. Un modo indiretto per invitare la popolazione a non recarsi alle urne.

Proprio in questo contesto, l'organizzazione Reporter senza frontiere ha ribadito che la Birmania è uno dei dieci paesi più pericolosi per fare giornalismo.

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