sabato 13 novembre 2010

Aung San Suu Kyi è libera



Alle 12.09 [alle 17.09, ora locale] di sabato 13 novembre Aung San Suu Kyi è stata liberata dagli arresti domiciliari. L'inviato della Bbc in Birmania, Adam Mynott, ha dichiarato che il premio Nobel della Pace era in piedi fuori dalla sua casa/prigione dove ha passato gli ultimi sette anni, salutando la folla e cercando di placarla per cominciare il suo discorso. Potete vedere e sentire il momento della liberazione qui.

Quasi un migliaio di persone, tra cui molti giornalisti, hanno elevato cori come "Lunga vita a Aung San Suu Kyi" guardati a vista da trenta poliziotti in tenuta antisommossa. In totale, Suu Kyi ha passato 15 degli ultimi 21 anni agli arresti domiciliari a causa della sua esplicita opposizione alla giunta militare al potere in Myanmar da ormai 48 anni.

Dopo le elezioni del 7 novembre - le prime da oltre vent'anni - che hanno visto vincere il partito che sostiene la giunta e organizzate per cercare una sorta di legittimità a livello internazionale, la liberazione di Suu Kyi potrebbe finalmente compattare il fronte democratico guidato dalla National League for Democracy (Nld). La volontà è quella di rimanere uniti, con il supporto della comunità internazionale, per portare il Paese verso un periodo di transizione pacifico verso la democrazia. Riuscirà Aung San Suu Kyi a ripetere le gesta del grande Nelson Mandela in Sudafrica?

2 commenti:

il Russo ha detto...

Un amossa per mettere a tacere il disgusto delle recenti elezioni.
Anch'io ho pensato al parallelismo con Mandela, ma ce ne passa....

tommi ha detto...

D'accordo con te caro Russo, ma dalla giunta Birmana ci si poteva aspettare anche una ritrattazione sulla liberazione, anche dopo le elezioni-farsa.
Staremo a vedere. Speriamo che la comunità internazionale non faccia tornare la condizione dei birmani nell'oblio.